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“Livornopoli”: il gioco delle feste

Ideato da Giusy Anzovino è venduto al Mercato da “Cultura a peso”

giovedì 22 Dicembre 2016 12:44

di Alessandra Martuscelli

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Istruzioni, imprevisti e probabilità sono scritti in vernacolo livornese, le pedine hanno le sembianze di: ponce, “5e5”, triglia, maglia di Igor Protti, zoccolo del dottor “SCIURZ”, popolana livornese… E’ il gioco di queste feste della nostra città, è “Livornopoli”: la rivisitazione in chiave labronica e divertente del famosissimo gioco da tavolo (il Monopoli). Si tratta sicuramente di un regalo di Natale molto originale o di un investimento per riempire pomeriggi o serate di festa da trascorrere con amici.

Dove lo si può acquistare? Ma nel cuore di Livorno, nel posto che più di ogni altro è un concentrato di tradizioni labroniche: il Mercato Centrale delle Vettovaglie, in particolare nel banco “Cultura a peso”, gestito dalla coop Itinera. Il costo è di 40 Euro. Il meccanismo praticamente è lo stesso del gioco tradizionale… bisogna comprare e costruire case e alberghi, cercando di sbancare gli avversari. Il tutto è reso più divertente dall’ironia e dalla livornesità che pervade il gioco, per cui la Prigione si chiama “Le Sughere”, tra le stazioni c’è la Funicolare di Montenero, fra le tasse la “Tassa Inutile” del Consorzio di Bonifica. La casella che vale di più e costa il pedaggio più alto, l’ambitissimo “Parco della Vittoria”, è rappresentata da Via del Litorale; le caselle meno costose e di scarso valore sono rappresentate da Vie dei quartieri Nord della città. Ideatrice del gioco è Giuseppina Anzovino, che è la griffe di molti dei prodotti proposti nel banco “Cultura a peso”, fra i quali quadri, maglie, soprammobili e i richiestissimi magneti. Tutti oggetti che si ispirano a Livorno, al suo ambiente naturale e urbano e ai suoi abitanti. Di se stessa Giusy Anzovino dice: “Sono un concentrato di passione e livornesità”. “L’irriverenza, l’entusiasmo e l’esuberanza che traspare nel mio modo di fare arte -afferma- sono un modo di vivere, un regalo del mio essere livornese!”. E come commenta il suo “Livornopoli”? “E’ come il famosissimo “Monopoli”, ma molto più ganzo deh!”.

 

 

 

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