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Musica. Silvi, in uscita il 30 ottobre “Il peso del mondo” l’Ep d’esordio

Mercoledì 14 Ottobre 2026 — 16:31

Una chitarra, una voce, e il bisogno di stare dentro il presente senza smettere di guardarlo da lontano: esce venerdì 30 ottobre “Il peso del mondo”, l’EP d’esordio di SILVI, pubblicato da NOS Records

Una chitarra, una voce, e il bisogno di stare dentro il presente senza smettere di guardarlo da lontano: esce venerdì 30 ottobre “Il peso del mondo”, l’EP d’esordio di SILVI, pubblicato da NOS Records.

SILVI è il progetto cantautorale di Federico Silvi, chitarrista e compositore livornese classe 1976, da sempre immerso negli ambienti alternative rock e oggi attivo con The Jackie O’s Farm, The Candydates e I Denti di Cane. Un nuovo capitolo che nasce dall’incontro con Daniele Catalucci, produttore, bassista e compositore, già al lavoro con Virginiana Miller e Duncan Tucano. Insieme hanno cercato di isolare e dare forma a un filone di canzoni, scelte tra le molte, accomunate da un ampio respiro e da un mood intimo e riflessivo. Testi che affrontano tematiche esistenziali, ma anche di analisi e critica sociopolitica: è soprattutto quest’ultima la spinta alla base di questa nuova fase espressiva. Anche il suono segue una precisa direzione: togliere, invece di aggiungere. Pochi elementi bastano a costruire un paesaggio diretto, scarno, intimo. Una musica che non ha bisogno di ornamenti e che trova nella sottrazione la propria forza.

“Il peso del mondo” nasce dalla necessità di osservare il presente senza accettarne passivamente la narrazione. Viviamo immersi in un flusso continuo di immagini, notifiche e informazioni trasformate in consumo istantaneo. Tutto arriva velocemente, mentre rischiamo di perdere proprio ciò che sta dietro al rumore: la complessità del mondo, le sue contraddizioni, le culture, le ingiustizie e le infinite possibilità che convivono nello stesso spazio. Come si abita un mondo che non offre risposte definitive? Per SILVI, l’esistenza rimane insieme meravigliosa e indecifrabile: senza verità assolute, ma capace di generare memoria, desiderio, paura e amore. Il peso del mondo non si può evitare. Si può però scegliere come portarlo.

Da qui lo sguardo si sposta sulla dimensione politica e sociale: le guerre, gli interessi economici, i rapporti di potere e la continua riscrittura di ciò che chiamiamo bene e male. Le categorie diventano instabili quando a definirle sono gli interessi delle nazioni e gli equilibri di forza. Ma personale e collettivo, nel mondo di SILVI, non sono mai davvero separati: le stesse paure, gli stessi desideri e gli stessi sentimenti attraversano entrambi. E poi c’è Livorno, matrice culturale e sentimentale del progetto. Una città popolare, irregolare, multietnica, ironica e orgogliosamente libera. Un luogo che, come la musica di SILVI, dice molto con poco.

“Il peso del mondo” è un lavoro sulla misura delle cose. Sul tentativo di non farsi schiacciare dalla complessità senza smettere di guardarla negli occhi. Un EP che tiene insieme la rabbia e la tenerezza, la paura della perdita e la necessità ostinata di continuare a vivere, la terra e il mare.

TRACKLIST

  1. Più grande
  2. Il peso del mondo (focus track)
  3. La mia città
  4. Arabica feat Daniele Catalucci
  5. Il bene ed il male
  6. Il miele e il fuoco

SILVI RACCONTA L’EP TRACCIA PER TRACCIA

  1. Più grande

La canzone è nata da subito, musica e testo insieme: le note larghe e staccate dell’idea iniziale di chitarra hanno suggerito il testo. Il tema, guidato da un’atmosfera eterea e riflessiva, è andato allargandosi come il punto di osservazione di un ipotetico satellite che guarda la Terra dall’alto. “Il mondo è più grande di ciò che vediamo, il mondo non sta dentro un palmo di mano…”. Il mondo e le sue vicissitudini ci vengono sempre più riassunti in micropillole da buttare giù compulsivamente, mentre scrolliamo un cellulare. Questo ci allontana dalla reale comprensione della vastità del pianeta, degli spazi immensi che lo caratterizzano e delle innumerevoli culture che lo popolano, rendendoci spettatori spesso inermi di un’unica narrazione, del punto di vista di chi si erge sopra tutto e tutti e vorrebbe un mondo monocolore.

