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La storia della censura che Modì subì a Parigi raccontata in un evento

“Una mostra che scandalizzò” è l'evento in programma venerdì 13 luglio, alle ore ore 21, al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, via Roma, 234

lunedì 09 luglio 2018 12:07

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Venerdì 13 luglio, alle ore ore 21, al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, via Roma, 234 è in programma un evento organizzato dall’Associazione Culturale Franco Ferrucci dal titolo “Una mostra che scandalizzò”. L’iniziativa, curata da Umberto Falchini, studioso d’arte, e Maurizio Mini, giornalista, rievoca un avvenimento che vide protagonista Amedeo Modigliani, colpito dalla censura delle autorità francesi che ritennero i suoi quadri osceni ordinando la chiusura, prima ancora dell’inaugurazione, di quella che doveva essere la sua prima mostra personale a Parigi. In esposizione c’erano anche due dipinti, il “Nu couché” e il Nudo rosso, che un secolo dopo sarebbero stati venduti all’asta a cifre da capogiro. Nel maggio scorso, infatti, il “Nu couché” (sur le coté gauche), quadro che raffigura un nudo femminile realizzato nel 1917 dall’artista livornese, è stato venduto dalla casa d’aste britannica Sotheby’s per la cifra record di 157,2 milioni di dollari. Ma il world record di Modigliani è stato stabilito nel 2015 a New York da Christie’s proprio con il Nudo rosso (anche questo del 1917), un altro nudo femminile sdraiato, aggiudicato all’epoca per 170,4 milioni di dollari a Liu Yiqian, magnate cinese appassionato d’arte e fondatore di due musei privati a Shangai, il Long Museum Pudonfg e il Long Museum West Bund.
Oltre ai due famosi nudi, la mostra parigina presentava complessivamente trentadue dipinti e altrettanti disegni esposti nella Galleria di Berthe Weill, al numero 50 di rue Taitbout, IX arrondissement. La stessa Weill, annunciando quello che sarebbe stato il grande evento artistico di fine anno, disse: “Domenica si appendono i quadri e lunedì 3 dicembre 1917, vernissage, nudi sontuosi, figure angolose, deliziosi ritratti”. L’evento vuole ricordare quell’avvenimento e nel Parco dei Platani del Museo saranno esposte le riproduzioni delle opere che avrebbero dovuto far parte della mostra di Parigi e che nessuno allora vide; riproduzioni che saranno proiettate e commentate nel corso della presentazione, che intende far rivivere l’atmosfera di quei giorni e idealmente, virtualmente, far svolgere quella mostra che non poté avere luogo. Nel corso della serata saranno letti alcuni brani tratti dalle memorie di Berthe Weill su ciò che successe fuori della Galleria, tra la stessa Weill e il solerte commissario di polizia che ordinò la chiusura della mostra.
In distribuzione anche una pubblicazione che è un contributo ‘mai stampato’ sulla mostra parigina di Amedeo Modigliani, un “piccolo vero catalogo” sulle vicende che ne comportarono la chiusura per oscenità e in cui sono riportati gran parte dei capolavori che sicuramente furono esposti nella Galleria di Berthe Weill.

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