Livorno torna in tv con Tra le stelle, sei settimane di riprese
Primo ciak all'interno del Goldoni. La città si trasforma nuovamente in un set per una serie destinata a RaiPlay. Tra fiction, grandi registi e storie diventate cinema, il legame tra Livorno e il piccolo schermo ha già una lunga storia
Livorno torna sotto i riflettori per le riprese di “Tra le stelle”, titolo provvisorio della nuova serie televisiva destinata a RaiPlay. Il primo ciak della serie, prodotta da Alfea Cinematografica per RaiPlay, è previsto all’interno del Teatro Goldoni prima che la troupe si sposti in altre zone della città fino a metà novembre. Per Livorno non si tratta certo di un debutto. La città ha già conquistato spazio sul piccolo schermo, diventando protagonista di fiction Rai e Mediaset, oltre a prestare il proprio volto a numerose produzioni cinematografiche.
Da “Romanzo famigliare” a Vanessa Incontrada
Uno degli esempi più significativi è “Romanzo famigliare”, la serie diretta da Francesca Archibugi e trasmessa su Rai 1 nel gennaio 2018. Con Vittoria Puccini, Guido Caprino e Giancarlo Giannini, la fiction ha scelto Livorno come scenario centrale della storia, intrecciando vicende familiari, sentimenti e ritorni al passato. Le riprese avevano coinvolto luoghi simbolo come il quartiere Venezia, il lungomare, il porto e l’Accademia Navale, con la partecipazione anche di professionisti livornesi nella troupe. Più recentemente, nell’aprile 2025, è arrivata “Tutto quello che ho”, la miniserie Mediaset con Vanessa Incontrada e Marco Bonini, diretta da Monica Vullo e Riccardo Mosca. La storia di una madre alla ricerca della verità sulla scomparsa della figlia ha portato nelle case degli italiani scorci riconoscibilissimi della città: dalla Terrazza Mascagni al Mercato Centrale, passando per piazza della Repubblica, il quartiere Venezia e lo Scoglio della Regina, trasformato per l’occasione nel commissariato della fiction. Le riprese, realizzate tra maggio e giugno 2024, hanno coinvolto diverse zone urbane, facendo di Livorno una parte integrante della narrazione.
Una città che piace anche al cinema
Il rapporto con le telecamere, naturalmente, non si esaurisce con la televisione. Livorno vanta una lunga tradizione cinematografica, legata anche a registi che hanno saputo raccontarne l’identità popolare, il mare e le contraddizioni. Basta pensare a Paolo Virzì, che con “Ovosodo” (1997) ha trasformato quartieri, strade e atmosfere labroniche in materia narrativa, consegnando al cinema un ritratto indimenticabile della città. Sempre Virzì ha scelto Livorno per “La prima cosa bella” (2010), film che attraversa ricordi familiari e decenni di storia italiana, con immagini legate anche ai Bagni Pancaldi. Tra le altre produzioni che hanno coinvolto la città ci sono “Maschi contro femmine” di Fausto Brizzi, “I più grandi di tutti” di Carlo Virzì e “Cosa sarà” di Francesco Bruni, con Kim Rossi Stuart. Titoli diversi per genere e sensibilità, accomunati dalla capacità di utilizzare il territorio come qualcosa di più di un semplice fondale. C’è poi un capitolo storico da ricordare: “Le notti bianche” di Luchino Visconti, uscito nel 1957 con Marcello Mastroianni e Maria Schell. In questo caso, la Livorno dei canali fu ricostruita in studio, in un’ambientazione cinematografica ispirata all’atmosfera della città.
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