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Cisternino di Città: le tariffe per utilizzarlo

Definiti i criteri per la fruibilità della struttura e le tariffe. Approvato il disciplinare per l’utilizzo del Cisternino di Città

venerdì 09 febbraio 2018 15:02

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La Giunta Comunale ha approvato il disciplinare per l’utilizzo dei locali al piano terra del Cisternino di Città, con le tariffe a carico dei soggetti interessati a richiedere la struttura per organizzarvi iniziative ed eventi. Per quanto riguarda i criteri adottati per la determinazione delle tariffe, si è fatta una stima dei costi, tenendo conto di vari parametri, quali un periodo di utilizzo medio di 4 ore per ciascuna iniziativa, la quota delle spese di portierato, pulizia, manutenzione, riscaldamento (durante il periodo invernale), consumo di energia elettrica (è possibile richiedere l’utilizzo di due diverse classi di potenza: 5 kW, oppure 30 kW in caso di utilizzo di impianti di amplificazione e luci). Sulla base di queste stime è stata redatta una tabella delle tariffe che contemplano anche il caso in cui la sala venga prenotata per due periodi giornalieri (per esempio mattina e pomeriggio).

Tariffe

Periodo invernale (dal primo novembre al 15 aprile), 5 kW

155 euro (per due periodi giornalieri 280 euro).

Periodo invernale, 30 kW

185 euro (per due periodi giornalieri 330 euro).

Periodo estivo (dal 16 aprile al 31 ottobre), 5 kW

130 euro (per due periodi giornalieri 230 euro).

Periodo estivo, 30 kW

160 euro (per due periodi giornalieri 290 euro).

Per agevolare i soggetti richiedenti, sono disponibili due moduli: uno per richiesta dei locali a pagamento, e l’altro per attività in compartecipazione. Per informazioni contattare l’ufficio Associazionismo, Partecipazione, Gestione Urban Center e Beni Comuni (sede in Largo del Cisternino 13) all’indirizzo di posta elettronica cisternino@comune.livorno.it oppure chiamare i numeri 0586 824149 – 820653 – 824179.

Con l’inaugurazione del Cisternino di Città (ex Casa della Cultura), avvenuta l’11 novembre scorso dopo rilevanti interventi di recupero e ristrutturazione, è adesso a disposizione della cittadinanza uno spazio idoneo a favorire la partecipazione dei cittadini nei diversi ambiti di interesse, in particolare per iniziative culturali, per aprire tavoli di confronto e di discussione sulle politiche di contrasto al disagio giovanile, sulle trasformazioni economiche e sociali, sulle scelte in materia di gestione ed utilizzo del territorio, sulla tutela dell’ambiente e quindi dei beni comuni, affinché questa struttura rappresenti un luogo di incontro tra Amministrazione comunale e Collettività, per l’ascolto e la condivisione di progetti sempre più partecipati.

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8 commenti

 
  1. # morgiano

    Sono molto interessato ad “aprire tavoli di confronto e di discussione sulle politiche di contrasto al disagio giovanile”. Ma perchè dovrei pagare 40 € all’ora, proprio all’ente pubblico che dovrebbe fare in modo che queste problematiche non esistessero o almeno fossero ridotte al minimo? E che per farlo riscuote le mie tasse ed imposte, che tra parentesi sono anche servite a pagare i lavori di ristrutturazione del Cisternino

    1. # AnToNIO

      Ci mancava il solito commento del livornese “deh ma deh”! Cosa pretendi che sia gratis? Questo è l’atteggiamento di alcuni livornesi che vogliono le nozze con i fii secchi! La tua idea potrebbe essere anche condivisibile…se però un voi pagá…troviamoci al campino!

  2. # Biagio

    Le cifre richieste per le spese, visti i tempi grami, mi sembrano veramente alla portata di qualsiasi associazione.

    1. # Giuliano

      ahahhaha certo, come no. 150-180 euro per 4 ore per una vera associazione di volontariato possono rappresentare molto, anche una cifra insostenibile.

  3. # enzo bilanceri

    ai tempi della casa della cultura l’ uso era gratuito ma si investiva cosi nella partecipazione dei cittadini alla vita della citta

  4. # Alvaro

    Trovo giusto e doveroso stabilire un canone per l’uso dei locali. La cultura, la partecipazione, la vita associativa e anche la diffusione di idee e pensieri deve essere riservato a chi è economicamente (e conseguentemente intellettualmente) più dotato.

  5. # pardi

    Come vanificare un’iniziativa importante qual è la riapertura della CdC
    Sono cifre fuori mercato, o, se si vuole, fuori del mondo. Pagare per fare cultura…
    Bah.

  6. # Gino

    Per chi non sa leggere:

    Per agevolare i soggetti richiedenti, sono disponibili due moduli: uno per richiesta dei locali a pagamento, e l’altro per attività in compartecipazione.

    Basta scegliere il modulo giusto per non pagare.
    E proporre un’attivitá socialmente utile. Riempiendo il modulo non facendo un post proponendo cose che poi non farete.

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