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Maturandi da tutta la Toscana per il rito porta fortuna a Montenero

Martedì 3 Febbraio 2026 — 14:44

Lo conoscevi? Si inizia scrivendo nome e voto (chi vuole può “aumentarlo” come buon auspicio) sul cero, poi si lancia una monetina sotto l'arco e infine si sale la scalinata all'indietro, abbracciati

Sara spera in un 88, Giulia in 82, Sharon si accontenterebbe di 72. E poi c’è chi come Giulia punta in alto, al 110, e Ceci al 105. Ma non hanno sbagliato a contare hanno solo aumentato il voto come buon auspicio. Nomi e numeri sono scritti sui ceri che in questi giorni stanno spopolando a Montenero, meta dei maturandi che da ogni parte della Toscana stanno arrivando per compiere il tradizionale rito porta fortuna in vista dell’esame di Stato. Neppure la pioggia di stamattina li ha fermati: lungo il percorso abbiamo incrociato almeno tre comitive di ragazze e ragazzi: chi proveniente da Empoli, chi da Pontedera e chi da San Miniato Basso come la 5 A del liceo scientifico tradizionale G. Marconi (foto). Da quanto abbiamo appreso, il rito segue quattro passaggi ben precisi. 1) si entra nel Santuario e si percorrono i corridoi fino al banco dei ceri: qui se ne acquista uno con un’offerta libera e ci si reca nella cappella adiacente; 2) sul cero viene scritto il proprio nome e, subito sotto, il voto che si pensa di ottenere: come da tradizione è “consentito” aumentarlo di dieci punti. I ceri vengono poi disposti ad arco con al centro quello più grande che riporta la classe di provenienza; 3) usciti dalla cappella si raggiunge l’arco. Qui il gruppo si ricompatta e ognuno lancia una monetina qualsiasi all’indietro; 4) infine ci si raduna ai piedi della scalinata e la si risale all’indietro, abbracciati. Unica nota stonata di questa simpatica tradizione porta fortuna sono le scritte sulla scalinata. E don Paolo Razzauti, vice rettore e delegato vescovile del Santuario, aggiunge: “Sì è una cosa che non si fa. “Perché scrivere? Sciupate un bene comune, lo sapete, e sistemare la pietra serena ha un costo” ho detto loro. Tuttavia, non vorrei dare troppi diktat, sarà che sto invecchiando… diamo loro, piuttosto, degli incoraggiamenti e dei suggerimenti. Ho conosciuto tanti ragazzi nei pochi minuti in cui sono rimasto a chiacchierare e posso dire di aver conosciuto tanti ragazzi belli nel senso lato della parola. Semmai ho ricordato loro di studiare, che la maturità si avvicina”.

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