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Un trionfo per Iris al Goldoni

Un grande trionfo al Goldoni per il melodramma in tre atti di Luigi Illica. A rendere ancora più reale sia la storia che il luogo i coloratissimi e bellissimi costumi orientali

lunedì 18 dicembre 2017 09:08

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di Massimiliano Bardocci

Dopo il successo ottenuto a Osaka nel maggio scorso l’opera “Iris”, melodramma in tre atti di Luigi Illica e musica di Pietro Mascagni, è stata rappresentata il 16 e 17 dicembre, con doppio cast, al teatro Goldoni di Livorno come secondo appuntamento del cartellone della stagione lirica. Si è trattato di un nuovo allestimento della Fondazione Teatro Goldoni in coproduzione con il teatro del Giglio di Lucca, il teatro Verdi di Pisa e per la prima volta con il teatro Kansai Nikikai Opera Theatrer di Osaka, la cui regia porta la firma del giapponese Hiroki Ihara, uomo di teatro già noto in Italia per alcune produzioni operistiche di successo. L’orchestra Filarmonica Pucciniana era diretta dal maestro Daniele Agimon, direttore principale per il repertorio italiano al teatro dell’opera di Osaka. Un grande trionfo di questa messa in scena per tutti i suoi elementi che ha entusiasmato il pubblico presente in sala nelle due serate. Per questa ripresa sono stati accuratamente selezionati cantanti provenienti oltre che dall’Italia anche dalla Francia, Russia, Georgia, Ucraina, Giappone Uruguay, Brasile alcuni dei quali, dopo la selezione e formazione avvenuta nel corso del Mascagni opera studio (il progetto del Teatro Goldoni che si è avvalso della preziosa collaborazione del Rotary Club Livorno) hanno partecipato al Masterclass finale condotto dal soprano, di fama internazionale, Paoletta Marrocu che ha interpretato il personaggio di Iris il 16 dicembre. Gli interpreti con i rispettivi personaggi, che al finale delle due rappresentazioni hanno ricevuto lunghissimi applausi, erano: Manrico Signorini/Fulvio Fonzi (il cieco), Paoletta Marrocu/Valentina Boi (Iris), Paolo Antognetti/Denys Pivnitskyi (Osaka),Carmine Monaco d?ambrosia/Keisuke Otani (Kyoto),Alessandra Rossi/Kaoru Kiichi (Dhia/Una Guecha), Didier Pieri/Daisuke Fuijta (Un cenciaiolo/Un Merciaiolo), Tommaso Tomboloni e Marco Innamorati (Due Cenciaioli). Un cast perfetto sia nel canto sia nella recitazione e espressione della parte affidata ai cantanti grazie alla ottima regia di Hiroki Ihara. A rendere ancora più reale sia la storia che il luogo dove si svolge la vicenda di “Iris” sono stati tutti gli originali, coloratissimi e bellissimi costumi orientali realizzati da Tamao Asuka e le coreografie di Rina Ikoma. Non possiamo non dire dell’atmosfera che si è creata al momento in cui l’orchestra ha iniziato a suonare le note le famoso “Inno al sole” interpretato dal coro Ars Lyrica diretto dal maestro Marco Bargagna integrato dal “Coro Aggiunto” formato dai coristi provenienti dalle corali livornesi istruito da Luca Stornello. Anche in questo passaggio dell’opera grandi applausi e giochi di luce realizzati dallo stesso regista.

Alberto Paloscia, direttore artistico stagione lirica teatro Goldoni, possiamo parlare di un grande regalo di compleanno per Pietro Mascagni da parte della Fondazione Teatro Goldoni con la messa in scena di questa “Iris” che ha ottenuto un grande successo in queste due serate?: “Due successi che hanno rotto definitivamente le barriere con il Giappone, si tratta della prima opera di un compositore ambientata in Oriente e che nel paese del Sol Levante è sempre stata un po’ un tabù. E’ stata rappresentata pochissime volte ma questa volta in un teatro italiano e soprattutto nel teatro della città natale di Pietro Mascagni. Ha debuttato un cast che unisce cantanti lirici di grande esperienza, come Paoletta Marrocu, con giovani cantanti provenienti dal progetto Mascagni opera studio che hanno poi superato il Master Class, e artisti livornesi come Valentina Boi, Federico Bulletti, Didier Pieri, Manrico Signorini, Alessandra Rossi. Tutti bravi cantanti per cui devo dire Viva Livorno, Viva Mascagni cantato anche dai livornesi e grazie a questo cast”.
Un’ottima regia che ha reso molto reale questa vicenda? “Assolutamente, si ritrovano l’eleganza, la stilizzazione e la poesia della civiltà giapponese. Il Giappone ha una grande cultura e anche una tradizione teatrale, diciamo che Mascagni ha sentito questa vicenda in una chiave simbolica oltre che naturalistica per certi versi che i giapponesi rivivono nel segno della fiaba, dell’eleganza e della poesia”.
Il teatro Goldoni, il teatro del Giglio di Lucca, il Teatro Verdi di Pisa e quello di Osaka. Tre teatri uniti per Pietro Mascagni? “Sì, certo. Tre teatri insieme per Mascagni che si merita questo regalo, e non è abbastanza, perché quest’opera è poco conosciuta e dovrebbe essere eseguita molto di più”. La rappresentazione di “Iris” verrà replicata al teatro Verdi di Pisa il 13 e 14 gennaio e al teatro del Giglio di Lucca il 10 e 11 febbraio 2018.

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