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Sentenze contestate e tensioni in aula, la preoccupazione dell’Ordine degli avvocati livornesi

Venerdì 22 Maggio 2026 — 18:24

L’Ordine degli Avvocati richiama al rispetto delle decisioni giudiziarie e del ruolo della difesa: “Cresce un clima di insofferenza e aggressività che rischia di indebolire i principi dello Stato di diritto”

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Livorno esprime la sua preoccupazione per il crescente e diffuso fenomeno di insofferenza verso decisioni giudiziali sgradite, spesso accompagnate da intollerabile aggressività verso i Giudici e verso le parti del processo come accaduto alla lettura della sentenza che ha concluso il primo grado del processo per la morte di Denny Magina.

Certamente entrano in gioco diversi fattori, alcuni comprensibili, come l’emotività personale, altri meno, come la mediatizzazione e talvolta la strumentalizzazione dei fatti giudiziari, ma soprattutto si tratta di un fenomeno culturale che, stante la sua diffusione e frequenza, rischia di minare le fondamenta dello Stato di diritto: le sentenze si possono civilmente criticare, ma altrettanto civilmente si devono rispettare, soprattutto quando non se ne conoscono i presupposti in fatto o le regole del diritto, come invero accade per la quasi totalità dei “commentatori”.

Ma ci preme in particolare ricordare che troppo spesso l’intolleranza si rivolge espressamente alla persona e al ruolo del difensore, come del resto anche accaduto alle Colleghe della difesa nell’occasione di cui sopra, sulla base di un pregiudizio che accomuna e confonde il difensore con l’imputato, l’attività difensiva, costituzionalmente prevista e garantita, con il reato.

Il ruolo dell’Avvocato nel processo penale non è semplicemente e riduttivamente sottrarre alla pena l’imputato, per molti presunto colpevole: è qualcosa di più e di molto diverso ovvero quello di avanzare motivate critiche all’accusa perché l’eventuale sentenza di condanna sia realmente pronunciata “al di là di ogni ragionevole dubbio”, e soprattutto di garantire la correttezza del processo, l’osservanza delle regole da parte delle Forze dell’Ordine, del Pubblico Ministero, del Giudice e dei loro ausiliari perché ogni imputato, chiunque esso sia e indipendentemente dal reato del quale è accusato, abbia il giusto processo previsto dall’art. 111 della Costituzione.

Il Presidente

Avv. Leonardo Biagi

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