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Progetto anti-stalker vince la borsa di studio “Giulio Sbranti”

A vincerla è stato un gruppo di cinque laureati con il progetto Watch for safety, il software che utilizzando uno smartwatch è in grado di segnalare un percorso di allontanamento. In Confesercenti la premiazione

mercoledì 11 luglio 2018 08:04

di Letizia D'Alessio

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È stata consegnata il 10 luglio nella sede di Confesercenti Livorno in via Pieroni la terza borsa di studio, del valore di 1.000 euro, alla memoria di Giulio Sbranti, che consentirà di brevettare il progetto vincitore (foto Lanari). A vincerla, quest’anno, è stato un gruppo di cinque laureati che hanno frequentato il master Eraclito 2000 – Ciba a Pisa. “L’evento di oggi – ha commentato Alessandro Ciapini, direttore della Confesercenti provinciale – ci rende molto orgogliosi”. “Credo che sia giusto valorizzare – ha affermato Diana Pardini, direttrice del master – l’attitudine imprenditoriale dei giovani. Questi ragazzi hanno avuto la capacità e la sensibilità di affrontare e interpretare una questione molto delicata e sono molto soddisfatta che abbiano avuto questo riconoscimento”. Ma quali sono il tema e soprattutto l’idea premiata? Si tratta dello stalking (che colpisce in massima parte le donne) e la rivisitazione del braccialetto anti-stalker. Il progetto intitolato Watch for safety, come hanno spiegato due delle ideatrici – Eleonora Marchi e Jenny Incardona – è nato proprio dall’esigenza di rispondere in modo attivo al problema, visto che stando alle cifre fornite dall’Eurostat quasi il 20% della popolazione europea si è trovato a dover affrontare questa tipologia di dinamiche. “Attualmente viene usato il braccialetto anti-stalker, tuttavia questo dispositivo non è molto efficace – ha spiegato Eleonora Marchi – noi abbiamo creato un software che si appoggi a un cellulare e a uno smartwatch che permette alla vittima, una volta che il suo persecutore è vicino, di seguire la direzione indicata dallo strumento e allontanarsi da questa persona”. “Esiste già qualcosa di simile a ciò che abbiamo ideato noi – ha aggiunto Jenny Incardona – tuttavia ha l’inconveniente di non segnalare un percorso di allontanamento”. Per quanto riguarda la realizzazione effettiva del programma però serviranno tra i sei mesi e un anno. “Si tratta di una proposta innovativa – ha detto Patrizia Risaliti responsabile misure di  prevenzione della Questura – valuteremo se sarà possibile applicarla”.

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