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Home -> La posta dei lettori -> La Posta dei Lettori -> Ing. Poerio, il Bacino in muratura non è un nemico da abbattere. Usiamolo per le riparazioni
Ing. Poerio, il Bacino in muratura non è un nemico da abbattere. Usiamolo per le riparazioni Stampa
Martedì 21 Febbraio 2012 09:47

Certamente chiunque abbia letto le affermazioni espresse dall' Ing. Poerio , A D. di Azimut Benetti, azienda che fornisce attualmente un posto di lavoro a 500-600 persone attraverso la produzione di cosiddetti 'super Yacht ', sarà rimasto impressionato.
Purtroppo, in contrasto stridente con le sue parole, la realtà è ben altra. L' Ing Poerio ha saputo che le riparazioni navali sono assolutamente compatibili con la costruzione di mega yacht e quindi si spinge alla ricerca dell'ultima scialuppa possibile per stoppare il processo di ricostruzione del settore in questione a Livorno.
Un proposito che Poerio non lo ha mai nascosto in passato, sbandierando anzi tale obiettivo ai quattro venti e spingendosi anche talvolta in contrasto con i suoi stessi collaboratori che in tempi non sospetti avevano firmato un accordo con la Gestione Bacini per l'amministrazione comune dell'area riparazioni.
Forse Poerio si è spaventato dal movimento continuo di navi che la nostra società ha sviluppato sin dalle prime battute della riapertura del bacino galleggiante, un volume di traffico già di per sé importante anche alla luce del pesante handicap che perdura nel limitare tale attività visto che una delle strutture annesse non è tutt'oggi funzionante conseguentemente allo stato di totale abbandono da parte di Azimut Benetti, la quale deteneva l'affidamento dell'area in questione.
Malgrado ciò, nel giro di pochissimo tempo, la Gestione Bacini ha sviluppato un fatturato di un milione e mezzo di Euro, fornendo concretamente del preziosissimo ossigeno per le aziende del territorio che operano nel comparto.
Risultati soddisfacenti che però rappresentano solo poche briciole in confronto alle reali potenzialità di un'area che, come si può leggere da uno studio commissionato dall'Autorità Portuale, potrebbe portare alla città di Livorno un fatturato complessivo di 20-30 milioni di euro. Un business di ingenti proporzioni che avrebbe realmente una ricaduta benefica sulla precaria economia cittadina e su moltissime aziende livornesi, le quali diverrebbero in grado di poter crescere anche sotto il profilo dell'organico necessario a loro disposizione, con un giro di assunzioni intorno alle 400 -500 persone.
Intorno a questo pilastro fondamentale per la crescita del territorio, si potrebbe poi allargare una spirale positiva di iniziative collaterali, con in primis il progetto di realizzazione di una scuola per i giovani che intendono apprendere un mestiere senza tempo e per questo al riparo da incertezze future, al contrario di professioni al momento maggiormente caricate di appeal ma in realtà legate esclusivamente a mode o a commesse che potrebbero ben presto esaurirsi o comunque diminuire drasticamente.
Le navi infatti non sono come gli yacht che 'tirano' secondo il mercato: necessitano di manutenzioni obbligatorie per navigare e la compagnia Costa insegna che un porto come quello di Livorno, con i movimenti di navi da crociera che ha, non può fare a meno di una risorsa unica come il bacino in muratura. Tutti hanno potuto leggere come e dove è stato costruito l'ultimo mega yacht di Azimut: in quel di Pisa, per giunta per mano di un' azienda esterna. Un caso a dir poco esemplare, ovviamente in negativo.
L'area dei Bacini, che ricordiamo ad oggi risulta in affidamento alla stessa Azimut che non ne fa assolutamente uso, si presenta attualmente in uno stato di abbandono totale. Tutto questo nonostante la Gestione Bacini abbia ripetutamente proposto (peraltro invano) all'Autorità Portuale di potersi fare carico dei lavori di ristrutturazione e manutenzione, il tutto ovviamente gravando solo sulle proprie casse. In questi giorni, essendo quotidianamente presenti con i nostri mezzi e uomini operativi nell'area stessa, abbiamo avuto modo di riscontrare una volta di più l'assenza totale di alcuna attività di manutenzione alla porta del bacino in muratura da parte di chi di dovere. Nella sciagurata eventualità in cui questa non venga sistemata in tempi stessi, con la necessaria urgenza, diventerà difatti presto inservibile.
Un'ipotesi che non intendiamo prendere in considerazione, visti i fisiologici problemi che tale situazione disagevole verrebbe a creare. Mentre tutto ciò potrebbe anche far rallegrare i detrattori del settore riparazioni navali, noi pensiamo che un bene dello Stato (un gioiello prezioso perché peraltro unico nel proprio genere a livello geografico, senza pari nella zona centrale del Mar Tirreno visto che il più bacino più vicino accomunabile per proporzioni a quello labronico si trova già all'estero, per la precisione a Marsiglia) non debba essere lasciato deteriorare insieme alle sue strutture di pertinenza. Un peccato mortale da evitare assolutamente, prima che sia troppo tardi. Ben venga la contemporanea attività di costruzione di yacht di lusso, alla buona riuscita della quale siamo disposti anche a fornire la massima collaborazione; allo stesso tempo però non rasentiamo il ridicolo individuando nel bacino galleggiante il nemico da abbattere, trasformandolo in sito principe per i processi di costruzione.
La struttura è nata in origine per le riparazioni navali, ideata e costruita per tale fine: una sua riconversione a qualsiasi altra attività risulterebbe totalmente infelice, visto che presenta caratteristiche strutturali inadatte alle stesse costruzioni. Inoltre, tale area è tutt'oggi di proprietà demaniale e non di Azimut, la quale ci risulta avere già un grande spazio in affidamento. Nonostante i ripetuti sollecitati effettuati, fino ad oggi nessuno si è preso la briga di riparare neanche una gru all'interno di suddetta area: ora, ironia della sorte, come per incanto tutto tornerebbe di moda, sbandierando posti di lavoro per la città.
Ai nostri occhi tutto ciò appare come eccessivamente semplicistico e soprattutto scarsamente ancorato a quella che è la difficile realtà produttiva cittadina. Non vogliamo forzatamente affrontare sfide impossibili ma neanche essere presi in giro con faciloneria: grazie alle moderne tecniche di lavoro sempre più in via di sviluppo, le riparazioni navali sono già oggi totalmente compatibili con qualsiasi altra attività limitrofa. Questa è la realtà, anche se non va giù all'Ingegner Poerio. Un ultimo appunto poi lo rivolgiamo ai sindacati: sembra che per loro sia importante tutelare solo i diritti dei lavoratori di Azimut. Quanti dipendenti ha quest'azienda a Livorno? Noi ne avevamo circa 500 e forse questi non possono vantare gli stessi diritti degli altri? Purtroppo, pare di no visto che diverse aziende sono state chiuse e altre tireranno presto giù la saracinesca. E ci risulta che anche qualcuna di queste lavorasse per Azimut.

