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Mille posti di lavoro per la Darsena Europa

All'incontro all'Acquario si è parlato delle ricadute economiche della nuova infrastruttura e non solo. Per Corsini è importante anche spostare la Darsena Petroli dalla radice del canale industriale e allontanare così dal centro abitato gli stabilimenti petroliferi

venerdì 20 aprile 2018 07:20

di Letizia D'Alessio

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A che punto siamo con la Piattaforma Europa? Questa è la domanda a cui il presidente dell’Autorità di sistema del Mar Tirreno Settentrionale Stefano Corsini ha cercato di rispondere durante l’incontro che si è svolto il 19 aprile all’Acquario. L’obiettivo è arrivare a concludere la realizzazione dell’infrastruttura per il 2023. Il cronoprogramma dei lavori è stato tracciato da tempo: il primo passo sarà quello relativo all’affidamento della progettazione preliminare e definitiva delle opere marittime di difesa e dei dragaggi previsti nella nuova prima fase di attuazione dell’opera, che comprenderà lo studio ambientale e l’analisi di incidenza (tra cui l’approfondimento sull’erosione del litorale). “La prossima settimana – ha fatto sapere – si riunirà la commissione di gara per l’analisi delle offerte. Una volta identificato il vincitore, daremo a quest’ultimo 60 giorni di tempo per concretizzare la progettazione preliminare”.

Foto Simone Lanari

Nel frattempo vanno avanti anche le indagini geognostiche, necessarie al campionamento del banco di sedimenti presenti nell’area marina su cui si affacceranno le nuove opere “Sul fronte ambientale – ha continuato Corsini – l’Ispra, l’Authority e la Capitaneria di Porto, hanno fatto fronte comune sulla definizione dei programmi di monitoraggio ambientali marini. L’intento è arrivare quanto prima a deperimetrare le aree Sin del porto. Per noi inoltre è fondamentale che la Piattaforma Europa sia un investimento sostenibile anche da un punto di vista ambientale”. I prossimi impegni riguarderanno la realizzazione del terminal contenitori vero e proprio, che sarà finanziato mediante il project financing. Ma quali ricadute economiche porterà sul nostro territorio la creazione della Piattaforma Europa? A fare una stima ci ha pensato Leonardo Piccini di Irpet: mille posti di lavoro tra diretti e indotto, una crescita dell’1% del Pil a livello provinciale e dello 0,1% a livello regionale. Arrivata a regime la nuova piattaforma potrà movimentare fino a un massimo di un milione di Teu.

Foto Simone Lanari

“Se è vero che negli ultimi dieci anni la crisi economica si è mangiata in Toscana 70 miliardi di investimenti tra pubblici e privati – ha detto Piccini – opere come quella del nuovo terminal container di Livorno possono costituire un volano per l’intera Regione: l’infrastruttura potrebbe portare in dote allo scalo labronico una crescita media del 3,6% all’anno nel traffico dei contenitori”. Porterebbe poi un incremento nel valore della produzione in porto a seguito della sua realizzazione di un miliardo di euro in otto anni, una media di 137 milioni annui dal 2022 al 2030. Insieme alla Darsena Europa tuttavia per Corsini è importante anche spostare la Darsena Petroli dalla radice del canale industriale, dove si trova attualmente, e allontanare così dal centro abitato gli stabilimenti petroliferi che oggi si trovano a ridosso della città. “Uno degli aspetti più importanti del Piano Regolatore Portuale – ha affermato il numero uno dell’Autorità portuale – è quello relativo alla realizzazione della Darsena Petroli della Piattaforma Europa. L’opera, destinata a ricevere le navi cisterna che oggi invece vengono accolte nel canale industriale, e inserita nella quarta fase degli interventi del Prp, diventa oggi strategica in quanto allontanerebbe ulteriormente dal centro cittadino una potenziale fonte di pericolo, con significativa riduzione del grado di rischio associato al trasporto e alla movimentazione di questi prodotti”. Nei giorni scorsi proprio per il porto di Livorno è arrivata una buona notizia: nel 2019 infatti il nostro scalo ospiterà la conferenza annuale dell’Organizzazione dei Porti Europei (Espo), che quest’anno si svolgerà a Rotterdam: “Questa prestigiosa designazione – è stata la dichiarazione soddisfatta del presidente Stefano Corsini – è il riconoscimento al lavoro che è stato fatto negli ultimi anni per proiettare a livello internazionale l’immagine del porto di Livorno”.

