Lezione di arte urbana alle Mazzini
Gli studenti incontrano Giovanni da Monreale e scoprono come la Urban Art possa riqualificare le città e formare coscienze consapevoli. L’iniziativa è stata organizzata dalle professoresse Michela Lombardi e Sheila Spignese
Non capita tutti i giorni di vedere la Urban Art varcare i cancelli di una scuola per trasformarsi in una lezione di vita, civiltà e bellezza. È successo oggi alla Scuola Secondaria di I Grado “Giuseppe Mazzini”, dove gli alunni delle classi terze hanno avuto il privilegio di incontrare Giovanni da Monreale, l’artista che sta ridisegnando il volto urbano di molte città italiane con le sue celebri sculture in vetroresina e cemento armato. L’iniziativa, fortemente voluta e organizzata dalla professoressa di Arte Michela Lombardi insieme alla collega Sheila Spignese, ha trasformato l’aula in un laboratorio di idee e confronto. L’obiettivo? Far scoprire ai ragazzi che l’arte non è solo quella racchiusa nei musei, ma è una forza viva, “diffusa”, capace di abitare fermate degli autobus, parchi e piazze degradate per restituire loro dignità.
Un dialogo a 360 gradi: tra estetica e legalità
Giovanni da Monreale ha saputo coinvolgere gli studenti con una naturalezza disarmante, affrontando il tema della Urban Art in ogni sua sfaccettatura. Non si è parlato solo di “come” si crea un’opera – dalle tecniche di modellazione alla scelta dei materiali resistenti alle intemperie – ma soprattutto del “perché”. Uno dei momenti più intensi del dibattito ha riguardato il delicato confine tra espressione artistica e legalità. L’artista ha raccontato le sfide e le difficoltà di chi opera nello spazio pubblico, spiegando come i suoi “progetti urbani” nascano spesso come atti di critica sociale per poi diventare doni preziosi alla comunità. I ragazzi hanno così compreso che fare arte oggi significa assumersi la responsabilità di lanciare messaggi importanti e di prendersi cura del bene comune.
L’arte come strumento di riqualificazione
Le opere di Giovanni da Monreale, che spesso ritraggono bambini e adolescenti ipnotizzati da smartphone e videogame, sono diventate il pretesto per una riflessione profonda sull’uso consapevole della tecnologia e sulla necessità di tornare a vivere lo spazio reale. “L’arte non è solo forma, ma uno strumento per riqualificare le zone d’ombra delle nostre città”, è il messaggio emerso durante l’incontro. Attraverso il racconto della sua esperienza nello studio “Officine di Pietrasanta” e dei suoi interventi a Lucca, Torino e in Versilia, l’artista ha mostrato come una scultura possa diventare un presidio di bellezza e un punto di riflessione per i passanti di ogni età.
Sensibilizzazione e cittadinanza attiva
La professoressa Lombardi ha espresso grande soddisfazione per la risposta dei ragazzi: “Vedere gli studenti così partecipi e pronti a interrogarsi sul senso profondo della riqualificazione urbana è il segno che l’arte, quando parla il loro linguaggio, sa essere uno straordinario veicolo educativo”. L’incontro al Comprensivo “G. Mazzini” non è stato solo una lezione di storia dell’arte contemporanea, ma un vero e proprio esercizio di cittadinanza attiva. Gli studenti tornano a casa con una consapevolezza nuova: la bellezza è un diritto di tutti, ma spetta anche a loro, cittadini di domani, proteggerla e promuoverla nelle strade della propria città.
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