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Due nuove carrozzine per giocare a basket

Il presidente della Onlus Toscana Disabili, Maurizio Melis, e il giovanissimo atleta Pietro Passerini hanno testato i nuovi modelli che saranno a disposizione della squadra. "Il nostro obiettivo è iscriverci a un campionato nazionale giovanile"

domenica 07 gennaio 2018 09:28

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Pietro ha uno sguardo dolce e determinato. Vede oltre gli ostacoli e ha una voglia di vivere contagiosa. Ha appena 13 anni e gioca a basket a in carrozzina con la onlus Toscana Disabili Sport, nata a Livorno il giorno di San Valentino del 2016, per promuovere lo sport per disabili a 360 ° in città e in tutta la costa tirrenica.
Classe 2004, Pietro Passerini è affetto da diplegia spastica dalla nascita, come il suo gemello Nicola. Entrambi amano il mare e in acqua si muovono a meraviglia, ma l’amore per lo sport ha portato Pietro a cimentarsi in tante discipline: dalla pallanuoto al tennis tavolo con il maestro Ivan Stoyanov, prima di trovare la sua dimensione praticando il basket in carrozzina, agli ordini di coach Maurizio Melis. Colui che ha fondato Toscana Disabili Sport e si prodiga per dare la possibilità a tutti di praticare sport, disabili e normodotati, con particolare riferimento a basket in carrozzina, baskin, nuoto e sitting volley.
Per il secondo anno consecutivo, la onlus che ha la sua base operativa al complesso della Bastia ha vinto il concorso “Penny, partenza e vinci!” organizzato dal Penny Market Nazionale, ricevendo un contributo di 3.000 euro per il rinnovo di attrezzature sportive. E grazie alla collaborazione con Michelotti Ortopedia e Ottobock, Toscana Disabili Sport può dotarsi di due nuove carrozzine per la pratica del basket.
Nei locali di Michelotti Ortopedia a Livorno, Maurizio Melis e Pietro Passerini si sono recati per testare e personalizzare l’assetto delle carrozzine, prima di poterle avere a disposizione direttamente sul parquet. “Grazie alla sinergia con Michelotti – afferma Melis – abbiamo potuto allargare il nostro parco mezzi, che oggi ammonta a 13 carrozzine. La nostra associazione ha bisogno di attrezzature, strutture e di avvicinare i ragazzi per crescere. Ad oggi abbiamo un gruppo di circa 12 giocatori; si va dagli 8 ai 50 anni di età.
Il nostro obiettivo è arrivare a iscriverci a un campionato nazionale giovanile di basket in carrozzina”. “Sarebbe bellissimo disputare un campionato vero – gli fa eco Pietro, mentre prova la carrozzina con l’ausilio del tecnico Mirko Orlandini – Poco tempo fa abbiamo giocato un’amichevole con le Volpi Rosse di Firenze, che sono molto più forti rispetto a noi. Io ho iniziato quasi per caso a fare questo sport e trovo che sia molto divertente”. Questa disciplina è bella perché possono praticarla tutti, disabili e normodotati. Ma c’è un altro modo illuminante con cui Ilaria Piancastelli, la madre di Pietro, lo definisce: “Il bello del basket con la magia dell’autoscontro”. Come in un Luna Park, ma qui bisogna andare a canestro e in più si fanno tante amicizie. “Andiamo anche nelle scuole a far conoscere la nostra attività – continua Melis – e constatiamo quanto possa essere coinvolgente per tutti. Ci stiamo facendo conoscere e il tessuto sociale risponde. Noi facciamo divertire i ragazzi e portiamo avanti un insegnamento, diffondendo il tema della disabilità”.

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5 commenti

 
  1. # Andrea

    Grande Pietro!!!!

  2. # giancarlo

    VEDERE TANTA GENTE CHE SI PRODIGA PER IL BENE DEL PROSSIMO , CONSTATARE POI CHE UNA GRAN PARTE DELLA CITTA’ E’ REGNO DI DELINQUENTI E MENEFREGHISTI MI FA CAPIRE QUANTO IL MONDO SIA INDIFFERENTE A PERSONE ONESTE E MERITEVOLI .

  3. # Barbara

    Grande Pietro! Questo si che è sport. Una tua tifosa

  4. # Hack

    Giancarlo. Gran parte dellla citta’ e’ regno di delinquenti e menefreghisti? Ora non ti allargare…la delinquenza ce’ ma e’ un problema nazionale. Ora se non metti mai un piede fuori di livorno non ti permette di offendere gran parte dei tuoi concittadini. In sostanza: fai meno lo splendido con i tuoi giudizi prevenuti e limitati come quelli di una parte della citta’ di cui tu fai probabilmente parte

  5. # Andrea

    Non serve a niente criticare, fate volontariato e fate donazioni se potete per chi ha bisogno di un sostegno

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