Premio Rotonda Città di Livorno, torna la grande arte alla Rotonda nel segno dell'”Oltre”
Venerdì 21 agosto l'inaugurazione della storica rassegna nata nel 1953 da Mario Borgiotti. Sono 172 gli artisti che hanno risposto alla Open Call, 47 under 40: selezionate 60 opere tra pittura, grafica, scultura, installazione e fotografia. Spazio anche ai giovani dei Licei Artistici toscani e a una mostra dedicata a Voltolino Fontani
Venerdì 21 agosto alle ore 18 si inaugura il Premio Rotonda CittàdiLivorno, storica rassegna d’arte a premi nata nel 1953 da un’idea del collezionista e pittore Mario Borgiotti con i sodali Nedo Luschi e Renzo Casali. L’edizione 2026 ha aperto a luglio le porte con l’annuale Open Call, invitando artisti di ogni nazionalità a prendere parte alla sua storia pluridecennale, con l’obiettivo di avere spazio, visibilità e voce, nonché di ampliare la propria rete di contatti professionali. Alla Call hanno risposto in totale 172 artisti da ogni regione d’Italia, dei quali 47 under 40. La Giuria di questa edizione, presieduta dall’artista Enrico Bertelli e composta dalla fotografa Antonella Monzoni e dalla giornalista d’arte Federica Schneck, ha operato una selezione rigorosa che ha portato alla scelta di 60 opere finaliste di pittura, grafica, scultura, installazione e fotografia. Il corpus dei selezionati offre uno spaccato significativo dei linguaggi artistici attuali, tra tradizione e sperimentazione contemporanea. Il tema ispiratore scelto per questa edizione è “Oltre“: un invito a esplorare dimensioni, ambiti e metodi posti al di là del consueto e degli stereotipi. Novità di questa edizione è la chiamata a studentesse e studenti dei Licei Artistici toscani: sono 6 i selezionati che esporranno. Un’iniziativa che conferma il Premio Rotonda come piattaforma inclusiva e dinamica, capace di mettere a confronto generazioni diverse in un dialogo visivo che unisce l’entusiasmo di talenti giovanissimi, la sperimentazione della ricerca degli artisti emergenti e la solidità dei maestri dalla carriera già consolidata. Durante la manifestazione, dal 21 al 30 agosto nel boschetto della Rotonda d’Ardenza, si svolgeranno talk condotti dai giurati, nei quali protagonisti saranno esperti e artisti che espongono al Premio.
Il programma dei talk:
26 agosto, ore 18: “L’arte è inutile?” con Enrico Bertelli.
27 agosto, ore 18: “Emergenti o sommersi? Il paradosso di fare arte nel XXI secolo” con Federica Schneck.
28 agosto, ore 18: “Fotografia. Visto si stampi!” con Antonella Monzoni.
Il programma della manifestazione prevede la tradizionale estemporanea, inaugurata da Mario Borgiotti nel 1953. Aperta a tutti gli artisti previa iscrizione online sul sito della Fondazione fino alla mezzanotte di domenica 23 agosto, l’estemporanea si svolgerà nella giornata conclusiva di sabato 29 agosto dalle ore 9 alle 16.
La premiazione delle opere vincitrici dell’estemporanea e dell’esposizione avrà luogo presso la Rotonda Carlo Azeglio Ciampi sabato 29 agosto alle 18, alla presenza della Giuria, delle Autorità del Comune di Livorno, dell’Organizzazione, degli artisti partecipanti e del pubblico. Questi i Premi, salvo ulteriori riconoscimenti in itinere: 2.500 euro per il 1° Premio assoluto, 1.500 euro per il 2° classificato, 500 euro per il 3° classificato, 300 euro per il Premio allievi Licei Artistici, 700 euro per il Premio Estemporanea e il Premio Project Room per l’allestimento di una mostra personale a Villa Trossi. Infine, domenica 30 agosto, saluteremo questa edizione con il Contro Rotonda, una “giornata partecipativa” aperta a tutte e tutti coloro che vorranno esporre le proprie opere e creazioni artistiche sotto gli alberi della Rotonda, senza alcuna selezione né iscrizione. Il Premio Rotonda sarà visitabile alla Rotonda Carlo Azeglio Ciampi dal 21 al 30 agosto, tutti i giorni dalle 11 alle 23. L’inaugurazione è in programma venerdì 21 agosto alle 18, mentre la premiazione si terrà sabato 29 agosto alle 18. Ad arricchire il programma del Premio Rotonda 2026 si colloca come evento collaterale la mostra “Voltolino Fontani. Un viaggio nella sua formazione estetica verso l’Eaismo“, dedicata a un indimenticato maestro del Novecento livornese, nel cinquantenario della sua scomparsa. Allestita a Villa Trossi dal 21 agosto al 6 settembre, la mostra, curata da Michele Pierleoni, offre un’accurata retrospettiva sulla produzione giovanile del maestro livornese, mettendola per la prima volta in correlazione con il panorama artistico e i fermenti culturali del suo tempo. Accanto alle opere di Fontani, la mostra accoglie infatti una preziosa selezione di lavori di grandi artisti d’ambito simbolista, espressionista, futurista e del “Novecento Italiano”, tra i quali Arnold Böcklin, Benedetta Cappa Marinetti, Beppe Guzzi, Lando Landozzi, Umberto Prencipe, Gastone Razzaguta, Ghigo Tommasi e Lorenzo Viani. Un viaggio visivo straordinario che celebra anche il profondo e indissolubile legame umano e professionale che ha unito Fontani a Villa Trossi. Direttore dei corsi d’arte e stimato docente di Disegno e Pittura dall’ottobre del 1966 fino alla sua prematura scomparsa nel 1976, Fontani ha lasciato all’interno delle sale di pittura un’eredità artistica straordinaria di cui molti sono testimoni. Oggi la Fondazione rinnova quotidianamente questo mandato aprendosi ai licei artistici del territorio e sostenendo le nuove generazioni di artisti attraverso numerosi progetti formativi ed espositivi.
