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Poesia. Premio Bolognesi,
a Sveva la targa Quilivorno.it

martedì 07 giugno 2016 19:40

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Hanno graffiato i fogli con i loro gridi di rottura, hanno accarezzato le pagine con le loro preghiere laiche verso un mondo da cui non vengono compresi, hanno accartocciato parole su loro stessi come nuvole di fumo affidandole alla speranza. Sono loro, i protagonisti del decimo premio di poesia “Giancarlo Bolognesi”, alunni delle scuole superiori di Livorno e provincia che con le loro giovani età (dai 14 ai 19 anni) si sono confrontati con il mondo mettendosi a nudo e raccontandosi attraverso una pratica sempre più spesso dimenticata ma di cui ce ne sarebbe sempre più bisogno: la poesia (clicca su i due link ai pdf in fondo all’articolo per consultare tutti i nomi dei vincitori). A vincere il primo premio la giovanissima Margherita Ughi della prima A del Liceo Enriques con la lirica “Preghiera Profuga”. I giovani poeti hanno riempito così la sala consigliare della Provincia con i loro capelli acciuffati, i loro orecchini, le loro barbe incolte, i loro rasta e la loro timidezza guascona, con il loro incespicare sicuri sulle scale della vita. Poesia e musica in una giornata che ha visto protagonisti anche i ragazzi del liceo musicale Niccolini Palli che si sono esibiti con un quartetto d’archi e un intermezzo canoro intervallando le parole che prendevano vita dalla carte grazie alla voce di Laura Cini.
loris rispoliIl premio di poesia è giunto alla sua decima edizione con un crescendo di partecipanti e di liriche che l’attenta giuria, composta da Emanuele Rossi, Laura Bandini, Marida Bolognesi, Michela Berti, Gabriele Cantù, Silvia De Batte, Antonella Gioli, Mariagrazia Gori, Alessandro Guarducci, Omar Monestier, Giacomo Niccolini, Lucia Raspo, Carla Roncaglia e Stella Sorgente ha selezionato accuratamente dopo settimane e settimane di lavoro condiviso da gran parte dei giurati.
Quilivorno.it, presente con il caporedattore Quilivorno.it Giacomo Niccolini per la terza edizione consecutiva in giuria, ha premiato con la targa intitolata al giornale online di riferimento tra i giovani livornesi e non solo, l’alunna Sveva Sodomaco della quarta E del Liceo Enriques (nel selfie di rito scattato durante la premiazione) “per l’originalità, il genio e l’arguzia di accostare con sprezzante e sagace intento lirico la chimica alla poesia, ergendosi portatrice scientifica della verità dell’amore: donare e condividere”.
Ecco la poesia vincitrice della targa Quilivorno.it intitolata “La chimica dell’amore”

La chimica dell’amore

In chimica, è risaputo,

c’è una forza, detta attrazione,

che governa il mondo minuto

evitando la troppa confusione.

In qua e in là vagando,

senza precisa destinazione,

Nathan va bramando

di diventare un perfetto catione.

 

Il caso vuole che la sua anima gemella

abbia carica di segno opposto:

è Clotilde la particella

che accetta di formare con lui un composto.

 

Nathan, carico di positività,

a Clotilde dona un suo elettrone

così che ella raggiunga la felicità

sfoggiando una nobile configurazione.

 

Oroscopo o legge chimica che sia

il sodio ha realizzato la sua aspirazione:

è così vibrante di energia

che per poco non sviene dall’emozione.

 

Questa storia di passione ardente

ha soddisfatto la nostra curiosità:

or voglio parlarvi del legame covalente

che due atomi di idrogeno unirà.

I due, per un qualche sortilegio,

vincono dei nuclei la repulsione

e avviene (che privilegio!)

di una coppia di elettroni la condivisione.

 

Donare o condividere: quale la miglior soluzione?

In fondo, non si tratta pur sempre di Amore?

Riproduzione riservata ©

2 commenti

 
  1. # Miri

    Brava , ottima storia nella poesia di sveva. Livorno è una città ricca di talenti , dovremmo investire di più negli istituti musicali ed artistici e forse organizzare scuole di cinema e teatro professionali con manifestazioni parallele potrebbero essere una grande opportunità per i giovani della nostra e delle vicine città.

  2. # ..gliani

    Altri Istituti musicali ? E’ gia’ tanto se ce ne rimane uno ! E ci é voluto il mago Copperfield perchè non chiudesse i battenti. Di investimenti ce ne sarebbero ben altri da fare….

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