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Sara tra i 10 cuochi del nuovo talent “Il Ristorante degli Chef”

Pasticcera e food blogger, la 30enne Sara Brancaccio ha superato la concorrenza di oltre duemila partecipanti entrando così nel nuovo show culinario di Rai 2, convincendo i giudici con una sua particolare rivisitazione della carbonara

mercoledì 21 novembre 2018 17:56

di Giacomo Niccolini

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Una pasticceria aperta e poi dovuta lasciare perché in arrivo la piccola Elena. Dentro di sé la voglia e la passione mai sopita per questo dolce e fantastico mondo raccontato tramite un blog, Cookiss Bakery, dove Sara Brancaccio, 30 anni, ha continuato e coltivato la sua passione scrivendo di cibo, dolci e tutto quello che è connesso alla bontà. Sara, pisana d’origine, ma labronica d’adozione ormai da quando ha incontrato l’amore della sua vita, il livornese Alessio Zuanigh, grazie al ping-pong (sport praticato al livello agonistico da entrambi), ha deciso così di provare a non abbandonare il suo sogno neanche adesso che l’attività di mamma le occupa buona parte del suo tempo. “Tramite una mailing list legata alla mia attività di food blogger sono riuscita ad iscrivermi ai provini per questa nuova trasmissione della Rai dal titolo Il Ristorante degli Chef – spiega Brancaccio a Quilivorno.it – Non è stato semplice. Inizialmente eravamo oltre duemila aspiranti chef. Il tutto è iniziato a giugno scorso con il primo provino a Roma. E’ stato fantastico poter entrare tra i dieci finalisti. Certe cose non capitano a me, mi sono detta quando mi è stato consegnato il grembiule con su scritto il mio nome. Invece era tutto vero. E’ stata una grande emozione”.
Sara non si è fatta scoraggiare dai numeri, dalla distanza, dalle telecamere e dal fatto che la trasmissione si occupi più di cucina generalista che di pasticceria, settore dove, ovviamente, si sente più forte e professionale.
Il format Rai ricalca in parte i talent show più famosi della piattaforma Sky che già conosciamo come Master Chef ed Hell’s Kitchen o quelli su digitale come Bake Off Italia, mischiando un po’ le carte e cercando di dare un’aria di freschezza al talent show culinario dove, a giudicare, sono chiamati tre grandi chef del calibro di Andrea Berton, Philippe Léveillé e Isabella Potì.
“Dalle immagini tv – spiega Sara – i giudici sembrano molto più intransigenti di quanto non siano in realtà. Anche perché quello che poi si è visto in televisione è solo una parte delle ore girate. Nel mezzo infatti ci sono molti più consigli che rimproveri, tutti tesi a farci crescere”.
La prima puntata della trasmissione è andata in scena martedì 20 novembre in prima serata ed è stata vista da circa un milione e centomila spettatori che si sono collegati su Rai 2 per curiosare nel nuovo programma a base di ricette, padelle e forni.
“Perché l’ho fatto? Perché comunque sia – spiega Sara – questa è la mia professione che si esplica sui social network, sul web, ma anche dal vivo nei ristoranti o nelle pasticcerie dove vengo chiamata come consulente esterno per spunti culinari e per rinnovare il parco dolci presente all’interno dei locali”.
Entrare tra i migliori dieci, come detto, non è stata una passeggiata. “La prima selezione l’ho superata grazie ad un dolce che ho portato da casa. Poi sono riuscita a passare tra i primi venti azzardando un po’ e portando un risotto da preparare in 25 minuti. Un vero e proprio rischio che comunque è stato promosso da chef Berton. Ma l’ultima prova è stata la più tosta. La rivisitazione di una ricetta tipica della tradizione italiana: la carbonara. Mi sono sentita morire… Ai partecipanti in piedi due file dietro a me è toccato il tiramisù ed inutile dire che sarebbe stato per me molto meglio affrontare quel tipo di prova. Alla fine però ho utilizzato un po’ di inventiva e ho realizzato un’arancina di carbonara che per la sua grandezza è stata rinominata, scherzosamente, la palla di carbonara. Una pasta tradizionale che poi ho tritato realizzando una palla di questi spaghetti dove all’interno ho messo un tuorlo d’uovo congelato in modo tale che quando ho fritto l’arancina si è scongelato diventando così, di fatto, liquido. Poi ho servito questa sfera su di una crema e con una cialda di pecorino con del guanciale in modo tale che, quando è stata aperta l’arancina, il tuorlo è andato a fondersi e ad amalgamarsi con tutto il resto dando alla fine il gusto della carbonara tradizionale. E’ stato un esperimento che, fortunatamente, è piaciuto. E’ andata bene e sono stata ammessa tra i dieci finalisti. Sono felicissima”.

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1 commento

 
  1. # Nico66

    Complimenti per l’originalità della carbonara e ti auguro di continuare questa passione che a Livorno non smetterà di esistere congratulazioni

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