Marcucci: “Intervenire subito per evitare un nuovo shock energetico”
Secondo le stime diffuse da Confcommercio a livello nazionale, nello scenario più critico le bollette potrebbero crescere fino al +13% per l’energia elettrica e addirittura fino al +43% per il gas, con effetti immediati sui bilanci delle attività
La crisi in Medio Oriente rischia di avere ricadute pesanti anche sul tessuto economico locale, con un nuovo aumento dei costi energetici che preoccupa fortemente le imprese del terziario. Secondo le stime diffuse da Confcommercio a livello nazionale, nello scenario più critico le bollette potrebbero crescere fino al +13% per l’energia elettrica e addirittura fino al +43% per il gas, con effetti immediati sui bilanci delle attività. Tradotto in termini concreti, si parla di rincari mensili significativi: fino a 900 euro in più per l’elettricità e 1.000 euro per il gas per le strutture ricettive, mentre per bar, ristoranti e negozi gli aumenti possono variare tra 100 e 300 euro per la luce e tra 200 e 500 euro per il gas. “Si tratta di una situazione che rischia di mettere nuovamente sotto pressione le nostre imprese – sottolinea Francesca Marcucci, presidente Confcommercio Livorno – già provate da anni complessi tra pandemia, inflazione e caro energia. Il rischio è quello di comprimere ulteriormente i margini e frenare investimenti e occupazione”. Il nodo energetico torna quindi al centro delle preoccupazioni, anche alla luce dell’instabilità internazionale e delle possibili difficoltà nei flussi di approvvigionamento, che stanno già incidendo sui prezzi delle materie prime. Per il sistema del terziario l’energia continua a essere una delle principali voci di costo, con un peso crescente soprattutto per le micro e piccole imprese. “È fondamentale evitare un nuovo shock energetico”, prosegue Marcucci. “Il decreto d’urgenza con cui il governo prevede un taglio temporaneo delle accise sui carburanti pari a circa 25 centesimi al litro, accompagnato da crediti d’imposta per alcune categorie e da misure anti-speculazione va nella direzione di contenere i rincari, ma con una durata limitata – inizialmente circa 20 giorni – e quindi con effetti ancora incerti nel medio periodo”. “Si tratta di segnali importanti ma ancora insufficienti rispetto alla portata del problema” conclude la presidente provinciale Confcommercio. “Le imprese hanno bisogno di misure strutturali e non solo temporanee, perché il rischio è quello di ritrovarsi a breve punto e a capo con costi nuovamente in crescita”.
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