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“Pasqua a tavola nel segno della tradizione”

Venerdì 3 Aprile 2026 — 12:41

Federica Garaffa Cristiani, presidente di Fipe Confcommercio Livorno: "La risposta del pubblico premia il ritorno alla tradizione locale in uno scenario di consumo consapevole"

In un panorama internazionale segnato da tensioni geopolitiche che spingono inevitabilmente alla prudenza, la Pasqua 2026 si conferma come il momento della verità per il Made in Italy a tavola. Se da un lato i numeri nazionali della ristorazione mostrano una tenuta, dall’altro emerge con forza la voce dei territori e dei laboratori artigiani, che si pongono come veri custodi della fiducia dei consumatori in un periodo di forte complessità. In questo scenario di “consumo consapevole”, la testimonianza di Federica Garaffa Cristiani, presidente di Fipe Confcommercio Livorno e titolare dell’omonima pasticceria, diventa centrale per comprendere il nuovo volto delle festività. “La guerra genera incertezza e incide sui consumi, spingendo verso un acquisto più prudente”, spiega Garaffa. “Tuttavia, questa prudenza si traduce in una maggiore attenzione alla qualità rispetto alla quantità. I consumatori scelgono il cioccolato puro di fattura artigianale rispetto ai surrogati e cercano prodotti che abbiano una storia da raccontare”. Secondo l’analisi della presidente livornese, la risposta del pubblico premia il ritorno alla tradizione locale: “La schiacciata Livornese si conferma un fenomeno che travalica i confini cittadini, venduta tutto l’anno ma capace di registrare un picco inarrestabile proprio nel periodo pasquale. Per quanto riguarda la classiche uova, i consumatori rifiutano i surrogati industriali a favore di uova artigianali realizzate esclusivamente con cioccolato puro”.

Gianluca Morsilli, presidente dei panificatori di Confcommercio Livorno, delinea un cambio di paradigma netto per il settore, basato su alcuni punti cardine: “Il cliente non acquista più solo un dolce, ma l’intera esperienza e la narrazione visiva del laboratorio. La cosiddetta “performance” del fornaio o del pasticciere diventa parte integrante della percezione di qualità. La Pasqua 2026 premia i grani locali, preferibilmente antichi e macinati a pietra, accompagnati esclusivamente da aromi naturali. Inoltre, si assiste a una drastica riduzione degli zuccheri in favore di una complessità aromatica più matura e consapevole. I clienti sono sempre più esigenti, resiste la tradizione candito arancio, cioccolato in tutte le sue sfumature, pistacchio e frutta particolare, ma prima di tutto vogliono sapere cosa contiene il prodotto dal punto di vista nutrizionali e salutistico”.

A tracciare l’andamento dei flussi è il direttore di Confcommercio Livorno, Federico Pieragnoli, che analizza con puntualità la resilienza del comparto: “Una Pasqua all’insegna della prudenza, ma con una certezza: l‘amore degli italiani per la convivialità e la buona tavola. Nonostante una Pasqua ‘bassa’ e le incognite meteorologiche e geopolitiche che frenano in parte le classiche gite fuori porta, i ristoranti si confermano il rifugio prediletto per le festività – afferma Pieragnoli – Nonostante una lieve flessione delle presenze a livello nazionale, -4,4% rispetto allo scorso anno, dovuta a comportamenti di consumo più conservativi, il comparto della ristorazione dimostra una straordinaria resilienza!”. Secondo l’ufficio studi della Fipe Confcommercio la spesa complessiva si attesterà intorno ai 403 milioni di euro, segnando un incremento del +1,2%. Oltre 6,2 milioni di clienti si siederanno nei ristoranti italiani, divisi equamente tra chi cerca l’esperienza guidata del menù degustazione (52,6%) e chi preferisce la libertà della scelta alla carta.

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