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Vendeva tonno non fresco, denunciato

mercoledì 11 gennaio 2017 04:02

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Oltre 600 controlli, 1500 kg di prodotti ittici ed 29 attrezzi da pesca sequestrati. Oltre 90 mila euro di sanzioni per 61 illeciti riscontrati. Si sintetizzano così i dati dell’operazione di controllo sulla filiera della pesca, in mare ed a terra denominata Countdown, condotta dalla Guardia costiera della Direzione marittima della Toscana durante il periodo delle festività natalizie. Un’attività di 155 militari dedicati che si inquadra nel più ampio contesto nazionale, perché disposta su tutto il territorio ed il mare dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto. In Toscana il contributo in termini di prevenzione e repressione degli illeciti da parte degli ispettori pesca delle Capitanerie, coordinate dal 2° Centro Controllo Area Pesca di Livorno, è stato di circa il 10% dei risultati conseguiti complessivamente a livello nazionale. Dai controlli ai pescherecci in mare, allo sbarco del pesce ed alla prima vendita, si è passati a quelli sulla filiera commerciale, al fine di conseguire gli obiettivi di tutela delle specie ittiche e di sicurezza dei consumatori. Non solo località costiere. I controlli si sono spinti anche nell’entroterra regionale presso ingrossi, magazzini, negozi al dettaglio ed attività di ristorazione.

A Livorno. Durante l’attività in mare davanti Livorno è stato sanzionato per circa 500 euro il comandante di un peschereccio livornese per avere tenuto a bordo una persona non facente parte dell’equipaggio, oltre che per irregolarità documentali. Lo stesso peschereccio è stato poi scoperto a pescare nella riserva marina integrale Secche della Meloria con una rete di oltre 200 metri. 2.000 euro ad un altro peschereccio della marineria labronica sono state inflitte per non aver dichiarato la pesca di pesci spada, per i quali le norme prevedono una comunicazione alla Capitaneria prima dello sbarco. Stesse sanzioni ad altri due motopesca: il primo, per essersi sottratto agli obblighi di legge che prevedono di avere a bordo un sistema che consenta all’Autorità marittima il monitoraggio dell’imbarcazione durante l’attività di pesca; il secondo per non avere registrato sul giornale di bordo gli sbarchi delle catture effettuate nella giornata di pesca. Sulla filiera commerciale, il titolare di una pescheria è stato denunciato per frode nell’esercizio del commercio per avere esposto per la vendita un prodotto di origine orientale, il “pesce ghiaccio”, con l’etichetta “novellame”, riconducibile invece ad altre specie più pregiate, ed inoltre per aver venduto del tonno decongelato proponendolo alla clientela come fresco. Circa 5 kg il prodotto sottoposto a fermo dai militari della Capitaneria livornese. Militari che hanno poi sequestrato ad un altro esercizio al dettaglio 17 kg di pesce non tracciabile, senza documentazione di accompagnamento che ne certificasse la provenienza. L’operatore è stato multato per 1.500 euro. 9 kg di pesce e 1.500 euro di sanzioni, sono state le misure applicate dalla Guardia costiera ad un ristoratore livornese, al quale, dopo il richiesto intervento dell’autorità sanitaria è stata imposta la chiusura dell’esercizio fino al ripristino delle condizioni igieniche.

A Cecina. La Guardia costiera ha scoperto un commercio illegale di prodotto proveniente dalla pesca sportiva. In particolare è intervenuta dopo aver monitorato un pescatore dilettante il quale dopo aver catturato alcuni kg di pesce lo ha ceduto dietro pagamento ad un ristoratore della zona. 1.500 euro le sanzioni, per aver contravvenuto alle disposizioni che vietano qualsiasi possibilità di cessione a scopo commerciale del pesce frutto dell’attività sportiva o ricreativa.

A Piombino. 1.000 euro sono stati inflitti dal personale della Guardia costiera ad un pescatore subacqueo non professionale per avere violato le norme sul segnalamento di sicurezza, avendo tenuto il pallone galleggiante con la relativa bandierina a distanza superiore al consentito, mettendo a rischio la propria incolumità. Stessa sanzione ad un altro pescatore sportivo che è stato multato per aver pescato un quantitativo di pesce superiore ai previsti 5 kg. Lo stesso pescatore nell’occasione è stato trovato sprovvisto di copertura assicurativa per la propria imbarcazione. Circa 850 euro l’ammontare del verbale per questa violazione. Infine, un negozio della grande distribuzione è stato sanzionato per 1.500 euro dai militari del Corpo per la mancanza di documenti che certificassero la provenienza del pescato detenuto per la vendita.

All’isola d’Elba. La Guardia Costiera ha elevato due sanzioni amministrative per un importo complessivo di 1.100 euro ad un pescatore sportivo, al quale è stato contestato l’esercizio abusivo della pesca professionale. Nei confronti dello stesso è stata posta sotto sequestro l’attrezzatura da pesca impiegata, una rete da posta tipo tramaglio lunga complessivamente circa 400 metri, ed il pescato ivi rinvenuto, tra cui alcuni esemplari di ippocampo, una specie a rischio estinzione, immediatamente liberati in mare ancora vivi.

