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Le Sughere, apre il nuovo padiglione C e chiude il Transito

Venerdì 7 Agosto 2026 — 16:20

Ufficializzata la consegna della nuova sezione del carcere livornese, che ospita già 159 detenuti nonostante una capienza stimata di 134. Raspanti e il garante Solimano: "Condizioni migliori rispetto al passato, ma servono risposte su personale, spazi e impatto dell'ampliamento"

di Martina Romeo

La situazione in cui attualmente riversa la casa circondariale “Le Sughere” continua ad essere uno dei punti centrali dell’Amministrazione Comunale livornese. La mattina di venerdì 7 agosto, infatti, nel corso di una conferenza tenutasi nella Sala Giunta di Palazzo Comunale, l’assessore alle Politiche Sociali Andrea Raspanti e Marco Solimano, garante dei detenuti del Comune di Livorno, hanno ufficializzato l’apertura del nuovo padiglione 6 e la chiusura del padiglione Transito.

“Finalmente siamo arrivati alla consegna e all’utilizzo di uno dei nuovi padiglioni che aspettavamo da anni. – apre la conferenza Raspanti – L’iter è stato travagliato e con diversi problemi che hanno rallentato questo momento ma, grazie anche a esigenze esterne dalla casa circondariale di Livorno, come l’accoglienza dei detenuti da Sollicciano, c’è stata una brusca accelerazione del processo”.

Una consegna che viene accolta come un segnale positivo, soprattutto, come sottolineato dallo stesso assessore, dopo le varie segnalazioni riguardo alle condizioni in cui riversavano alcune sezioni storiche della media sicurezza. “Ad oggi i locali, per quanto ancora problematici, sono più adeguati rispetto i precedenti e, finalmente, siamo riusciti a chiudere il Transito. Un qualcosa che chiedevamo da anni”.

“Il 24 luglio è una data importante per la casa circondariale di Livorno. – continua Solimano – È la data di chiusura della sezione Transito. L’ultima sezione che ospitava detenuti di media sicurezza e che versava in gravi condizioni”.
Dal 27 è poi cominciato l’esodo dei detenuti di Sollicciano, precedentemente ospitati nelle sette sezioni sottoposte a sequestro giudiziario dalla Procura di Firenze a causa delle scarse condizioni igienico-sanitarie. Molto simili a quelle presenti nella casa circondariale labronica. “Il 24 luglio, dalla mattina alla notte, – ha specificato il garante – è stato effettuato lo spostamento dei detenuti dalla sezione di Transito in due raggi del nuovo padiglione C, mentre dal lunedì seguente sono cominciati i trasferimenti da Sollicciano, conclusi questa mattina con l’arrivo degli ultimi tre detenuti”.

La capienza stimata della nuova sezione carceraria è di 134 detenuti, con 2 e/o 3 persone nelle celle più grandi. Attualmente, il numero complessivo dei detenuti ospitati nel nuovo padiglione è di 159, in possibile aumento (80 già precedentemente detenuti a Livorno e 79 da Sollicciano). Numeri che mettono in evidenza l’ancora evidente criticità legata al sovraffollamento nelle carceri. “Per garantire l’accoglienza di un maggior numero di detenuti, vista la situazione, gli stessi sono stati collocati soprattutto in celle di 17 e 18mq a gruppi di 4. – aggiunge Solimano – Ciò significa che la situazione, pur essendo migliorata con, tra le altre cose, nove docce in cella e una netta separazione tra gli spazi servizi e quelli di vita, è ancora impegnativa. Soprattutto in questa situazione atmosferica”.

Più nel dettaglio il nuovo padiglione, chiamato “padiglione C”, è articolato in due piani, ciascuno dei quali ha due raggi distinti: al primo piano sono collocati i detenuti arrivati da Sollicciano, a regime chiuso (con celle chiuse al di là dei momenti di socialità, aria o di campo sportivo); nel secondo, invece, sezione terza e quarta, sono collocati coloro che erano ospitati nella sezione Transito, a regime aperto (i detenuti possono uscire per un tempo limitato dalla cella).

Diverse, citate durante la conferenza, sono le questioni ancora da sistemare dal punto di vista tecnico. Attualmente, in tutta la casa circondariale sono ospitate 312 persone. In dettaglio: 128 in alta sicurezza, di cui 4 nuovi giunti, 21 tra semiliberi e Articolo 21 (detenuti ammessi a lavoro esterno) e 159 in media sicurezza. Ma, oltre al numero eccessivo di persone presenti all’interno delle celle, importante riferimento è stato fatto anche alla mancanza di adeguati spazi trattamentali, luoghi dove poter svolgere attività di laboratorio finalizzate all’inserimento dei detenuti nella società, al tema della sicurezza collettiva post-detenzione, alle gravi condizioni di criticità degli operatori sanitari all’interno del carcere e alla mancanza di personale nell’ufficio di sorveglianza.

“Questa era una situazione immaginabile, – tiene a sottolineare Raspanti – ragion per cui l’Amministrazione Comunale, negli anni, ha scritto varie lettere al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Provveditorato Regionale, chiedendo incontri e istituzione di tavoli permanenti mirati all’analisi dell’impatto che un possibile ampliamento di questo tipo avrebbe avuto nel nostro territorio. Lettere che, però, non hanno mai ricevuto risposta”.

Entro la fine dell’anno, inoltre, è prevista l’apertura del padiglione D, con un conseguente incremento dell’utenza fino a 500 (o più) detenuti. Il medesimo numero che la casa circondariale di Livorno aveva prima del 2011.

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