“I libri di Guglie”, sipario sulla stagione. Corbi: “Una rassegna diversa, tra scrittura, poesia e tecnologia”
Marco Corbi, noto scrittore e poeta livornese curatore della rassegna "I libri di Guglie"
Martedì 26 maggio ultimo appuntamento del ciclo curato da Marco Corbi con il supporto di Sandra Mazzinghi. Lo scrittore livornese traccia il bilancio dell’esperienza: "Abbiamo provato ad andare oltre la semplice presentazione dei libri, parlando di temi, autori e del rapporto profondo con la scrittura"
Con l’appuntamento di martedì prossimo, 26 maggio si conclude la rassegna letteraria “I libri di Guglie”, nata dall’impulso del titolare del locale Richard Prima e curata da Marco Corbi con l’ausilio di Sandra Mazzinghi.
Abbiamo fatto due chiacchere con l’ormai conosciuto scrittore livornese (3 raccolte poetiche uscite con MDS, racconti pubblicati in antologie, vari premi) per tirare un po’ le somme.
Allora, Marco, com’è stata questa esperienza per te?
“Non è la prima rassegna che curo, ma la prima che abbia coperto un arco temporale di alcuni mesi, essendo iniziata nell’ottobre scorso. Sicuramente è stato quindi stimolante, interessante e formativo. Tra gli ospiti, senza niente togliere agli altri, mi piace segnalare Michele Cecchini, uno scrittore davvero di primo piano, che ci ha onorato della sua presenza. Ringrazio comunque tutti gli altri ospiti oltre a Sandra Mazzinghi per la parte dei contenuti, Marcella Ferretti per la parte Visual, e ovviamente Richard Prima per aver avuto l’idea e averla voluta affidare a me.
Cosa ci puoi dire di particolare di questa rassegna?
“Ho cercato di dare un taglio leggermente diverso alle classiche presentazioni dei libri. Volevo cercare di trattare temi più che testi, e così abbiamo diretto il focus su: il ruolo delle scuole di scrittura con Francesco Mencacci, Direttore Scuola Carver che è una eccellenza nazionale, la quotidianità dello scrittore che scrive di mestiere con appunto Michele Cecchini, la stratificazione di un romanzo, Sandra Mazzinghi ha coordinato gli scrittori MDS Cerri, Belli e Pera.
Tra tutti anche un incontro particolare. Poesia e tecnologia…
“Si, esatto. Ho lasciato per ultimo questo incontro da me voluto fortemente sul rapporto tra poesia e tecnologia: un rapporto sul quale sto studiando, trovando queste due galassie – contrariamente a quanto potrebbe sembrare – assolutamente complementari. Ho avuto il piacere di parlarne con i poeti Eva di Palma e Diego Rossi”.
Avete presentato anche dei libri, vedo da programma…
“Certo, assolutamente. Ma anche quando siamo partiti dal testo (con i libri di Sandra Mazzinghi, Vanessa Turinelli e martedì accadrà lo stesso con Nicoletta Bernardini), l’intento è sempre stato quello di uscire un po’ dalle pagine del libro e andare più sul rapporto dei vari autori con la scrittura. Se poi ci siamo riusciti, non lo so, non sta a me dirlo, ma le le sempre numerose presenze mi fanno pensare che qualcosa di buono abbiamo fatto.
Programmi futuri? Aspettiamo il tuo prossimo libro, dopo il notevole successo dei primi tre tra cui due dei quali sono stati presentati al Salone del Libro di Torino, e l’ultimo, Nervature, anche al Consiglio Regionale della Toscana… o magari un altro appuntamento con Valerio Magrelli…
“Grazie… beh aldilà della sfera pubblica, i due appuntamenti con Magrelli a “Leggermente”, Festival ormai di portata nazionale, complimenti agli organizzatori… sono stati qualcosa per me di incredibile… Stare a dialogare con un mostro sacro, un poeta tra i maggiori a livello mondiale è qualcosa che non mi dimenticherò mai e lo ringrazio ancora, anche per un rapporto di amicizia di cui il Maestro mi onora. Talvolta ci sentiamo e, forse non ci crederete, oltre che di temi letterari, parliamo spesso di calcio.. lui è romanista come Cecchini.
E per il tuo libro? Dicci qualcosa di più…
“Beh, ci sto lavorando; come si dice in questi casi vi faremo sapere. Aggiungo: ma solo con la posologia corretta. Eccedere nella ripetizione di contenuti e accorrete accorrete non mi piace e mi annoia, anche se vedo che la maggioranza sui social si muove così. Diciamo che anche nel propormi al pubblico – e usando questo termine con timidezza – preferisco tenere il mio stile: Less is more.
Ritengo infatti che ci debbano essere spazi e tempi vuoti tra un libro e l’altro, tra un evento e l’altro, tra una presentazione e l’altra. Come nella poesia, occorre selezionare in modo direi feroce, e gli spazi bianchi contano di più. In chiusura, posso aggiungere una cosa, anzi due..?
Prego…
“Mi rivolgo ai lettori dico, e dico: comprate libri di case editrici vere, che non chiedono soldi agli autori, che fanno editing, che promuovono i libri che producono, che ti accompagnano anche dopo la pubblicazione. Ho avuto la fortuna di incontrare MDS ormai 12 anni fa, e loro lavorano proprio così: onestà, presenza, qualità. Basta con le stamperie con codice SIAE… È importante, stiamoci attenti. Bene, ciò detto, ci vediamo martedì”.
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