Finto carabiniere truffa una sessantenne e la rapina in casa: recuperati oro e contanti
La donna era stata convinta che i suoi gioielli fossero coinvolti in un'indagine su una rapina. Decisiva la rapidità della polizia: il sospettato è stato individuato poco dopo alla stazione, mentre la complice è stata rintracciata a Firenze con l'intera refurtiva
Una telefonata sul telefono di casa, la storia di una presunta rapina in gioielleria e la richiesta di mettere al sicuro oro e denaro. È così che una sessantenne residente nella zona Fabbricotti è finita nel mirino di una truffa studiata nei dettagli e culminata in una vera e propria rapina. L’episodio è avvenuto nella mattinata di ieri, 1° ottobre, intorno alle 10.10, quando alla Sala Operativa della Questura di Livorno è arrivata la segnalazione della truffa appena consumata.
Tutto era iniziato intorno alle 9.20, con una telefonata al telefono fisso dell’abitazione. Dall’altra parte della linea un uomo si è presentato come un maresciallo dei Carabinieri di La Spezia e ha raccontato alla donna una storia costruita per metterla in allarme: due cittadini stranieri, secondo il falso militare, avrebbero utilizzato un’auto intestata al padre defunto della sessantenne per commettere una rapina in una gioielleria. Per “escludere” i suoi gioielli dalle indagini, la donna avrebbe dovuto elencare, pesare e mettere sul tavolo tutto l’oro e il denaro contante presenti in casa.
La truffa è stata accompagnata da una forte pressione psicologica. Mentre la donna restava al telefono fisso con il presunto maresciallo, sul cellulare arrivava contemporaneamente una seconda chiamata, da un’utenza privata. Dall’altra parte le è stato ordinato di lasciare il telefonino sul tavolo senza interrompere la comunicazione, di restare sola in casa e di far allontanare anche la collaboratrice domestica che si trovava nell’abitazione.
Dopo circa dieci minuti, il piano è entrato nella fase decisiva. Al citofono si è presentato un uomo con un giacchetto blu, pantaloni scuri e un borsello nero. Per accreditarsi come appartenente alle forze dell’ordine ha mostrato rapidamente un telefono cellulare, come se fosse un tesserino di riconoscimento, quindi è entrato nell’abitazione dirigendosi direttamente verso il tavolo dove la donna, seguendo le istruzioni ricevute al telefono, aveva sistemato circa 34 grammi di monili in oro e 300 euro in contanti.
L’uomo ha afferrato oro e denaro e li ha infilati nel borsello. A quel punto la vittima ha capito di essere stata ingannata e ha tentato di trattenerlo afferrando la borsa. Il malvivente ha reagito spintonandola violentemente contro il muro, facendole rischiare di cadere a terra, quindi è riuscito a fuggire a piedi in direzione di via Mameli.
Le urla della donna hanno richiamato l’attenzione della collaboratrice domestica e di alcuni vicini, che hanno immediatamente chiamato il 112 NUE. La rapidità con cui la segnalazione è stata trasmessa alle pattuglie ha avuto un ruolo decisivo nelle ore successive.
Alle 10.45, appena 35 minuti dopo la truffa, gli agenti della Polizia Ferroviaria di Livorno hanno notato in piazza Dante, davanti alla stazione ferroviaria, un uomo che corrispondeva perfettamente alla descrizione fornita dalla vittima. Fermato per un controllo, ha fornito false generalità, risultate inesistenti nella banca dati S.D.I.
Proprio da quel controllo è emerso un elemento fondamentale per ricostruire la vicenda. L’uomo era stato infatti controllato il giorno precedente a Firenze insieme a una donna già nota per reati contro il patrimonio. Gli investigatori hanno così seguito quella pista e, attraverso la verifica dei biglietti ferroviari acquistati, il personale del Compartimento Polfer di Firenze è riuscito a risalire alla presunta complice.
La donna aveva appena acquistato un biglietto sulla tratta Livorno-Firenze e successivamente un altro da Firenze a Napoli. La Polizia Giudiziaria del Compartimento di Firenze l’ha quindi rintracciata e trovata ancora in possesso di tutta la refurtiva sottratta alla sessantenne livornese.
L’oro e i 300 euro sono stati recuperati integralmente e restituiti alla vittima. La donna è stata accompagnata negli uffici della Questura per formalizzare la querela e successivamente trasportata al Pronto Soccorso per le cure necessarie. Per le conseguenze dello stato di agitazione e per le contusioni riportate ha ricevuto una prognosi di pochi giorni.
L’uomo è stato arrestato per rapina impropria in concorso e accompagnato alla Casa Circondariale di Livorno, a disposizione della Procura della Repubblica. Nei suoi confronti è scattata anche una denuncia per false attestazioni a Pubblico Ufficiale.
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di prevenzione e contrasto alle truffe ai danni degli anziani disposto dal Questore di Livorno.
La Polizia di Stato rinnova l’invito a prestare la massima attenzione a chi telefona chiedendo denaro, oro o gioielli, anche quando si presenta come appartenente alle Forze dell’Ordine, avvocato o rappresentante di un Tribunale. Nessuna Forza di Polizia chiede mai denaro a domicilio. In caso di dubbio, l’indicazione è quella di interrompere immediatamente la telefonata e contattare il 112.
Resta infine una precisazione sul piano giudiziario: il procedimento penale non è ancora definito e le contestazioni dovranno essere ulteriormente verificate nell’eventuale giudizio. Solo una sentenza definitiva di condanna potrà stabilire la responsabilità penale dell’indagato.
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