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14 commenti

 
  1. # jack

    Come per la patente auto se dopo due infrazioni gravi gli levassero la licenza e gli buttassero via la patente vedrai ci penserebbero.
    invece i nostri amici che si definiscono ambientalisti verdi ecc.. stanno a fare la caccia ad apneisti e pescatori amatoriali invece di lottare per le vere cause del disastro del mare

    1. # Max

      Condivido appieno quello che dici Jack e se ci pensi bene un apneista che si immerge con pallone ecc. É sicuramente individuabile e con queste pseudo regole che vengono applicate a proprio piacimento se ci pensi bene come esci per pratIcare questo bellissimo sport che non ê assolutamente causa di danni alla fauna marina sei in contravvenzione e siccome siamo in Italia botte da 1500 2000 euro e l’erario ingrassa

    2. # mi fate ride

      Hai voglia di fare i discorsi sulla pesca selettiva se poi vai a cacciare nelle zone dove la gente ci fa il bagno! Andate a pescare al largo con la barca no lungo costa o alla meloria.

  2. # Simone

    Ma perchè non mettete mai i nomi? Credo che abbiamo il diritto di sapere chi è disonesto e poterci così tutelare.

  3. # Giulio

    Durante l’attività in mare davanti Livorno è stato sanzionato per circa 500 euro il comandante di un peschereccio livornese per avere tenuto a bordo una persona non facente parte dell’equipaggio, oltre che per irregolarità documentali….ONESTAMENTE IO COME TANTI CI SENTIAMO PRESI IN GIRO, BASTA PASSARE DAVANTI AI QUATTRO MORI PER VEDERE TANTI EXTRACOMUNITARI DI COLORE SICURAMENTE CLANDESTINI CHE SONO PARTE DI EQUIPAGGIO SICURAMENTE SOTTOPAGATI ED AL NERO….. E CI PARLANO SOLO DI UNA DENUNCIA?? VIVA L’ITALIA…COME SEMPRE!!!

    1. # viva fidel

      Se sono di colore sono sicuramente al nero, ma mi faccia il piacere!!

      1. # Giulio

        SI TACCIA CHE FARA’ SICURAMENTE PIU’ BELLA FIGURA, INTERVENTO IL SUO STERILE ED INSULSO, NON HA CAPITO IL SENSO DEL MIO INTERVENTO…MA PER CARITA’ CON CHI STO PARLANDO!

  4. # old pine

    Intorno al settore pesca e pescherecci le ipocrisie sono molte. L’alibi del costo carburante è solo un velo, una scusa parziale. Il fatto che colpisce tutte le categorie di piccola impresa, è la paurosa, schiacciante tassazione che ormai assommandosi supera il 66 per cento e che OBBLIGA ad aggirare od evadere in tutte le forme possibili pur di riuscire a sopravvivere con famiglia e collaboratori sulle spalle. Quante barchettine si vedono davanti alla Bellana, al Molo Novo, ai Sassetti, all’ancoraggio navi ecc, con vecchietti a bordo a cercare di portare a casa polpi totani seppie saraghi e qualunque cosa che possa essere venduto direttamente o sottobanco per sopravvivere, tutti lo sanno in una città di gente che è abituata a comunicare fra se, conoscendosi quasi tutti per rispettiva fascia d’età. La fortuna (sembra) è che hanno più intelletto e sensibilità di quanto si dica chi controlla al mercato dopo le ferie e consente di vivere a tutti finche possono. Un conto è il motopesca che a volte non pesca ma a volte con un’uscita fortunata fa la mesata, un’altro conto sono gli arsellai, i raccoglitori di cee, i piccolissimi pescatori ‘sportivi’ da decine di kili a testa, che però nulla hanno a che fare con vendite di pesce adulterato, scarti, truffe od altro, senza considerare i bidoni dispersi nel nostro mare…. così la penso anche se non è tutto corretto, ma ormai hanno portato al ‘io speriamo che me la cavo!!!! di buona memoria, e mi scusi chi si può sentire involontariamente offeso da queste idee.

  5. # lev

    Bel lavoro avanti cosi’! Il mare non e’ una risorsa inesauribile!

  6. # Giornaletto

    I nomi non metteteli mai di queste attività mi raccomando…

  7. # Boh

    Al mercato centrale sai quanti…tra banchi fuori in strada e dentro al mercato è vergognoso.

  8. # midiverto

    mah!

  9. # midiverto

    Ma riguardo ai signori che vendono pesce ed altro allo Scalo Regio ai Quattro Mori ? Chi di competenza controlli

  10. # SANDRO

    Se poi vogliamo parlare di quando con le reti a strascico appesantito con le bocce di ferro distruggevano tutto, parliamone pure!! E c’e’ anche chi difende l’indifendibile?

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