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Capitan Launaro, restituito alla città il gozzo più antico (1927) di Livorno

Una storia di vittorie, quella del gozzo, che applaudito dagli abitanti di Borgo e dalla madre del Capitano Alberto, vinse ben dieci pali su tredici disputati

Mercoledì 16 Settembre 2020 — 11:44

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Dopo essere stato festeggiato e ammirato è stato poi trasportato nella nuova sede del Comitato Organizzatore, in via di allestimento, all'angolo di via del Porticciolo-Scali Finocchietti

Il gozzo a dieci remi più antico e ancora esistente a Livorno, il Capitan Launaro, è tornato ad essere patrimonio storico della città con una cerimonia di accoglienza alla presenza del sindaco Luca Salvetti e della vicesindaca Libera Camici, dei rappresentanti del Comitato Organizzatore Palio Marinaro e di Luciano Lorenzoni, accompagnato dai figli Luigi e Leopoldo, che nel loro Cantiere Navale si sono presi cura del gozzo con un restauro conservativo. Il Capitano è arrivato in piazza del Municipio alle 9 di mercoledì 16 settembre (foto Lorenzo Amore Bianco).
Dopo essere stato festeggiato e ammirato è stato poi trasportato nella nuova sede del Comitato Organizzatore, in via di allestimento, all’angolo di via del Porticciolo-Scali Finocchietti.
Il Capitano Launaro è entrato nella storia del mondo remiero labronico come il gozzo da gara per eccellenza. Costruito nel 1927 per il Club Nautico Borgo Cappuccini era per quei tempi una barca agile, scattante, che qualsiasi Rione avrebbe voluto avere. Anche la sua intitolazione è legata a Borgo Cappuccini perché il direttore di macchina Capitano Alberto Launaro era nato in questo quartiere, ma il destino e la guerra lo fecero morire il 25 agosto del 1925 a bordo del sommergibile Sebastiano Veniero a Capo Passero durante un’esercitazione militare, scontrandosi con il piroscafo Capena.
Una storia di vittorie, quella del gozzo, che applaudito dagli abitanti di Borgo e dalla madre del Capitano Alberto, vinse ben dieci pali su tredici disputati. Vinse altri tre pali gareggiando sotto altre bandiere. Con il passare del tempo, la guerra, la scarsità di risorse e un po’ di incuria il Capitano rischiò di andare in malora, affondando in mare, seguendo lo stesso destino di colui a cui era stato intitolato. Ma grazie alla sensibilità di Gino Falanga che lo recuperò e di Maurizio Quercioli che si è battuto per restaurarlo, oggi il gozzo ritorna in splendida forma con il compito di raccontare la storia del Palio Marinaro e delle tradizioni labroniche.
Chi è interessato può leggere la storia dettagliata del Capitano Launaro sul sito www.gareremierelivorno.it

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