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Sorpreso a casa della ex fugge dalla finestra

Venerdì 10 Aprile 2026 — 12:39

L’uomo si introduce in casa dell’ex una prima volta e la seconda, al ritorno degli agenti, punta verso i poliziotti lo spray al peperoncino per poi lanciarsi dal primo piano: arrestato per atti persecutori e per aver violato il divieto di avvicinamento alla persona offesa

La polizia ha arrestato un uomo del 1991 con l’accusa di atti persecutori e violazione del divieto di avvicinamento nei confronti dell’ex compagna. La donna ha contattato la Centrale Operativa segnalando che il suo ex si era presentato sotto casa e, con la forza, era riuscito a entrare nell’abitazione. Una volta dentro, si legge in un comunicato stampa, l’uomo ha assunto un comportamento violento nei suoi confronti, per poi allontanarsi dopo aver capito che erano state chiamate le forze dell’ordine. Gli agenti delle Volanti sono intervenuti rapidamente, hanno soccorso la donna e si sono messi alla ricerca dell’uomo. Intorno a mezzogiorno è arrivata una seconda richiesta di aiuto, questa volta da parte della madre della donna: l’uomo era tornato di nuovo sotto casa. Le pattuglie, che si trovavano già in zona dopo il primo intervento, sono arrivate subito sul posto. Alla vista delle divise, l’uomo ha cercato di fuggire: ha estratto uno spray al peperoncino, lo ha puntato verso i poliziotti e si è lanciato dalla finestra del primo piano, cadendo a terra. Nonostante la caduta, ha tentato di scavalcare la recinzione del giardino per raggiungere la strada e scappare, ma è stato bloccato dagli altri agenti che avevano circondato l’area. Durante il fermo ha opposto resistenza, cercando di colpire i poliziotti con pugni, ed è stato necessario l’intervento di più agenti per riuscire a immobilizzarlo. L’uomo è stato quindi arrestato per atti persecutori e per aver violato il divieto di avvicinamento alla persona offesa. È stato inoltre denunciato per lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Si precisa che il procedimento penale è ancora in corso: le accuse dovranno essere verificate nelle sedi opportune e solo una sentenza definitiva potrà stabilire l’eventuale responsabilità dell’indagato.

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