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Cavalleria rusticana, due serate davanti al Teatro Goldoni

Lunedì 17 Agosto 2026 — 12:34

Mercoledì 19 e giovedì 20 agosto il capolavoro di Mascagni andrà in scena davanti al Teatro Goldoni con due serate già sold out. Una nuova produzione tra tradizione, giovani talenti e inclusione, con la traduzione simultanea in LIS e il Coro delle Mani Bianche per la prima volta assoluta

Il Mascagni Festival 2026 celebra la sua anima più identitaria a Livorno con una nuova, attesissima produzione di Cavalleria rusticana nella piazza che si apre davanti allo storico Teatro Goldoni, luogo simbolico della cultura cittadina e naturale palcoscenico all’aperto: il capolavoro del compositore livornese, che rappresenta anche il titolo inaugurale anche della Stagione lirica 2026-27 della Fondazione Goldoni, andrà in scena mercoledì 19 e giovedì 20 agosto, alle ore 21.30, con una doppia rappresentazione che in prevendita ha registrato il sold out. “È un risultato che ci riempie di soddisfazione ma non ci stupisce – afferma il Direttore artistico del Mascagni Festival Marco Voleri – Cavalleria è un titolo abituale nei cartelloni internazionali che incontra il favore del pubblico di tutto il mondo. Deve questa sua fortuna all’immediatezza della musica, certo, ma soprattutto dalla necessità della sua forma teatrale: un dramma serrato, passioni assolute, una comunità che osserva, giudica ed esclude. È anche in forza di questi motivi che abbiamo proposto per questa edizione per la prima volta nella storia la presenza del Coro delle Mani Bianche e la traduzione simultanea in LIS (Lingua dei Segni Italiana). Un’opera che si fa così inclusiva e partecipata, capace di aprirsi a pubblici nuovi e di toccare corde profonde, nel rispetto dello spirito verista. Mascagni, infatti, trasformò una vicenda circoscritta in un archetipo universale, nel quale desiderio, tradimento, gelosia, colpa e violenza continuano a interrogare ogni epoca”. La première del 19 agosto avrà così la traduzione simultanea nella Lingua dei segni grazie alla preziosa collaborazione del Comitato Strabilianti di Livorno e dell’Ente Nazionale Sordi- sezione provinciale di Livorno: “Utilizzare la lingua dei segni rispetto ad un brano cantato – spiega la Direttrice del Coro Angelica Ditaranto – permette l’accessibilità alle persone non udenti: i segni, infatti, oltre a tradurre il testo, seguono l’andamento della linea melodica, la durata dei suoni, riproducono l’incisività ritmica o l’ampio respiro di una frase musicale. Questo permette di “ascoltare con gli occhi” e di immaginare la musica nelle sue infinite potenzialità espressive. Uno straordinario mezzo per superare barriere e convenzioni”. A firmare la regia è Emanuele Gamba, artista con una consolidata esperienza nelle principali istituzioni liriche e teatrali europee con produzioni capaci di mettere in scena il conflitto umano con chiarezza visiva e potenza emotiva: “Cavalleria rusticana è un compendio violento e delicatissimo del sentimento amoroso – afferma il regista, che al Goldoni ricopre anche l’incarico di Direttore artistico – con quest’opera si torna sempre all’inizio, a quell’archetipica geometria che governa le relazioni amorose. Qui il triangolo si complica trasformandosi in un quartetto: due donne e due uomini innamorati della persona “sbagliata”, si incontrano e scontrano fino al tragico epilogo in una Sicilia con tutto il suo caravaggesco alternarsi di luci che tagliano lo spazio come un coltello ferisce la carne. In questa produzione, il dramma esce dal Teatro per raccontarsi per la prima volta davanti alla sua elegante facciata in una messa in scena che si avvicina ad una concezione site specific con tutta la potenza di una nudità scenica che si riverbera nell’asciuttezza di un rito sacrificale”. La parte musicale vedrà impegnati sul podio dell’Orchestra del Teatro Goldoni “Massimo de Bernart”, due giovani e talentuosi direttori italiani: Enrico Fagone, figura in ascesa della scena internazionale, già applaudito in realtà come RAI di Torino, Regio di Parma e la London Symphony Orchestra e Marco Codamo, particolarmente attivo sia in campo lirico che sinfonico in importanti realtà teatrali e concertistiche. Con loro, una lettura musicale attenta e tesa, che rispetterà le radici del verismo e valorizzerà la forza emotiva dell’orchestra e dei solisti.

Il cast principale – con Valentina Boi (Santuzza), Amadi Lagha (Turiddu) e Devid Cecconi (Alfio) – sarà affiancato, nelle due serate, da giovani artisti selezionati tra i vincitori del Concorso “Voci Mascagnane” e della Mascagni Academy, in una dinamica di dialogo generazionale che è tratto distintivo del Festival; a loro si alterneranno così Zeynep Seray Özcan (Santuzza), Xu Chuanqui (Turiddu) e Daniele Terenzi (Alfio); in entrambe le recite il ruolo di Mamma Lucia sarà interpretato da Anastasia Egorova, mentre quello di Lola vedrà impegnate Elena Antonini e Rebecca Brusamonti. Coro del Teatro Goldoni, Maestro del coro Maurizio Preziosi; Coro di Voci Bianche del Teatro Goldoni e Coro di Voci Bianche “Bonamici”.

L’allestimento, a cura del Mascagni Festival e della Fondazione Teatro Goldoni, è pensato per coniugare qualità artistica, innovazione drammaturgica e accessibilità, grazie a una messinscena contemporanea, che si avvarrà delle scene della Fondazione Teatro Goldoni Livorno, che realizza anche i costumi con la Sartoria Teatrale Bianchi; Lighting Designer Michele Rombolini, Video mapping a cura di Arena di Geanina Sandu.

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