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Massimo hair stylist delle star, da Penelope Cruz a De Niro, vince l’Emmy a Los Angeles

Ha lavorato con le più grandi stelle di Hollywood: da Cate Blanchett a De Niro, passando da Woody Allen e arrivando a stringere una forte amicizia con Penelope Cruz. Sabato l'incoronazione a Los Angels

martedì 11 settembre 2018 13:30

di Giacomo Niccolini

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Ha trasformato “le teste” e reso mitiche le icone delle più grandi star hollywoodiane da Penelope Cruz, con cui ha stretto dal 2005 una profonda amicizia professionale, fino a Robert De Niro. E’ il livornese Massimo Gattabrusi, 46 anni, che nella notte di sabato 8 settembre a Los Angeles ha alzato al cielo l’Emmy Awards (l’oscar della televisione) per aver trasformato proprio Penelope Cruz in Donatella Versace nella serie divenuta presto un cult “L’assassinio di Gianni Versace”.
Hair stylist, hair designer, parrucchiere o qualcosa di più? Parlando al telefono con Quilivorno.it, più umilmente possibile Massimo Gattabrusi ha specificato… “io sono quello che fa i capelli”… ma alla domanda più specifica su “Come ti definisci professionalmente” è lo stesso artista livornese che ha voluto dare una definizione sicuramente più degna e poetica del suo lavoro. “Anche se ci chiamano gli artisti creativi in realtà creiamo ben poco. Chi fa il mio lavoro dal mio punto di vista fa una traduzione visiva di una parte letteraria che un autore sogna, scrive e ha bisogno di esprimere con vari mezzi. Spesso a Roma ci chiamano quelli der parucco che inizialmente come definizione mi lasciava un po’ basito e allora (ride, ndr) sono andato a lavorare fuori perché mi piaceva di più come mi chiamano: hair stylist o hair designer, mi sono fatto un’identità nuova. Scherzo chiaramente. Mi trovo molto bene a lavorare ovunque anche in Italia tra l’altro ho finito di recente un lavoro con Veronesi “I moschettieri del Re” di cui vado molto fiero”.

GATTABRUSI, IL SECONDO DA DESTRA, IMMORTALATO CON IL SUO EMMY A LOS ANGELS

GATTABRUSI, IL SECONDO DA DESTRA, IMMORTALATO CON IL SUO EMMY A LOS ANGELS

Ma come si arriva a vincere un Emmy? Come si arriva nell’Olimpo delle stelle di Hollywood?
“Beh non è certo banale e cercherò di sintetizzare il percorso. Tutto nasce quando avevo 14 anni e quando i miei genitori, a cui devo rendere un enorme grazie, mi resero libero di fare ciò che più amavo. Così mi gettai a capofitto in questo mondo passando dal teatro dove ho lavorato dall’adolescenza fino all’età di 21 anni. Dalla Gran Guardia qui a Livorno al teatro Verdi di Pisa con la lirica fino a Torre del Lago Puccini. Poi Roma dove grazie a mia sorella Paola e a Alessandro Bartolozzi iniziai a lavorare per il cinema”.
Quando la svolta?
“La corrente artistica mi ha portato a fare tante conoscenze, tanti lavori fino ad arrivare intorno al 2005, per una serie di coincidenze, conobbi Penelope Cruz per i provini di Volver, il film di Almodovar. Tramite un giro di professionisti avevano bisogno di una figura come la mia e io mi feci avanti. Da lì è iniziato un rapporto tra me e Penelope che ci ha portato a fare un sacco di lavori insieme. Siamo molto amici, legati professionalmente davvero molto. Ultimamente ho conosciuto anche suo marito Javier Bardem. Abbiamo un buon feeling, siamo contenti quando facciamo qualcosa insieme. Più che altro lei è contenta di quello che faccio per lei”.