Le artiste e gli artisti – Laura Antonelli, Melissa Arena, Paolo Bargelli, Serena Becagli, Selene Bertagnini, Natalia Boncioli, Alessandro Calandrino, Fabio Capaccioli, Marta Caproni, Emanuela Casagrande, Massimo Casalini, Chiara Ceccarelli, Claudia Clerici, Luna Colombini, Francesco Dabbicco, Asya Dell’Omodarme, Adolfo Di Zenzo, Lorenzo Dominici, Serafino Fasulo, Emilia Ferrara, Silvia Gelli, Fabrizio Giorgi, Matteo Giuntini, Leonardo Glauso, Igor Grigoletto, Giacomo Guerrieri, Chiara Innocenti, Julietboom, Marco Labruzzo, Lori Lako, Serena Larosa, Cristiana Locci, Francesca Lombardi, Andrea Luschi, Beatrice Malescusi, Valerio Michelucci, Valentina Morini, Laura Nardi, Chiara Nicolosi, Juan Eugenio Ochoa, Matteo Pannocchia, Valeria Pardini, Jacopo Petrizzo, Mauro Pinotti, Paola Rizzi, Andrea Rossi, Annalisa Savarese, Giulia Scala, Doriana Terramoccia, Anna Vavalle, Enza Viceconte, Aurora Villa, Tommaso Zagni, Raul Zappella, Aurora Andreini, Sara Filiberto, Alessia Garzelli, Edoardo Re, Sonia Salvatici, Mauro Santucci.
Angie De Santi Simonini, presidente della Fondazione Trossi-Uberti – “La call è stata molto partecipata: abbiamo ricevuto 172 candidature e la giuria ha selezionato 60 opere tra pittura, grafica, scultura, installazione e fotografia. Una delle principali novità di questa edizione è l’apertura ai licei artistici toscani, che ci ha permesso di inserire sei opere realizzate da studenti”.
“Mettere a confronto diverse generazioni di artisti e porre un focus sui giovanissimi è per noi particolarmente importante. Il nostro Cda è molto orgoglioso di questa apertura all’arte giovane e alla didattica dell’arte, perché va ad assolvere quella che è la mission primaria della Fondazione: la formazione dei giovani artisti”.
“Con le sezioni Spin Off e Under 18 abbiamo creato una sorta di zona pre-premio che ci ha consentito di entrare in contatto con i giovanissimi e, soprattutto, di dare loro una spinta motivazionale concreta. Vogliamo far capire che l’arte non è soltanto un compito da svolgere durante le ore di lezione, ma può diventare un vero progetto di vita e un percorso espressivo da approfondire”.
“Il rapporto tra tradizione e nuove generazioni trova un’ulteriore espressione nella mostra dedicata a Voltolino Fontani. È un ponte ideale tra l’eredità artistica che ci ha lasciato e la missione della Fondazione, che è proprio quella di formare i giovani artisti”.
“Il Premio Rotonda non sarà soltanto esposizione e competizione, ma anche un momento di confronto attraverso i talk dei giurati. Crediamo che creare occasioni di dialogo sull’arte sia parte integrante del nostro lavoro”.
Il presidente di giuria Enrico Bertelli – “Sono rimasto colpito dalla larga partecipazione e soprattutto dal fatto che non sia arrivata soltanto dall’area livornese, ma da un territorio molto più ampio. È una buona notizia per l’appetibilità del Premio Rotonda”.
“Abbiamo scelto di orientarci soprattutto sull’originalità e sulla personalità degli artisti, cercando di premiare chi dimostrava una certa autonomia di pensiero e non era semplicemente incanalato in determinate formule. La tecnica è importante, ma è al servizio della creatività. Ci siamo trovati molto spesso d’accordo sulle scelte e siamo arrivati alla selezione in maniera piuttosto unanime. Naturalmente dispiace per chi è rimasto fuori, ma una selezione comporta inevitabilmente anche delle esclusioni. Adesso arriverà il compito forse più difficile: scegliere il vincitore. Per farlo sarà fondamentale vedere le opere dal vivo, perché quando si parla di pittura, scultura o installazione, il computer non può restituire completamente i materiali, le dimensioni e lo spazio dell’opera”.
