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Home -> Politica -> Livorno -> Prima riunione del Comitato Comunale Udc. Al centro del dibattito la crisi occupazionale
Prima riunione del Comitato Comunale Udc. Al centro del dibattito la crisi occupazionale Stampa
Martedì 21 Febbraio 2012 17:09

LIVORNO - Nel corso della prima riunione del Comitato Comunale Udc di Livorno, tenutasi sabato scorso , l'Unione Di Centro ha esaminato i problemi cittadini , indicato le proprie priorità e nominato il Direttivo che affianca il segretario comunale, Renato Luparini .Ne fanno parte Stefania Tarsili, che è stata designata all'unanimità vicesegretaria , Sergio Cini , Roberto Lombardi, Franco Spugnesi , oltre al consigliere comunale Salvatore Capuozzo , membro di diritto .

Alla fine del dibattito, prolungatosi per diverse ore con ampia partecipazione e numerosi interventi (proprio in ragione di ciò la riunione non si è tenuta nella sede di Corso Amedeo, oramai troppo angusta per un partito in crescita , ma in un locale pubblico) , i centristi livornesi hanno sintetizzato in uno slogan il loro programma : " dare spazio alle cittè invisibili" , vale a dire alle situazioni di disagio sociale che una politica cittadina intristita nel pettegolezzo e nelle lotte intestine trascura : l'handicap, gli anziani e gli stranieri .

A questo proposito sono in programma incontri con le associazioni che operano in tali settori con lo scopo di rendere politicamente centrali e visibili temi di cui la politica locale non sa più parlare .

Al centro del dibattito ci sono stati anche i temi della crisi occupazionale , dell' emergenza abitativa e del mancato sviluppo urbanistico .

Secondo l'Udc nella nostra città sta mancando la capacità di immaginare il domani e di andare oltre la mera gestione dell'esistente : l'attuale amministrazione sta cercando infatti di gestire un fallimento annunciato, senza la capacità di affrontarne la cause struttuali .

In particolare pare evidente che a Livorno si è continuato a credere nella possibilità di far esistere un "socialismo reale su base locale" .

Si sono così distribuiti alloggi popolari in dimensioni del tutto esagerate e uniche nel panorama nazionale (a Livorno ci sono più persone in case popolari che tutta la popolazione di Cecina!) , senza guardare alle effettive condizioni di necessità , solo per ragioni di clientelismo politico (da parte delle stesse forze che si sciacquavano la bocca di critiche alla DC del Sud e che invece ne copiavano i vizi , senza imitarne i meriti ) .

Oggi ridurre il problema degli abusi nelle assegnazioni o della morosità a meri problemi tecnici o a illeciti individuali è fuorviante : la città deve cambiare rotta e deve cominciare liquidando l'esperienza della Casalp e ridefinendo completamente i compiti degli alloggi pubblici , che debbono essere eccezioni rispetto alla regola della proprietà privata individuale , che va diffusa e incoraggiata . Tener in piede il carrozzone di un Ente Pubblico in perenne deficit che serve solo a assicurare un riserva di voti è un lusso che i bilanci pubblici non si possono più permettere , ma soprattutto è un un reperto di una storia , quella del socialismo reale , che anche a Livorno deve passare in archivio .

L'UDC di Livorno si propone quindi di ripensare il "sociale" , visto non più come un campo di intervento pubblico , ma come lo spazio per le forze vive della società civile , laiche e cattoliche di cui vuole essere autorevole interprete e interlocutore .

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