Marco Fiorillo gestione Bacini spa

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Commenti  

 
+3 # salvatore favati 2012-02-21 17:39
Carissimo Presidente
aggiungo a quanto hai scritto che all'indomani di un giro di visite agli armatori tedeschi miei clienti tantissime compagnie hanno chiesto di conoscere dettagli sulla possibilità di far bacino qui.
Ho risposto prendendo tempo, data la necrosi politico-sindacale che sta inceppando il nostro lavoro.
Un bacino di 300 e passa metri è pane anche per loro che hanno navi in mediterraneo ma che spesso NON POSSONO metterle in secco perché Marsiglia ha un solo bacino grande, Barcellona ha chiuso (fanno palazzine anche laggiù...) e la Turchia è sovraccarica di lavoro.
Livorno ha la possibilità invidiabile di diventare per la Germania, nazione fortemente in salute ANCHE sul mare, un punto di riferimento fondamentale in Mediterraneo.
Non mollare, continua a apensare ai giovani Livornesi che, alla fine dei discorsi politichesi vorrebbero trovare un posto per mantenetre le famiglie.

Salvatore Favati
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-1 # Ahoboia! 2012-02-22 00:00
Ma che bravi! Addirittura moderne tecniche di lavoro sempre più in via di sviluppo! O cosa vuol dire! In via di sviluppo sono i paesi a cui somigliate nei metodi di lavoro! Investite e aggiornatevi, siete ridicoli, siete ancora più arretrati degli anni '90! Comunque siamo nel 2012 tanti saluti!
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+3 # Federico Bruzzone 2012-02-22 00:42
Il nostro bacino è una miniera!!!! Porterebbe lavoro ad intere generazioni ed il 99% dei livornesi non lo sa!!!! E' un fiore all'occhiello del nostro porto ed è in un punto strategico del mediterraneo, è stato pagato da tutti noi e lasciarlo li a morire per poter poi speculare su quel terreno fra qualche anno è veramente vergognoso! Grazie per aver parlato di quest'argomento sconosciuto a molte persone, non lasciatelo svanire nel nulla!!!!
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