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“Le nostre carrozzine accatastate, chiediamo più rispetto”

Venerdì 13 Febbraio 2026 — 16:34

"Più che rabbia, ciò che proviamo è dispiacere e amarezza, anche alla luce di quanto già accaduto in passato. Il nostro obiettivo, da dieci anni, è diffondere lo sport paralimpico come strumento di inclusione, cultura e condivisione. I danni materiali verranno valutati nel prossimo allenamento"

Ancora una volta ci troviamo a dover segnalare un episodio spiacevole che riguarda persone con disabilità e le attività sportive che portiamo avanti con l’associazione Toscana Disabili Sport. Giovedì 12 febbraio abbiamo trovato le carrozzine da basket, utilizzate per gli allenamenti e conservate in un angolo della palestra, in condizioni che non corrispondono a un normale utilizzo o spostamento. Riteniamo più probabile che si sia trattato di un gesto superficiale e irresponsabile, frutto di scarsa attenzione e rispetto per materiali delicati e per il lavoro che viene svolto quotidianamente attraverso lo sport inclusivo. L’episodio colpisce soprattutto sul piano umano, perché avviene in una città che ha sempre dimostrato sensibilità, vicinanza e sostegno verso la nostra realtà. Più che rabbia, ciò che proviamo è dispiacere e amarezza, anche alla luce di quanto già accaduto in passato. Il nostro obiettivo, da dieci anni, è diffondere lo sport paralimpico come strumento di inclusione, cultura e condivisione, promuovendo l’idea che la diversità non sia un limite, ma una parte naturale della condizione umana. Episodi di questo tipo rischiano di rendere più difficile questo percorso, soprattutto per chi vive quotidianamente la disabilità. I danni materiali verranno valutati nel prossimo allenamento. Le carrozzine risultano accatastate senza particolare attenzione, con il rischio concreto che ruote e strutture abbiano subito danni, rendendone più complesso l’utilizzo. Non rendiamo pubblico questo fatto per cercare compassione o visibilità. La nostra associazione ha sempre lavorato con discrezione, lasciando parlare i risultati sportivi e sociali. L’unica intenzione è quella di invitare al rispetto, al dialogo e alla responsabilità, affinché gesti di questo tipo non vengano ignorati o normalizzati. Crediamo che il contrasto alla mancanza di sensibilità passi soprattutto da piccoli comportamenti quotidiani, basati su attenzione, educazione e consapevolezza.

Il presidente della Tds Maurizio Melis

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