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Siglata intesa per tre Centri Commerciali Naturali

giovedì 23 febbraio 2017 16:34

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“Qualificare, arricchire e valorizzare l’azione dei CCN che rappresentano un riferimento sempre più importante per il sistema economico locale e per la vivibilità e vitalità dei nostri quartieri”. E’ con questo obiettivo che l’assessore al commercio Paola Baldari ha presieduto a palazzo comunale alla sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra l’Amministrazione (da lei rappresentata) e i Centri Commerciali Naturali di più recente costituzione, vale a dire il CCN “ViviSanjacopo” (presidente Irene Genovese), “Piazza XX Settembre e dintorni” (presidente Sergio Tani) e “Garibaldi-Antico Borgo Reale” (presidente Daniela Batli Carboncini). Il Protocollo sottoscritto tende infatti a sviluppare ulteriormente la collaborazione tra Amministrazione e i CCN nelle azioni che questi stanno portando avanti per la valorizzazione dei loro territori. Azioni che sono di promozione commerciale, ma anche sociale, turistica e culturale perché – come riporta lo stesso Protocollo – “L’Amministrazione riconosce nei Centri una forma efficace di autorganizzazione della piccola impresa e il loro ruolo nel determinare un buon livello di vivibilità e di servizi alla popolazione nella nostra città”.

Anche per i tre CCN “ViviSanjacopo”, “Piazza XX Settembre e dintorni” e “ Garibaldi-Antico Borgo Reale” sottoscrittori del Protocollo, si prevede pertanto che si istituisca un gruppo di lavoro permanente ed un appuntamento semestrale per la verifica delle azioni intraprese. I Centri potranno beneficiare di procedure semplificate per il rilascio di permessi finalizzati ad iniziative di animazione territoriale, oltreché del patrocinio del Comune quando le iniziative promosse rivestono particolare valore.

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8 commenti

 
  1. # orso

    Pensare che un tempo i “centri commerciali naturali” erano i negozi di quartiere .
    Ora sono i …negozi di quartiere .Che non c’entrano niente con i centri commerciali , che sono altra cosa
    L’aggettivo “naturale”poi fa solo ridere,non e’ che si semina e spuntano i negozi . ..

    1. # Lala

      si cerca di fare prendere consapevolezza ai cittadini che non sempre bisogna correre ai centri commerciali noti… ma che anche sotto casa, senza prendere l’auto, quindi senza inquinare, senza creare traffico ecc ecc ma con il solo tuo carrello alla mano e passo passo, che fa pure bene, vai a fare la spesa… e puoi trovare tutto quello che ti serve… “a misura di uomo” senza frenesie…. Magari chiedi ai presidenti dei centri che gli orari di apertura dei negozi siano adeguati anche alle esigenze di chi lavora tutto il giorno… o altro, altrimenti, Orso, torna nella tana.

      1. # orso

        Cara Lala, perfino un vecchio orso nella sua tana sa che esistono quartieri coi negozi.
        E ti sorprenderà sapere che conoscevamo gli orari dei negozi anche prima che arrivassero i “presidenti” dei “centri” …
        Ma si sa, oggi l’importante è la forma e non la sostanza .A proposito, mi sembra alquanto sessista definire “centrO” commerciale. Bisognerebbe cominciare a parlare di centrA commerciale. Suona così bene, la presidentA della centrA commerciale naturale .

  2. # Gerone

    Ci sono troppe ERRE, difficile pronunciare CentLi CommeLciali NatuLali. “Massaggi” non ci sono R infatti!. Non c’è rispetto per gli imprenditori. Suggerirei Suk, Kasba, 商业, amoLe lungo lungo 5 dollaLi …. A buon Kebab! Poveri ingenui (mica tutti poi) adepti della novella Watchtower Society !

  3. # abitante

    Più che altro non siano pretesti per non fare aprire Esselunga o altri con le note limitazioni territoriali come è successo con Salviano per poi far aprire un altra coop

  4. # Marcu

    Negozio sotto casa, tre panini, un litro di latte, due bottiglie di acqua naturale non di marca, un pacco di pasta, una bottiglia di pomodoro sette euro, discount a trecento metri, non si arriva a quattro euro….Un bel risparmio no?

  5. # Viviana

    Boh. Non è che cambiando nome ai soliti negozi di quartiere la sostanza cambi. Sono sempre i soliti negozi di quartiere.

  6. # umberto

    Visto che sono così ben organizzati, perché non si organizzano anche per venire sul quartiere con i mezzi pubblici, anziché privare i residenti di decine di posti auto. da tenere presente che i veri centri commerciali hanno i parcheggi privati.

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