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Edilizia, l’sos della Camera di Commercio: “In 10 anni imprese dimezzate”

Lo studio, esposto dai vertici e dagli esperti dell'Ente, vuole essere un contributo statistico alla conoscenza del settore che non è ancora uscito dalla crisi subentrata nel 2007

mercoledì 05 dicembre 2018 08:26

di Jessica Bueno

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La Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno ha presentato il Rapporto sul Sistema Edilizia nella provincia di Livorno (foto Simone Lanari). Lo studio, condotto dal Centro Studi e Ricerche diretto dal presidente Mauro Schiano, non ha l’obiettivo di fornire un’immagine esaustiva del sistema ma vuole essere un contributo statistico alla conoscenza del settore, che non è ancora uscito dalla crisi che l’ha colpito nel 2007.

“Le nostre imprese, che in dieci anni si sono dimezzate – sostiene il presidente di Confindustria Livorno nonché vicepresidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Alberto Ricci –  con una perdita consistente di posti di lavoro, sono sempre più destrutturate; anche se vi fossero in futuro nuove opportunità farebbero fatica a intercettare nuovi lavori. Dobbiamo, a livello istituzionale e imprenditoriale, chiedere al Governo di non lasciare abbandonato questo settore”.

“I possibili ambiti di intervento non mancano – prosegue – Le nostre imprese devono poter operare in un mercato regolamentato, dove essere qualificati è il requisito fondamentale. Anche la rigenerazione urbana è un tema importante che deve essere preso in considerazione, dato che oggi abbiamo esigenze abitative molto diverse da quelle di ieri e gli interventi di ristrutturazione non possono limitarsi a occasionali sostituzioni o rifacimenti. Sarebbe necessaria una pianificazione congiunta e per distretti, che coinvolga i Comuni limitrofi in una operazione complessiva”.

Il patrimonio immobiliare nel complesso cresce quanto in Toscana (3.5%) ma molto meno rispetto al livello nazionale (9.5%). Calano prevalentemente le unità delle categorie di basso livello ed aumentano quelle di livello maggiore, con eccezione delle abitazioni signorili. Ciò deriva da una notevole crescita della qualità abitativa. Molto bassa la presenza degli immobili destinati ai laboratori artigianali. Significativa presenza di “seconde case“.

Per quanto riguarda i permessi di costruire/ampliare si assiste ad un calo. Si ha, al contrario, una crescita del ricordo ai bonus fiscali per interventi di riqualificazione delle abitazioni. Si è passati da azioni di prevalente utilizzo del territorio ad interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio finalizzati ad un miglioramento dell’impatto ambientale dello stesso e delle condizioni abitative.

In Italia i dichiaranti reddito da fabbricati sono il 30,8% del totale della popolazione residente, il 33,2% in Toscana ed il 34,3% a Livorno. Dal 2010 al 2017 si registra, nello specifico, un progressivo ridimensionamento del settore F Costruzioni, complice soprattutto il crollo delle imprese di costruzione di edifici e di lavori di rifinitura che nel periodo hanno perso rispettivamente il 14,7% ed il 6,1% delle localizzazioni d’impresa. Il picco negativo si è raggiunto nel 2013.

Per quanto riguarda le imprese straniere del settore Costruzioni, a fine 2017 sono 655 ovvero il 15,2 % di quelle complessivamente operative nel settore; una quota molto inferiore rispetto a quanto calcolato per Toscana (22,7%) ma sostanzialmente in linea con il valore nazionale (15,9%).

Sempre al termine del 2017 nel il settore F livornese si rilevano 347 imprese gestite da giovani contro le 625 esistenti nel 2011, con un calo di circa il 44%. Di conseguenza anche l’incidenza delle stesse imprese giovanili sul totale di settore si è quasi dimezzata passando dal 13,1% del 2011 al 7,9% del 2017. Si tratta comunque di un trend generalizzato non imputabile in modo esclusivo al settore F. Per quanto riguarda infine il “fattore umano”, tra il 2010 ed il 2017, soprattutto a causa degli effetti derivanti dalla crisi, le unità di lavoro impiegate nel settore costruzioni sono diminuite del 22,4% (Toscana -16,9%, Italia -18,6%), molto più di quelle impiegate in tutto il sistema economico (Livorno3,1%, Toscana -0,2% e Italia -0,6%).

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3 commenti

 
  1. # Paolo Marconi

    Non è vero che si sono dimezzate nel Comune quelle che operavano nel comune di Livorno…sono sparite quasi tutte..chi fallite..chi chiuse con concordato preventivo..ecc..ecc. a Livorno non c’è un cantiere aperto e poi mancano le strutture urbanistiche…il ponte di via Impastato sarebbe utilissimo per la viabilità ma da anni è fermo…le varie rotatorie per snellire il traffico non se ne parla più…che devo dire..io ormai sono in pensione…facciamocene una ragione….

  2. # Mirko

    Il boom dell’ edilizia é roba, abbiamo sott’occhio tutti i giorni i danni che ha causato. Adesso l’edilizia si deve concentrare sulle riqualificazioni e ristrutturazioni. E per far cio servono meno imprese ma qualificate. Un po come succede in tutti i settori. È finita l’epoca del cementiamo tanto e in modo scadente.

  3. # Giulia

    Le imprese livornesi si devono aggiornarere e specializzarsi nel recupero degli edifici, riqualificazione dal punto di vista energetico e strutturale. Andate a imparare in trentino le nuove tecnologie e vedrete che lavoro ne avrete, specializzatevi anche nel fornire assistenza fiscale al cliente, in maniera da fornire un servizio chiavi in mano.

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