Dalla lesione midollare al lavoro di autista: la rinascita di Victor
A raccontare questa storia alla redazione è Fabrizio Torsi, presidente pro tempore di In Associazione APS, attraverso una lettera nella quale ripercorre il cammino di Victor: dall’incidente stradale alla conquista della patente speciale, fino al contratto di lavoro come autista. Un esempio concreto di autonomia, inclusione e rinascita
È attraverso una lettera arrivata in redazione che Fabrizio Torsi, presidente pro tempore di In Associazione APS, ha scelto di raccontare la storia di Victor e, insieme alla sua, quella di una realtà del terzo settore che da oltre trent’anni lavora per trasformare la disabilità da condizione di dipendenza a possibilità di autonomia, lavoro e autodeterminazione.
In Associazione APS è la realtà che raccoglie l’eredità della storica Associazione Paraplegici Livorno, nata nel 1991 per volontà di quattro cittadini mielolesi: Giuseppe Vitiello, Danilo e Luciano Conterio, Giuseppe Bacci e lo stesso Fabrizio Torsi. Da allora sono passati molti anni, ma l’obiettivo è rimasto quello di offrire un’opportunità a chi, nella propria vita, si trova ad affrontare un evento invalidante.
Non soltanto la battaglia contro le barriere architettoniche, ma un percorso che comincia dal rientro a casa dopo l’ospedale e prosegue verso lo studio, il lavoro e la possibilità di realizzare un desiderio, andando oltre la propria condizione invalidante.
L’associazione ha avuto la possibilità di ottenere una sede operativa all’interno del presidio ospedaliero, grazie alla volontà della Regione Toscana e dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest. Da lì sono partiti progetti dedicati all’autonomia negli spostamenti. Perché, come scrive Torsi nella sua lettera, “non è semplice tornare a casa dopo una lesione midollare, un’emiplegia o un’amputazione degli arti”. È necessario ricostruire una quotidianità completamente nuova.
Da questa consapevolezza è nata anche la scelta di puntare sulla mobilità autonoma. Il primo risultato è stata la messa in strada di un’auto dotata di dispositivi di guida adattati, utilizzata per offrire un servizio di scuola guida finalizzato al conseguimento della patente B speciale. I volontari hanno iniziato così ad accompagnare gli associati verso un traguardo che rappresenta molto più di una semplice patente: la possibilità di tornare a muoversi e a decidere autonomamente della propria vita.
Oggi In Associazione APS può contare su 19 mezzi attrezzati per il trasporto e la guida autonoma. Ma per Torsi l’autonomia non può fermarsi alla possibilità di uscire di casa. C’è un’altra sfida fondamentale: il lavoro. Ed è proprio qui che la storia di Victor diventa un esempio concreto di inclusione.
Il 24 settembre 2013, a seguito di un incidente stradale, Victor riporta una lesione midollare. Le gambe si fermano. A casa lo aspettano la compagna e la loro figlia di appena tre mesi. Dopo sette mesi di ricovero fa ritorno a casa e, un anno più tardi, riesce a conquistare la patente grazie al servizio di scuola guida dell’associazione, con l’istruttore volontario Cesario. Dal 2014 Victor torna così a fare il papà a tempo pieno, utilizzando la propria auto adattata. Nel settembre 2015 arriva anche il matrimonio. Poi comincia la ricerca di un lavoro. Ed è proprio su questo terreno che In Associazione APS ha deciso di rompere gli schemi. Alle persone con disabilità, osserva Torsi, vengono spesso proposte posizioni lavorative considerate “statiche”. L’associazione ha invece scelto di offrire a Victor un vero contratto di lavoro come autista.
Un lavoro “attivo”, svolto al pari degli altri autisti. I mezzi dell’associazione, infatti, non sono soltanto adattati per il trasporto di persone fragili, ma anche per la guida autonoma, grazie a dispositivi come acceleratore e freno manuale. Così oggi Victor guida un van da nove posti, accompagnando persone con disabilità nei loro spostamenti. Una persona con mielolesione diventa quindi autista di un mezzo destinato anche al trasporto di persone con disabilità. Una scelta che, secondo Torsi, rappresenta una vera rivoluzione culturale.
“Abbattere il pregiudizio che a guidare un mezzo che trasporta soggetti con disabilità sia un autista con paraplegia a me pare una bella rivoluzione”, scrive il presidente nella lettera arrivata in redazione.
Ma dietro quel contratto c’è molto più di un posto di lavoro. C’è una storia di rinascita, iniziata dopo l’incidente e passata dall’Unità Spinale Unipolare di Careggi, dal lungo percorso di riabilitazione e dalla conquista, passo dopo passo, di una nuova normalità. E c’è anche un’immagine che, forse più di tutte, racconta il significato del percorso. Oggi Victor, mentre lavora alla guida del van attrezzato, può incontrare nei centri socio-educativi alcuni dei ragazzi con disabilità che accompagna e anche, come racconta Torsi, i suoi stessi soccorritori. “Una squadra di pronto intervento soccorre un ragazzo, il ragazzo passa da noi, il ragazzo rientra a pieni titoli nella società”, scrive Torsi. Quelle corse a sirene spiegate, in qualche modo, hanno trovato un senso. È questa, secondo il presidente di In Associazione APS, la forza delle organizzazioni di volontariato: creare un ponte capace di accompagnare una persona dal momento più difficile della propria vita fino al ritorno pieno nella società.
Un “life bridge”, come lo definisce Torsi nella sua lettera: un ponte sulla vita per tutti coloro che hanno il coraggio di andare oltre un evento traumatico.
E c’è infine un dettaglio che racchiude forse il senso più autentico dell’inclusione. Giulio, un ragazzo autistico che utilizza la navetta guidata da Victor, non fa distinzione se al volante ci sia un uomo o una donna, se abbia poca o molta melanina. Per lui è semplicemente il suo autista.
È questa la società verso cui In Associazione APS dice di voler continuare a lavorare: una società nella quale la disabilità non definisca una persona, ma sia soltanto una parte della sua storia.
“Così deve essere il life bridge, un ponte sulla vita per tutti coloro che hanno il coraggio di saper andare oltre un evento traumatico. Noi ci siamo”, conclude Torsi.
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