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Il nuovo allenatore: "Questa è una grande chance sia per me che per i giocatori. Serve riportare in alto questi colori"
 | | Da sinistra: Gabriele Stoppino (preparatore atletico), Davide Nicola (allenatore) ed Ezio Gelain (vice) |
LIVORNO - Il Livorno della stagione 2012/2013 riparte da Davide Nicola. Trentanove anni, reduce da due stagioni alla guida del Lumezzane, avrà il compito di guidare gli amaranto verso una tranquilla salvezza evitando, se possibile, tutte le preoccupazioni di questo finale di stagione. Sì, l’obiettivo è decisamente cambiano rispetto a tre anni fa. Allora il presidente Spinelli, il giorno dopo la bruciante retrocessione in B, promise di tornare in serie A con un progetto triennale. Ora tutto è cambiato come annuncia anche il direttore generale Giovanni Gardini: “Sono cambiati i parametri e di conseguenza anche la volontà del presidente. Anche le disponibilità economiche sono diminuite, ma questo non vuol dire che ci sia la volontà di migliorarsi”.
L’IDENTIKIT DI PEROTTI Ma torniamo a Nicola. Il nuovo allenatore è apparso sereno e tranquillo, consapevole che quella che ha davanti è un’importante opportunità che non deve gettare alle ortiche. Vecchia conoscenza di Perotti con il quale ha condiviso le esperienze ad Adria, Ancona e Genoa, è proprio l’attuale direttore tecnico a presentare l’allenatore: “E’ un giovane ambizioso che ha voglia di fare bene. Spero che possa fare bene per sé e per il Livorno. È venuto qui per cercare di migliorarsi e ha la mia benedizione. In questi giorni ho sentito diversi allenatori e poi ho portato il report al presidente che ha subito deciso per Nicola. Come vice abbiamo scelto Gelain per dare continuità con l’anno scorso”.
LE PAROLE DEL NUOVO ALLENATORE Fin dalle prime parole, Nicola, che come preparatore atletico si è portato il fido Gabriele Stoppino, ha subito mostrato di avere le idee chiare: “Per me essere qui rappresenta una grande opportunità. Proverò a trasmettere ai giocatori la mia grinta, anche se poi le responsabilità sono mie. L’obiettivo finale dovrà essere raggiunto lottando tutti insieme e dobbiamo ridare entusiasmo alla città. Adesso ho tutto il tempo per valutare quali siano le esigenze mie e della squadra. So di essere in una piazza esigente e questo lo notai anche quando venni al Picchi da avversario”. Nicola non ha uno schema fisso, come lui stesso ammette: “Ho sempre giocato in base alle caratteristiche dei miei giocatori. Lo scorso anno ho adottato il 4-3-3, ma penso che i moduli lasciano un po’ il tempo che trovano. Penso che non ci siano giocatori inamovibili, tutto dipende da quello che mi dimostrano durante gli allenamenti”. Per quanto riguarda l’obiettivo, il presidente ha parlato di salvezza: “Noi faremo tutto quello che è nelle nostre corde, poi sarà Spinelli a valutare e tirare le somme. Non dobbiamo focalizzarci solo e soltanto su un traguardo. Quale sarà il nostro destino lo capiremo soltanto lungo la strada”. Contratto annuale per Nicola: “Non ho fatto alcun tipo di problema da questo punto di vista. La proposta che mi è stata fatta è in linea con il piano della società e ho subito accettato vista l’opportunità che mi è stata data e ho voluto non strare a perdere tempo sotto questo punto di vista”.
Il bacio alla poliziotta e le tribune 'tattiche' con Perotti
DUE CURIOSITA’ SUL NUOVO ALLENATORE Come detto, Nicola è una vecchia conoscenza di Perotti. Che lo prelevò dalla Primavera del Genoa per portarlo alla Fidelis Andria. Allora, per fargli capire a modo come stare in campo, Nicola venne spedito oin tribuna per le prime tre partite con Perotti che gli ordinò di scrivere su un taccuino come giocavano gli avversari, specie i difensori. Il lavoro fu così preciso che Nicola venne schierato sempre come titolare fisso. In molti avranno associato il nome del nuovo allenatore al famoso “bacio alla poliziotta”. In occasione della partita tra Genoa e Atalanta del 28 aprile 2000, Nicola, dopo aver segnato un gol, corse a bordo campo e baciò una poliziotta. Peccato che si trattasse della persona sbagliata come lui stesso ha ammesso sorridendo: “Realizzai il mio primo gol e non capii più niente. Da lontano mi sembrava lei, ma poi mi resi conto di aver sbagliato. Non potevo più tornare indietro, la frittata era fatta”.
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.Sicuramente fara'bene .
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