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LIVORNO - Nel corso della prima riunione del Comitato Comunale Udc di Livorno, tenutasi sabato scorso , l'Unione Di Centro ha esaminato i problemi cittadini , indicato le proprie priorità e nominato il Direttivo che affianca il segretario comunale, Renato Luparini .Ne fanno parte Stefania Tarsili, che è stata designata all'unanimità vicesegretaria , Sergio Cini , Roberto Lombardi, Franco Spugnesi , oltre al consigliere comunale Salvatore Capuozzo , membro di diritto .
Alla fine del dibattito, prolungatosi per diverse ore con ampia partecipazione e numerosi interventi (proprio in ragione di ciò la riunione non si è tenuta nella sede di Corso Amedeo, oramai troppo angusta per un partito in crescita , ma in un locale pubblico) , i centristi livornesi hanno sintetizzato in uno slogan il loro programma : " dare spazio alle cittè invisibili" , vale a dire alle situazioni di disagio sociale che una politica cittadina intristita nel pettegolezzo e nelle lotte intestine trascura : l'handicap, gli anziani e gli stranieri .
A questo proposito sono in programma incontri con le associazioni che operano in tali settori con lo scopo di rendere politicamente centrali e visibili temi di cui la politica locale non sa più parlare .
Al centro del dibattito ci sono stati anche i temi della crisi occupazionale , dell' emergenza abitativa e del mancato sviluppo urbanistico .
Secondo l'Udc nella nostra città sta mancando la capacità di immaginare il domani e di andare oltre la mera gestione dell'esistente : l'attuale amministrazione sta cercando infatti di gestire un fallimento annunciato, senza la capacità di affrontarne la cause struttuali .
In particolare pare evidente che a Livorno si è continuato a credere nella possibilità di far esistere un "socialismo reale su base locale" .
Si sono così distribuiti alloggi popolari in dimensioni del tutto esagerate e uniche nel panorama nazionale (a Livorno ci sono più persone in case popolari che tutta la popolazione di Cecina!) , senza guardare alle effettive condizioni di necessità , solo per ragioni di clientelismo politico (da parte delle stesse forze che si sciacquavano la bocca di critiche alla DC del Sud e che invece ne copiavano i vizi , senza imitarne i meriti ) .
Oggi ridurre il problema degli abusi nelle assegnazioni o della morosità a meri problemi tecnici o a illeciti individuali è fuorviante : la città deve cambiare rotta e deve cominciare liquidando l'esperienza della Casalp e ridefinendo completamente i compiti degli alloggi pubblici , che debbono essere eccezioni rispetto alla regola della proprietà privata individuale , che va diffusa e incoraggiata . Tener in piede il carrozzone di un Ente Pubblico in perenne deficit che serve solo a assicurare un riserva di voti è un lusso che i bilanci pubblici non si possono più permettere , ma soprattutto è un un reperto di una storia , quella del socialismo reale , che anche a Livorno deve passare in archivio .
L'UDC di Livorno si propone quindi di ripensare il "sociale" , visto non più come un campo di intervento pubblico , ma come lo spazio per le forze vive della società civile , laiche e cattoliche di cui vuole essere autorevole interprete e interlocutore .
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