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Il Gruppo Navimodellisti Livornesi entra nella formazione del Nautico Cappellini

Sabato 30 Maggio 2026 — 18:36

Nella foto il segretario Giovanni Barbini e, a destra, il presidente dei Navimodellisti livornesi, Bruno Forgiarini

In occasione di StraBorgo, la sede del Gruppo Navimodellisti Livornesi al civico 48 di Borgo Cappuccini apre le porte ai visitatori. Tra modelli storici, libri e disegni che raccontano secoli di marineria nasce una collaborazione con l’Istituto Nautico Cappellini che porterà al via di nuovi percorsi formativi dedicati alla progettazione e alla costruzione navale

Non solo passione, non solo custodia della memoria, non solo straordinaria abilità artigianale. Il quasi mezzo secolo di storia del Gruppo Navimodellisti Livornesi diventa oggi un prezioso investimento sul futuro della città e dei suoi giovani, rafforzando il legame di Livorno con il mare.

Dal prossimo anno scolastico, infatti, l’Istituto Nautico Alfredo Cappellini, in collaborazione didattica con i soci del Gruppo, arricchirà la propria offerta formativa con la nascita di un corso triennale di specializzazione in progettazione navale, che ha già raccolto numerose iscrizioni tra gli studenti.

“E non solo – spiega la professoressa Francesca Bernini, vicepreside del Cappellini – partirà anche un piano formativo quadriennale specifico in costruzione del mezzo navale, destinato a incrociare la domanda crescente che arriva dal mercato del lavoro. Nel nostro caso, un mercato particolarmente prezioso e appetibile perché nasce qui, a Livorno, con la domanda espressa dal cantiere Benetti, in una prospettiva occupazionale, economica e sociale particolarmente significativa per i giovani che scelgono il nostro Istituto. E anche per dare un contributo reale, di senso e sostanza, all’ambizione di Livorno di essere capitale del mare”.

Una prospettiva che entusiasma anche il Gruppo Navimodellisti Livornesi.

“Sì, è una gran bella notizia che ci riempie di gioia e di orgoglio – commentano Bruno Forgiarini e Giovanni Barbini, presidente e segretario del Gruppo Navimodellisti Livornesi – perché questa collaborazione con l’Istituto Nautico apre uno scenario, impensabile fino a ieri, di valorizzazione e finalizzazione di uno straordinario patrimonio di conoscenze ereditato nei quasi cinquant’anni di storia del Gruppo, marcata da personaggi come Virgilio Luschi, modellista storico del Cantiere Orlando, o Luciano Collecchi, aggiustatore della Spica era la sua qualifica, entrambi grandi artisti, altrimenti destinato alle minacce dell’erosione del tempo”.

In questi giorni di StraBorgo, la piccola ma affascinante sede del Gruppo, al numero 48 di Borgo Cappuccini, è aperta alle visite del pubblico. Qui i visitatori possono ammirare modelli di straordinario pregio: dal transatlantico Michelangelo alla motovedetta Gregoretti, autentico pezzo di memoria collettiva per molti livornesi, fino alla nave scuola Palinuro, il cui modello è stato donato alla sede dello Stato Maggiore della Marina a Roma.

Sugli scaffali trovano posto centinaia di libri e disegni che raccontano la storia della navigazione, dalle origini greche e fenicie fino ai giorni nostri. A colpire maggiormente è però la cura quasi maniacale nella conservazione di singoli elementi, spesso ormai introvabili in commercio, indispensabili per realizzare modelli perfettamente coerenti con i progetti originali, ricercati in tutto il mondo e studiati nel loro preciso contesto storico.

Al centro della stanza di lavoro attira l’attenzione uno scafo ancora in costruzione.

“Stiamo lavorando al Palestro – racconta Forgiarini – la nave protagonista della battaglia di Lissa, nelle acque adriatiche dell’attuale Croazia, che nel 1866 segnò la disfatta della Marina reale sabauda nella Terza guerra d’Indipendenza. Il comandante della Palestro era Alfredo Cappellini, nato a Livorno 38 anni prima, che scelse di restare a bordo con quasi tutto l’equipaggio mentre la nave affondava sotto i colpi degli austriaci”.

Una volta completato, il modello sarà donato proprio all’Istituto Nautico Cappellini e potrebbe diventare uno dei pezzi simbolo di un altro importante progetto annunciato dalla vicepreside.

“Sì – conferma la professoressa Bernini – il collegio dei docenti ha recentemente approvato il progetto del Museo del Mare, da allestire nei locali della scuola per ricostruire la memoria storica dell’Istituto e della Marineria, a disposizione dei nostri ragazzi, oltre 500, in pieno recupero dopo gli effetti dispersivi del Covid, con due classi in più il prossimo anno”.

Un motivo di orgoglio per la città. Perché l’ambizione di una Livorno capitale del mare passa soprattutto dalla capacità di coniugare memoria, studio e lavoro.

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