IL COLLAGE FATTO DALLA STESSA PENELOPE CRUZ PER MOSTRARE LA SUA TRASFORMAZIONE IN DONATELLA VERSACE

Non solo Penelope Cruz però…
“Ho avuto la fortuna di lavorare insieme a tanti big dello star system. Dal 2005 in poi ho incontrato Woody Allen, Robert De Niro e per ultima Cate Balnchett con cui ho fatto un lavoro “Manifesto” con il quale ho vinto un ambitissimo premio in Germania il “Lola”, premio dell’Accademia tedesca, paragonabile a riconoscimenti artistici come il David di Donatello o il Goya spagnolo per intenderci”.
Fortunato e preparato per arrivare fino a questi livelli…
“Dici bene… la fortuna aiuta sicuramente la persona preparata… Se fosse stato un “colpo” solo si potrebbe sicuramente parlare di fortuna… però dopo vent’anni inizi a pensarci che forse qualcosina vali… Sono molto felice di essere in questa situazione”.
Tre giorni fa l’Emmy a Los Angeles, ma dove vive principalmente Gattabrusi?
“Dopo vari giri e peripezie abitative sono tornato a vivere a Livorno in pieno centro. Quando mi fermo sto qua. Dove ho anche uno studio mio personale dove faccio piccole preparazioni per dei lavori che poi mi porto dietro. E’ un fondo in Borgo Cappuccini… non è che c’è un insegna (ride, ndr) anche se quasi quasi ora ci metto l’insegna con il premio. Ho fatto una scelta nella vita che è quella d non sottovalutare la qualità della vita. Non mi interessa di diventar ricco o chissà cosa. I miei mesi di pausa sono fondamentali e me li prendo tutti. Questa estate ad esempio mi sono fermato qui in città”.
Dove tieni materialmente il tuo Emmy? Hai una bacheca in un posto particolare in casa tua?
“Mah, devo dire la verità. E’ ancora là nella scatola. Non l’ho ancora deciso. Il “Lola” invece l’ho lasciato a casa di mia mamma accanto alla fotografia di mio padre. Questo mi sono detto che me lo sarei tenuto con me”.

MASSIMO GATTABRUSI

Tra i tanti big anche Virzì…
“Si ho lavorato con Paolo per la “Prima cosa bella” e una parte anche di “Tutti i santi giorni”. Lavorare con lui è molto bello. Lui è un regista bravissimo è un’eccellenza italiana e mondiale. Come bravo è Francesco Bruni con cui mi sarebbe piaciuto lavorare e spero di farlo in futuro”.
E poi c’è De Niro.
“De Niro è una persona molto riservata, un grande professionista e rispettoso per tutti i ruoli che ha intorno. Quando stavo lavorando con lui mi venivano in mente tutti i suoi capolavori da Taxi Driver in poi. E’ una vera pietra miliare della cinematografia mondiale. Ma devi essere bravo a dosare la pressione quando lavori con queste star che alla fine, sono persone come noi, con pregi e difetti. Quello che cambia rispetto a noi è l’immaginazione con la quale lavorano tutti i giorni e di cui si circondano cambiando maschera ogni volta”.
E la Cruz ti ha fatto i complimenti?
“Penelope mi è molto vicina. Mi ha subito scritto un messaggio di congratulazioni perché sa quanto lavoro c’è dietro a questo risultato. Ho lavorato con molti ma con lei c’è un feeling particolare. Lei è stata molto riconoscente del successo avuto con questa serie tv “L’assassinio di Gianni Versace”. Mi ha sempre tenuto informato di tutti i complimenti che ha ricevuto. Una bella persona e una bella amica”.
Qual è il tuo luogo preferito qui a Livorno dove ti piacere riposare in maniera particolare?
“Non ho “un mio scoglio” preciso. Vado al mare magari in orari non caldissimi. O la mattina presto o il pomeriggio tardi per un fatto anche di atmosfera più bella e contemplativa. Spesso mi faccio un bagno quindi tra Calignaia e Romito. Alla fine noi livornesi si finisce sempre lì”.
 Prossimi progetti?
“Sono stato contattato per un film di Sally Potter, una bravissima regista inglese, che si girerà a New York, in Messico e in Grecia. Ma al momento non posso dire di più”.

Non resta quindi che fare anche a noi di Quilivorno.it i complimenti e un grandissimo in bocca al lupo a Massimo Gattabrusi, ennesima eccellenza livornese che porta in alto il nome della nostra città nel mondo.

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