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12 commenti

 
  1. # antonino

    questa è veramente una grossa occasione per la città. Una delle poche opportunità concrete di risollevare l’economia cittadina, non con idee bislacche di turismo o anacronistiche di industrie che ormai producono all’estero. Livorno ha potenzialità per diventare un porto più importante.

    1. # Luca Catone

      Che il turismo sia un’ idea bislacca non mi risulta proprio potendo dare lavoro a migliaia di persone a costo praticamente zero!

  2. # rena

    la domanda vera è che fa la città da qui al 2023 , salvo ritardi , e quando si fanno opere pubbliche di questa portata ci possono essere, perché la disoccupazione in città è una delle più alte di italia e non ci sono soluzione all’orizzonte

  3. # Max

    Io c’ho un monte di piacere perchè in porto ci lavoro e stanno facendo grossi investimenti pubblici, e i traffici soprattutto RO/RO e auto sono aumentati, quello che va CHIARITO che il porto è dei cittadini e ci lavorano quest’ultimi, dal rizzaggio a tutti i lavori portuali e non degli armatori e fondi privati

  4. # Massimo

    Che cosa diremo alla conferenza dei Porti Europei ( ESPO ) che Livorno non è dotata di un Bacino di carenaggio o se vogliamo di emergenza ????? Quando ne avevamo di tutto rispetto !!!!

    1. # Alfredo

      Nogarin cosa rispondi?

    2. # rena

      Già non ne parla nessuno eppure in attesa del 2023 ,se sarà quella la data i bacini potrebbero essere di aiuto per creare un po’ di occupazione ma non né parla nessuno perché?

  5. # Stefano

    Livorno è stato il primo porto del Mediterraneo!!!!!

  6. # OBERTO

    Sono 10 anni che una rampa della sopraelevata dell’ultimo tratto della fipili che termina in porto deve essere ripristinata e si parla della Darsena Europa?!
    Il porto di Livorno potrebbe, per sua vocazione geografica naturale, di gran lunga surclassare anche il porto di Genova, che fu grande fino a due tre secoli fa, ma circondato da montagne e quindi senza hinterland

    1. # luca

      credo che adesso la differenza la fanno i tempi di sbarco e la velocità con cui la merce viene inviata a destinazione.Container che stazionano in un piazzale oggi è solo un punto a sfavore. Spezia si vantava che quando l ultimo container stava per essere sbarcato da una nave, il primo era già sull’autostrada

  7. # ElMoroSchietto

    Speriamo che questa volta sia veramente una vera opportunità per la nostra stupenda città e a dirla tutta non mi importerebbe niente mettersi in competizione con altri porti ma creare occupazione è sempre un bel risultato. Basta poi gestire e lavorare con vera professionalità ( già in parte dimostrata ) ed i giochi, a mio modesto parere, si prolungheranno nel tempo. Insomma pensare positivo spero dia uno stimolo in più al fine che tutto questo non si prolunghi per troppo tempo come siamo, purtroppo, rallentati dalla burocrazia italiana. Vorrei partecipare all’inaugurazione,grazie.

  8. # Luca

    Capisco che il presidente Corsini e stato mandato da Roma solo ed esclusivamente per occuparsi della darsena Europa, ma sa veramente quello che dice o e talmente disinformato a riguardo dell’ automazione che sappiamo tutti che verrà attuata in darsena Europa.penso che invece di sparare numeri a caso e dare false speranze incominci a occuparsi veramente di chi è rimasto fuori dal mondo del lavoro in ambito portuale.

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