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Touch rugby e inclusione: lo sport diventa strumento di rinascita

Venerdì 27 Marzo 2026 — 18:46

Dal campo Priami di Stagno un progetto educativo e riabilitativo firmato Lions Amaranto e Cooperativa San Benedetto per accompagnare percorsi di recupero e reinserimento sociale

Nasce nel territorio livornese una collaborazione sinergica che vede come protagonisti il Club Lions Amaranto Rugby e la Cooperativa sociale San Benedetto Onlus. Questa collaborazione ha portato, tra le varie iniziative, alla creazione di un progetto educativo e riabilitativo che utilizza il Touch rugby come strumento di crescita personale e reinserimento sociale della persona.

La scelta stessa del titolo del progetto “Touch a soul, take a chance” (“Tocca un’anima, cogli un’opportunità”) nasce da un gioco di parole allo scopo di trasmettere efficacemente il nucleo di questa iniziativa.

Il progetto, ideato dalla dottoressa Olivia Della Vista, è rivolto ai soggetti seguiti dalla Cooperativa impegnati in programmi di trattamento e riabilitazione dalla dipendenza da sostanze –talvolta anche inseriti in percorsi di pena alternativa al carcere-  risulta attivo da mercoledì 11/03 direttamente al campo Priami di Stagno (Collesalvetti, Livorno) sotto la guida di Mariano Gambogi e il supporto di tutti i giocatori della Squadra “Old” Lions Amaranto Rugby, tra cui Andrea Bigongiali, Andrea Caputo e con la consulenza sempre attiva di Maurizio Berti (Dirigente Amatori Rugby Toscana e giocatore Squadra “Old”- Lions Amaranto Rugby) e il sostegno degli educatori della Cooperativa Enrico Nocchi e Marta Del Bimbo.

Il rugby genera una forte dimensione sociale e comunitaria, capace di favorire inclusione, integrazione e partecipazione. Il progetto propone l’avvicinamento alla disciplina del touch rugby, una variante del gioco che non prevede contatto fisico e rende l’attività accessibile anche a chi non possiede una preparazione atletica specifica.
L’obiettivo non è solo sportivo: è quello di creare un’esperienza di gruppo capace di stimolare valori socioeducativi, quali il successo della cooperazione di ogni individuo nel raggiungimento di un obiettivo comune, il rispetto per l’avversario e delle regole condivise, al contempo raggiungendo responsabilità e senso di appartenenza. Per persone che stanno affrontando percorsi di recupero, queste dinamiche possono diventare strumenti concreti di crescita personale e collettiva.

Difatti, negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha riconosciuto il ruolo dell’attività sportiva nei percorsi di recupero dalle dipendenze. L’attività fisica può contribuire a ridurre il desiderio da sostanze, favorendo un equilibrio emotivo stabile, e offrendo una forma sana di gratificazione e motivazione personale. Oltre agli effetti biologici, vi è pure la dimensione sociale: la dipendenza può portare ad isolamento, perdita di relazioni e marginalità. Lo sport di squadra, al contrario, crea legami, senso di appartenenza e obiettivi condivisi. Allenarsi insieme significa imparare a fidarsi dell’altro e costruire un’identità di gruppo positiva e condivisa.

Il valore sociale di questo sport è riconosciuto anche a livello istituzionale. La Federazione Italiana Rugby promuove da anni diversi progetti di responsabilità sociale con l’obiettivo di utilizzare il rugby come strumento di inclusione e crescita nelle comunità. Vari progetti, di portata nazionale, sono riconducibili nei penitenziari italiani con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale delle persone detenute attraverso la pratica sportiva. A tal proposito, un esempio concreto di questo approccio è il progetto “Pecore nere” promosso da “Amatori Rugby Toscana” con la collaborazione di Lions Amaranto Rugby attuato presso l’Istituto carcerario “Le Sughere”.  Il progetto ha permesso a numerosi detenuti di avvicinarsi alla pratica sportiva e ai valori del rugby, favorendo relazioni positive, responsabilità, inclusività e sostegno reciproco.

Progetti come quello nato dalla collaborazione tra Lions Amaranto e Cooperativa San Benedetto dimostrano come lo sport possa trasformarsi in un vero strumento educativo, protettivo e riabilitativo, capace di aprire nuove opportunità e crescita nella costruzione di orizzonti condivisi, favorendo il benessere psicofisico di ogni persona coinvolta. “Touch a soul, take a chance”, appunto.

Attori coinvolti nel progetto:

  • Dr.ssa Olivia Della Vista (ideazione Progetto “Touch a soul, take a chance” e psicoterapeuta Coop. S. Benedetto)
  • Mariano Gambogi (Referente Progetto “Touch a soul, take a chance”; giocatore Squadra “Old”- Lions Amaranto Rugby)
  • Maurizio Berti (Dirigente Amatori Rugby Toscana; referente Progetti “Pecore Nere” e “Haka”-Amatori Rugby Toscana; giocatore Squadra “Old”- Lions Amaranto Rugby)
  • Andrea Bigongiali (giocatore Squadra “Old”- Lions Amaranto Rugby)
  • Andrea Caputo (giocatore Squadra “Old”- Lions Amaranto Rugby)

Ringraziamenti

  • Mauro Fraddanni (Presidente Lions Amaranto Rugby)
  • Andrea Pannocchia (Consigliere Lions Amaranto Rugby)
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