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Uffizi, azienda livornese partecipa alla realizzazione della nuova ala. LE FOTO Stampa
Venerdì 23 Dicembre 2011 16:52

 

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La scala di ottone realizzata dalla Ital G di Livorno all'interno degli Uffizi
La scala di ottone realizzata dalla Ital G di Livorno all'interno degli Uffizi
FIRENZE - Finalmente aperte le prime otto sale dei Grandi Uffizi destinate ai Pittori Stranieri, che occuperanno 480 metri quadrati. È la prima consegna nei nuovi spazi che i progettisti hanno recuperato nella parte più nobile dell'edificio di Giorgio Vasari: il primo piano

L'ALA NORD - Le nuove stanze si trovano nell'ala nord del braccio di ponente della Galleria e ospiteranno parte degli oltre 2500 dipinti conservati nella cosiddetta Riserva, gli Uffizi numero 2, quelli non aperti al pubblico, ricchi di tesori.

Scala di Ponente
Fra i lavori fin qui conclusi è certamente l'opera più impegnativa, ma anche la più importante e strategica per il funzionamento dell'intera "macchina museale". Inserita nel cortile della "Vecchia Posta", consente di scendere dall'attuale Galleria alle nuove sale del primo piano; ha inoltre funzione di via di esodo, indispensabile in vista dell'ampliamento del museo e dell'aumento dei visitatori; in futuro permetterà di accedere alla zona di ristorazione, prevista negli adiacenti locali al piano terra.

La scala di ottone nella nuova ala dei Grandi Uffizi
La scala di ottone nella nuova ala dei Grandi Uffizi
Il cantiere dei... prototipi
L'inaugurazione, nel braccio di ponente, della nuova Scala e delle sale dei Pittori Stranieri, che fanno parte del progetto complessivo di raddoppio degli spazi espositivi della Galleria degli Uffizi, è la prima occasione che si è presentata per mostrare al pubblico un'anticipazione dei contenuti del nuovo progetto.
Questo cantiere è emblematico dell'assoluta specificità che distingue l'intervenire su edifici "monumentali", piuttosto che su immobili 'normali', in quanto si deve realizzare un'opera 'a tiratura unica', confrontandosi continuamente con ineludibili necessità di adeguamento che il restauro e, ancor prima, il rispetto dovuto a testimonianze eccelse di arte e di storia impongono.
Questa esperienza dimostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia vero che ogni intervento di questa natura è un intervento esclusivo da valutare singolarmente, a cui i processi produttivi si devono necessariamente adeguare, adattandosi alle specifiche esigenze e agli innumerevoli condizio-namenti generati dal contesto storico e ambientale in cui si opera: ogni parte di quest'opera è un prototipo.
Per citare un esempio, il risultato finale ottenuto con il rivestimento della scala in ottone brunito (realizzato dalla ItalG srl di Livorno) è frutto di un continuo alternarsi fra rilievo diretto in cantiere e produzione di piccole quantità di lastre ottenute con macchinari a controllo numerico e quindi rettificate in loco e messe in opera, fino a quando tutto il casellario dell'intero rivestimento non si è concluso; ciò ha permesso di recuperare le differenze di tolleranza tra le strutture portanti, realizzate in cemento armato e acciaio, e le lastre stesse, in modo da ottenere il perfetto allineamento delle fughe di giunzione poste ad altezze diverse ma sulla stessa verticale. Infine, per ottenere il risultato migliore nell'omogeneità della brunitura, si è rinunciato al procedimento chimico in vasca - soggetto a variazioni di concentrazione dei reagenti che si esauriscono con il procedere dei bagni - in favore della brunitura in opera, affidata all'esperienza e alla sensibilità di poche mae¬stranze altamente specializzate, che hanno provveduto a dosare e applicare sapientemente i reagenti necessari per ottenere il risultato che i visitatori, si spera, possono oggi apprezzare.

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  • L'opera dell'Ital G
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