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In pensione lo stesso giorno, il saluto di Daddi e Lessi

Martedì 21 Aprile 2026 — 19:05

Da sinistra Paolo Daddi e Paolo Lessi, che ringraziamo per la disponibilità

Tra qualche giorno saranno in pensione e così abbiamo chiesto loro un saluto. Lessi: "Porterò i pazienti nel cuore, li ho sempre sentiti parte di una grande famiglia e li porterò". Daddi: "Ho costruito legami che spesso sono diventati amicizia"

Hanno in comune il nome, Paolo, e una lunga carriera accanto alle persone tra visite, consigli e rapporti umani che spesso sono andati ben oltre la professione. Dal 1 maggio entrambi saranno in pensione, il 30 aprile sarà infatti l’ultimo giorno di servizio. Abbiamo chiesto loro un saluto e, nel ringraziarli per la disponibilità, ecco le loro parole. Paolo Lessi: “Sono grato a tutti i miei pazienti per la stima, la fiducia e l’affetto che mi hanno sempre dimostrato. Sicuramente mi mancheranno e, soprattutto, mi mancherà il rapporto umano. Molti di loro li ho visti nascere, crescere, diventare genitori. Li ho sempre percepiti come facenti parte di una grande famiglia, piuttosto che come pazienti. Li ringrazio per quanto mi hanno dato ed insegnato: li porterò sempre nel mio cuore”. Paolo Daddi: “Nato nel 1955, attualmente medico di Medicina Generale a Livorno, andrò in pensione alla fine del mese di aprile. Mi sono laureato nel 1981 all’Università di Pisa, per poi seguire il corso di specializzazione in radiologia a Firenze e conseguire il diploma di ecografia internistica. Dopo aver svolto attività di Guardia Medica, medico di Pronto Soccorso a bordo di autoambulanze e incarichi nella Medicina dei servizi di Livorno, nel 1991 ho ottenuto la convenzione con la ASL di Livorno come “medico di famiglia” nella zona di via Lepanto – via Caprilli, dove tuttora ho l’ambulatorio al numero 18. In questi 35 anni di attività lavorativa ho curato e visto crescere diverse generazioni: si è instaurato un legame che spesso è andato oltre il semplice rapporto medico-paziente. Con molti di loro, infatti, si è creato un vero e proprio rapporto di amicizia. Nella mia attività professionale, che ho sempre cercato di svolgere con dedizione ed entusiasmo, ho fatto sicuramente molti sacrifici, che tuttavia sono stati ricompensati da tante soddisfazioni. Negli ultimi anni ho accettato di innalzare la soglia del numero dei pazienti fino a 1800 e, una volta compiuti i 70 anni, ho aderito alla proposta della ASL di rimanere ancora in servizio. Ora però è arrivato il momento di dedicarmi alla famiglia e, in particolare, alle mie tre nipotine; sicuramente potrò riprendere anche i miei hobby, come suonare la chitarra e giocare a tennis. Credo che non mancheranno anche i viaggi. A tutti i miei pazienti va un caloroso saluto e ringraziamento per il percorso che abbiamo fatto insieme. Sarò comunque disponibile per un eventuale consiglio. Un ringraziamento va anche ai colleghi medici con i quali ho collaborato nel corso dell’attività lavorativa, e un ringraziamento particolare alla mia assistente di studio, Elena”.

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