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Acquedotto Leopoldino, raccolta fondi e restyling

"Un ulteriore valore aggiunto per il nostro territorio- spiega Nogarin - che fa il paio con il recupero di un altro monumento legato all'acqua: quelle Terme del Corallo su cui stiamo lavorando con grande attenzione"

domenica 19 marzo 2017 09:11

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Il sindaco Nogarin punta i riflettori sulla “via delle acque” composta da Cisternone, Cisternino e Acquedotto Leopoldino e specialmente su quest’ultimo.  “A Livorno esiste un tesoro culturale e architettonico da fare invidia a mezzo mondo. Quel capolavoro ingegneristico realizzato all’inizio del XIX secolo per garantire l’approvvigionamento idrico della città”, scrive il primo cittadino sulla sua bacheca facebook.

“Dopo aver pensato a due progetti di valorizzazione per Cisternone e Cisternino, ora abbiamo deciso di riaccendere i riflettori sull’Acquedotto Leopoldino, un’infrastruttura lunga 18 km in muratura che attraversa i colli livornesi e si snoda nel territorio di Collesalvetti. Per anni però è rimasto nell’incuria più totale e, vista la delicatezza della struttura, ha riportato danni significativi.
Oggi, insieme alla Soprintendenza, all’associazione Salviamo il Salvabile, alla Provincia e al Comune di Colle, abbiamo deciso di procedere a una ricognizione per fare la conta dei danni e sistemare quelli più grossi. Dopodiché inizieremo insieme un lavoro di raccolta fondi, anche attraverso bandi europei, per restaurare e valorizzare l’intera infrastruttura anche dal punto di vista turistico. Un ulteriore valore aggiunto per il nostro territorio- conclude Nogarin – che fa il paio con il recupero di un altro monumento legato all’acqua: quelle Terme del Corallo su cui stiamo lavorando con grande attenzione”.

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12 commenti

 
  1. # old pine

    Strada giusta e nel caso, acquedotto giusto. Molti Livornesi distaccati dal mondo per problemi loro non capiranno ma, solo questa è la strada per ridare a noi tutti il desiderio di ricercare e ritrovare un filo conduttore di centinaia di anni sulle proprie origini territoriali, è un percorso lungo ed incompreso da chi vive l’istante ma quando arriva il popolo allora è fatta, è festa piena. Sindaco, permettimi, promuovete attività scolastica -media inferiore- di ricerca sulle cose che i nonni ancora vivi possono ‘consegnare alla memoria dei nipoti- la trasmissione orale dei vecchi ha fatto crescere il mondo passato perché era consegnata da Persona a Persona e stimolava l’attenzione che palmari ecc non trasmettono, poi le ricerche sulle filze ( c’è tutto, basta cercare ed insegnare a cercare nel pozzo di s. patrizio della storia ) Bravi davvero, fai catalogare in forma stringente tutto quello che haimè rimane a Livorno a partire dai cimiteri già largamente depredati e vandalizzati, e salite su come state facendo, e progettatelo un piccolo osservatorio a montenero, sì lo so…….ci sono preti, ma fatelo! Grazie, era dalle ricerche dei residui di sbancamento del castrum per la costruzione della dorsale stradale che non sento questo profumo di ricerca in città.

  2. # Lettore

    Ottima cosa, bravi.

  3. # Mickey

    Proclami, parole e zero fatti, come per il Corallo (ultimo intervento: il rifacimento del tetto di un’ala del suo predecessore), i fossi medicei… Lancia slogan, copia le foto da Wikipedia Commons (come quella nel post e nell’articolo alla faccia del copyright) e scrive post su Facebook per accalappiare non livornesi boccaloni. Un modo di operare da Grande Fratello

  4. # lev

    Bene con restauro e valorizzazione ma il passo successivo e fondamentale e’ la manutenzione ordinaria.Il sentiero degli archi(nella foto) inaugurato in pompa magna anni fa e’ ormai un ricordo…rovi, strutture fatiscenti sono cio’ che ne rimane…

    1. # ahibodde

      Bravo lev, mi togli le parole di bocca, sono anni che anch’io passando di lì mi si stringe il cuore; anni fa tutto restaurato, bellissimi passaggi con corrimano in legno ed ora tutto mangiato dai rovi, fichi dappertutto, bene ha fatto il “salviamo il salvabile”, bene ha fatto il cral eni e il teatro di colle a proiettare il documentario sull’opera, ma si devono muovere tutti, e l’associazione occhi sulle colline potrebbe far di meglio!! comunque coraggio, sto con voi, l’acquedotto soprattutto alle parrane è (sarebbe) una meraviglia, all’incrocio con parrana quando hanno fatto l’incrocio nuovo si vedevano anche lì gli archi, ora più nulla, tutto coperto dalla vegetazione, un vero peccato!! e aggiungo che sarebbe bello non solo per noi, ma anche dal punto di vista turistico per chi viene da fuori

  5. # victor

    Prima dell’ acquedotto penso che sia piu’ urgente recuperare la villa Rodacanacchi a Monterondo e il suo parco, che ‘ uno dei piu’ bei posti di Livorno, mi sembra sia messo peggio dell’ acquedotto,

    1. # ste

      Non è a conoscenza delle condizioni dei 18 km dell’acquedotto. Diverse arcate sono crollate! La situazione è critica.

  6. # ahime

    e buttiamo fuori il bordello del casottino prima del cisternino , un troiaio vergognoso, ma si può vedere uno scempio simile???!!!

  7. # johnnie rico

    finalmente ci si accorge che la storia di’Italia non e’ finita nel 1492.
    speriamo che poi recuperino l’ex Pirelli, i capannoni del Porto, i vecchi silos e i pochi altri esempi di architettura industriale sopravvissuti.

  8. # Livornese

    Idee tante e anche giuste.. soldi pochi..pochissimi… risultati.. 0
    Non sarà possibile recuperare alcunché e aggiungo con sommo dispiacere, ma la storia dell’acqua,

    dall’acquedotto alla Terme del Corallo non sarà mai fatto…

    Troppi soldi occorrerebbero…

    🙁

  9. # Livornese

    Farei notare al Sindaco che dice (almeno a stare a quello riportato nell’articolo)

    ” … quelle Terme del Corallo su cui stiamo lavorando con grande attenzione”

    che le Terme continuano ad essere terra di conquista di balordi sia di giorno che di notte..

    dove sta la grande attenzione?? A continuare a farle distruggere forse?

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