“Sono contento di aver partecipato a questa iniziativa anche perché sono livornese. Non vivo più a Livorno da molti anni, ma questo Premio rappresenta per me un bel ritorno alle origini”.
Veronica Carpita direttrice della Fondazione Trossi-Uberti – “Quest’anno abbiamo voluto aggiungere alcuni elementi nuovi, a partire dall’inaugurazione serale a Villa Trossi-Uberti. Alle 21.30 ci trasferiremo dalla Rotonda alla Villa per inaugurare la mostra dedicata a Voltolino Fontani in notturna. Il 29 agosto tornerà l’estemporanea, l’evento con cui è nato il Premio Rotonda: sarà interessante vedere artisti e artiste lavorare dal vivo, utilizzando le tecniche più diverse. Alle 18 ci sarà poi la premiazione, con i vari riconoscimenti e un importante montepremi. Quest’anno teniamo molto anche al premio Project Room, che permetterà a un artista di sviluppare un progetto inedito all’interno di Villa Trossi-Uberti durante i mesi estivi. È un modo per trasformare il premio in un’occasione concreta di crescita e di produzione artistica. Controrotonda deve essere soprattutto una festa aperta a tutti. Si potrà partecipare senza preavviso, iscrizione o selezione, esponendo le proprie creazioni e dando spazio alla propria creatività e artigianalità. Negli ultimi anni abbiamo visto nascere a Rotonda anche delle vere e proprie sinergie: arrivano talent scout, vengono acquistate opere e sono nate mostre che poi si sono sviluppate nei mesi successivi anche fuori dalla Rotonda. È un ciclo virtuoso tra artisti, operatori e realtà culturali che pian piano aiuta tutti a crescere”.
Michele Pierleoni, curatore della mostra su Voltolino Fontani – “Prosegue con questa mostra il percorso della Fondazione Trossi-Uberti dedicato ai maestri che hanno insegnato all’interno della Fondazione. Dopo Cocchia, ricordato nel centenario della nascita, quest’anno celebriamo Voltolino Fontani nel cinquantenario della morte. Abbiamo scelto di concentrarci prevalentemente sulle opere giovanili, realizzate quando Fontani aveva 17, 18 e 19 anni, partendo dall’osservazione del catalogo del 1938, quando espose agli Uffizi all’interno della Decima Sindacale Toscana. In mostra troveremo molta grafica, perché all’inizio della sua attività Fontani si dedicò molto a questa forma espressiva. Attraverso le opere giovanili vogliamo raccontare non soltanto l’artista, ma anche l’ambiente culturale e artistico che si respirava a Livorno nel Novecento. Accanto alle opere di Fontani ci saranno confronti con altri autori che il giovane artista ebbe modo di osservare nelle mostre della Bottega d’Arte. Sarà quindi possibile immergersi in una rete di riferimenti che ci permette di leggere il percorso di Fontani all’interno di un contesto culturale più ampio. La mostra vuole farci conoscere Voltolino Fontani soprattutto nel suo periodo giovanile, ma anche farci capire quali fossero le esperienze culturali e artistiche che si respiravano in questa città. È un modo per leggere il Novecento italiano attraverso lo sguardo di Livorno”.
Michael Rotondi, membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Trossi-Uberti – “Mi premeva da tempo avviare gli studenti del liceo artistico all’idea che fare arte non significa soltanto svolgere un compito a scuola, ma può diventare una materia espressiva, un progetto da sviluppare e poi portare anche oltre le mura dell’istituto. Con le sezioni Spin Off e Under 18 abbiamo voluto coinvolgere sia i ragazzi più grandi, del quarto e quinto anno, sia i più giovani del biennio. Insegnando da diversi anni al liceo artistico, mi sono reso conto che a volte proprio gli studenti più giovani hanno delle intuizioni straordinarie, delle vere e proprie scintille creative. Ci sono lavori che, anche se realizzati da ragazzi di 15 o 16 anni, potrebbero tranquillamente essere esposti in una galleria, in una Project Room o persino in un museo. Non è che, siccome ho 15 anni, non posso realizzare un bel lavoro. La storia dell’arte ci insegna che molti artisti hanno iniziato giovanissimi. Con questa idea la Fondazione ha voluto creare un veicolo per sbloccare lo studente del liceo artistico, facendogli capire che quello che realizza non è soltanto un compito, ma può diventare un’opera d’arte e attraversare uno spazio diverso da quello della scuola. Da qui nasce la sezione dedicata ai licei artistici del Premio Rotonda. Per noi è importante anche il tema del collezionismo. Crediamo nella possibilità che tutti possano diventare piccoli collezionisti e che anche le opere dei giovani artisti possano trovare un pubblico e una casa. Un’opera d’arte non deve necessariamente costare duemila o tremila euro. Esistono lavori più accessibili e questo permette a tutti di avvicinarsi al collezionismo. Per un artista la cosa più bella non è soltanto guadagnare con la propria arte, ma vedere che il proprio lavoro entra nelle case delle persone e che la propria espressione riesce a parlare agli altri. Questa è un po’ la nostra idea”.
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