Coesione, le Province da Bruxelles: “Le risorse tornino ai territori”
Al summit “Bringing Cohesion Closer” di Bruxelles, gli enti di area vasta chiedono un ruolo più forte nella gestione delle risorse europee. A rappresentare l’Italia al tavolo europeo la presidente della Provincia di Livorno Sandra Scarpellini con il presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci, il vicepresidente di Partenalia e consigliere provinciale lucchese Luca Menesini
Il Comitato Europeo delle Regioni ha ospitato il 10 giugno, nella sua sede di Bruxelles, il summit europeo “Bringing Cohesion Closer”, l’appuntamento promosso da Partenalia, che ha riunito i rappresentanti delle autorità intermedie locali, provenienti da diversi paesi europei, per confrontarsi sul futuro della politica di coesione e sul ruolo strategico delle Province e degli enti di area vasta nello sviluppo dei territori. Il dibattito tra amministratori locali ha messo al centro la richiesta di rafforzare il ruolo delle Province e delle autorità intermedie come snodo essenziale tra istituzioni europee, Stati e comunità locali. Una posizione che si traduce in una critica esplicita all’attuale impostazione dei flussi decisionali e di spesa: troppo spesso, è stato ribadito, le risorse vengono concentrate ai livelli centrali, allontanandosi dai territori che quelle politiche dovrebbero invece riceverle e attuarle. A rappresentare l’Italia al tavolo europeo la presidente della Provincia di Livorno Sandra Scarpellini con il presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci, il vicepresidente di Partenalia e consigliere provinciale lucchese Luca Menesini, che hanno riportato a Bruxelles una posizione unitaria degli enti di area vasta. “Il progetto della Commissione Europea di centralizzare la gestione dei fondi di coesione, assegnandoli direttamente agli Stati membri anziché alle Regioni e agli Enti locali trova le Province del tutto contrarie”, ha dichiarato la presidente della Provincia Sandra Scarpellini, intervenuta a Bruxelles. “Abbiamo rappresentato con forza al Comitato delle Regioni, la nostra opposizione, chiedendo invece di valorizzare il ruolo degli enti intermedi nel partenariato europeo, perché possano esercitare il loro ruolo naturale e strategico di abbattimento delle diseguaglianze tra centri e periferie”.
Secondo quanto emerso nel dibattito europeo, e in linea con le analisi della Corte dei conti sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, i livelli istituzionali più vicini ai territori – Province e Comuni – hanno dimostrato, in molti casi, maggiore capacità operativa e velocità nell’attuazione degli interventi rispetto alle amministrazioni centrali. “Le Province non chiedono nuovi spazi per rivendicazione istituzionale – ha sottolineato Scarpellini – ma per efficacia amministrativa. Siamo enti che garantiscono equilibrio e perequazione territoriale, capaci di trasformare risorse in servizi concreti. Il punto non è sommare esigenze, ma governarle per ridurre le disuguaglianze. Se vogliamo davvero tenere insieme il Paese e l’Europa, dobbiamo rafforzare chi lavora ogni giorno nei territori, non indebolirlo”. Un tema che si lega direttamente anche alla capacità di utilizzo dei fondi pubblici e alle criticità nella gestione dei grandi programmi di investimento. “In Europa si sta consolidando un rischio evidente, quello di un progressivo accentramento delle decisioni e delle risorse”, ha dichiarato Menesini. “Le Province sono invece il livello che tiene insieme Regioni, Stato e territori, e che soprattutto intercetta i bisogni reali dei cittadini, a partire dai piccoli Comuni e dalle aree interne. La coesione non si costruisce allontanando le scelte dai territori, ma portandole più vicino possibile alle comunità”.
Sulla stessa linea anche Pierucci, che ha rilanciato un’impostazione politica netta sul rapporto tra livelli istituzionali. “Dai territori arriva un messaggio chiaro, basta modelli eccessivamente centralizzati – ha affermato –. Le Province e i Comuni sono i soggetti che conoscono direttamente i bisogni delle comunità e che dimostrano, nei fatti, di saper utilizzare al meglio le risorse disponibili. La vera sfida della coesione europea è riportare i fondi dove servono e per ciò per cui sono stati pensati. Non possiamo accettare un sistema che allontana le decisioni dai cittadini. Da Bruxelles ribadiamo con forza che siamo pronti a questa sfida e che le Province devono essere pienamente coinvolte nella programmazione e nell’attuazione delle politiche europee”. Dal summit emerge così una linea politica condivisa, la coesione non può diventare sinonimo di accentramento, ma deve tornare ad essere uno strumento di equilibrio territoriale. Una sfida che attraversa l’Europa e che, per gli amministratori presenti a Bruxelles, riguarda direttamente il futuro dei territori: servizi, infrastrutture, sanità, sviluppo e tenuta delle aree interne. Il messaggio finale è politico e non mediato, senza un ruolo forte delle Province e delle amministrazioni locali, la coesione rischia di perdere la sua funzione originaria. E con essa, il legame tra Europa e cittadini.
Riproduzione riservata ©
Cerchi visibilità? QuiLivorno.it mette a disposizione una visibilità di oltre 90mila utenti giornalieri: 78.000 su Fb, 15.500 su Ig e 4.700 su X. Richiedi il pacchetto banner e/o articolo redazionale a [email protected] oppure attraverso questo link per avere un preventivo
QuiLivorno.it ha aperto il 12 dicembre 2023 il canale Whatsapp e invita tutti i lettori ad iscriversi. Per l’iscrizione, gratuita, cliccate il seguente link https://whatsapp.com/channel/0029VaGUEMGK0IBjAhIyK12R e attivare la “campanella” per ricevere le notifiche di invio articoli. Ricordiamo, infine, che potete continuare a seguirci sui nostri social Fb, Instagram e X.