Dalla sostenibilità alla competitività, nasce il progetto Simbiosi Industriale
Nelle foto il presidente Laviosa, il presidente Taddia e l'assessora Viviani
Confindustria Toscana Centro e Costa, Comune e Asa insieme per trasformare gli scarti in risorse e rafforzare competitività e innovazione sul territorio. Il presidente Laviosa: "La collaborazione, mettendo insieme competenze diverse, è la leva per generare risultati concreti”. Il presidente Taddia: "Asa rappresenta un esempio concreto di intervento innovativo in contesti complessi”
Il 26 marzo nella sede della Delegazione di Livorno di Confindustria Toscana Centro e Costa in via Roma 54 si è svolto l’incontro dal titolo “Livorno, dalla sostenibilità alla competitività: la Simbiosi Industriale, la ZLS e l’Autorizzazione Unica”, organizzato in collaborazione con il Comune di Livorno e Asa. Nel corso dell’evento è stato approfondito il tema dell’economia circolare come leva capace di generare nuove opportunità di business, insieme ai processi di reindustrializzazione orientati alla creazione di valore sul territorio. In particolare, è stato presentato il Progetto Livorno Simbiosi Industriale, che ha illustrato come gli scarti possano trasformarsi in risorse condivise tra imprese, favorendo sinergie produttive e sostenibili. Ampio spazio è stato dedicato anche alla ZLS Toscana, che ha messo a disposizione strumenti come il credito d’imposta e l’Autorizzazione Unica. Tali misure hanno dimostrato di poter semplificare le procedure amministrative, offrire incentivi concreti e ridurre tempi e costi per nuovi investimenti. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per conoscere da vicino opportunità operative, comprendere i passaggi necessari per aderire alle iniziative presentate e avviare collaborazioni produttive in modo immediato. Nel corso dei lavori sono intervenuti diversi protagonisti del progetto, offrendo riflessioni e testimonianze sul percorso avviato.
Le dichiarazioni
Giovanni Laviosa, presidente della delegazione di Livorno di Confindustria Toscana Centro e Costa:
“Riflettendo su questo progetto, possiamo dire che è nato la scorsa estate, in un momento in cui si è creata l’opportunità di sviluppare qualcosa di concreto. Ci sono due elementi centrali che lo caratterizzano. Il primo è il valore dell’innovazione: l’idea di creare qualcosa di nuovo, mettendo insieme competenze diverse per sviluppare prodotti realmente innovativi. Il secondo elemento, altrettanto importante, è la capacità di far lavorare insieme persone, aziende e competenze differenti verso un obiettivo comune. È una sfida complessa, ma rappresenta anche il vero punto di forza del progetto. Proprio su questo aspetto si concentra il valore più significativo dell’iniziativa: la collaborazione tra realtà diverse come leva per generare innovazione e risultati concreti.”
Silvia Viviani, assessora all’urbanistica: “Le iniziative che portiamo avanti si articolano su più livelli, ma al centro deve esserci la condivisione: la capacità di coinvolgere sempre più soggetti e costruire una partecipazione ampia e consapevole. L’amministrazione ha creduto fin dall’inizio in questo percorso, riconoscendo che una rete di capitali e competenze locali può generare innovazione e sviluppo, pur nella consapevolezza delle sfide e dei rischi che questo comporta. Già a settembre è stato avviato un percorso di intesa, poi formalizzato con una delibera nel mese di ottobre. Un passaggio importante, perché il ruolo dell’amministrazione comunale è proprio quello di favorire e consolidare queste alleanze. Un’intesa che deve vedere protagoniste le imprese, componente fondamentale del nostro territorio. Il nostro impegno è sostenerle, affinché insieme – istituzioni e sistema produttivo – si possa lavorare per il risanamento del territorio e costruire prospettive future solide. Troppo spesso guardiamo a modelli esterni o assistiamo alla riproposizione di soluzioni già viste: noi, invece, vogliamo fare qualcosa di nuovo, evitando sprechi e valorizzando al meglio le opportunità. Ed è proprio questo uno dei temi centrali del progetto.”
Stefano Taddia, presidente del Consiglio di gestione Asa: “Ritengo che sia fondamentale usare le parole giuste, ma ancora di più partecipare attivamente a questo percorso, che ci ha permesso di comprendere immediatamente l’esistenza di un sistema, potremmo dire, ‘guidato dal basso’, dal contributo delle persone. Non perché fosse il più semplice o il più sostenibile in partenza, ma perché, di fatto, non esistevano alternative praticabili. Il modello di economia lineare ci ha condotti a una situazione che oggi rischia di esploderci tra le mani. Per questo dobbiamo ripensarlo profondamente e provare a riadattarlo alle nostre modalità produttive. In questo senso, uno dei primi ambiti in cui si è cercato di reintrodurre una logica diversa, più vicina a un approccio circolare, riguarda proprio alcuni processi industriali. Tra questi, l’esperienza di Asa è particolarmente significativa: anche nella gestione dei processi industriali si è intervenuti in contesti complessi e potenzialmente critici, proprio dove era più necessario innovare. Asa rappresenta un esempio concreto, un’azienda che ha sviluppato e consolidato questa attività anche grazie alle specificità del nostro territorio e alla presenza di un tessuto industriale che ci ha, in un certo senso, costretti a collaborare e confrontarci.”
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