  1. Il peso del mondo

Il testo è di chiara matrice esistenziale. La vita stessa ci ha catapultati in un mondo meraviglioso ma completamente privo di verità assolute, “sotto un sole che non ha mai avuto parole…”. A noi il compito di portare questo peso sulle spalle, prigionieri ma liberi di sperimentarci con questa bellissima e criptica cosa che è l’esistenza. “Negli occhi restano ricordi, guidati da stagioni, che non danno mai le giuste spiegazioni… vivi, anche se non sai perché”.

  1. La mia città

Una dedica alla mia città, Livorno, nata da una risposta che mi venne spontaneo dare all’arrivo a La Skaletta di Spezia, a Federica, la gestrice, per una data con I DENTI DI CANE. Alla domanda “Che si dice a Livorno?”, risposi: “A Livorno si aspetta l’estate…”. Questa frase, che è una grande verità di una città con un viscerale legame con il mare e la sua costa, ha messo in moto la volontà di raccontarla. Ho cercato così di tradurre in parole questo calderone piratesco, multietnico, scanzonato e fieramente antifascista (sperando duri, di questi tempi) che è Livorno, città che, nonostante i suoi limiti, spesso riconducibili alla provincia, amo alla follia.

  1. Arabica feat Daniele Catalucci
    Questa è l’unica traccia strumentale dell’EP e rappresenta un aspetto musicale che, da chitarrista, per me è fondamentale. Suono questo strumento infatti perché riesce a esprimere tutto il carico emotivo che mi porto dentro, dando vita a trame strumentali come questa. L’input alla base dell’arpeggio è figlio di giorni in cui mio padre non stava per niente bene, una condizione per fortuna poi superata, ma che in quei giorni sapeva molto di una fine prossima… A completare il magone del periodo, la tragica e disperata situazione della popolazione palestinese, acuitasi negli ultimi anni… La canzone infatti prende il nome di “Arabica”. La partecipazione di Daniele Catalucci al basso mi ha riportato poi ai lontani giorni in cui, molto giovani, intrecciavamo i rispettivi strumenti, costruendo le basi delle nostre formazioni musicali.
  2. Il bene ed il male

Questa canzone rappresenta il focus di questa nuova ripartenza cantautorale. La necessità è stata quella di parlare e reagire a tutto ciò che la nefasta politica mondiale degli ultimi anni ci sta buttando addosso. Il concetto di bene e male viene analizzato nella sua arbitrarietà di collocazione: si sposta in base agli interessi economici e di potere delle singole nazioni neocoloniali. Le parole altisonanti riversate sulla folla dai media coprono così, ipocritamente, le grida delle popolazioni che hanno la sola colpa di essere nate nel posto sbagliato, in un clima dove le destre mostrano senza ritegno la loro faccia diabolica e dove chi è povero diventa il nemico numero uno della società.

  1. Il miele e il fuoco
    Questa è una canzone d’amore. Amore per ciò che è, per me, la donna. La contemplazione e la gratitudine per quello che questo universo ha sempre rappresentato. Ma anche la necessità di parlare della violenza di genere, la forma più aberrante del possesso. Perché oggi più che mai è necessario prendere posizione. Anche su questo tema. “Le catene tenetele ai polsi, essenziale è la sua libertà. La conquista più ambita è il suo sguardo che sospende tempo e gravità. | Il desiderio ci brucia la carne, regalando nel complice gioco. Nelle vene il miele ed il fuoco.”

CREDITI DELL’EP

Federico Silvi: testi e musica, chitarra e voce

Daniele Catalucci: produzione artistica, elettronica d’ambiente, basso in “Il peso del mondo”

e “Arabica”

Giulio Pomponi: piano in “La mia città”

Registrato e missato da Daniele Catalucci presso il BANANA STUDIO di Livorno

Masterizzato da Antonio Castiello

Etichetta: NOS Records – https://www.instagram.com/nosrecordslabel/

Distribuzione: Believe

Ufficio stampa: PURR PRESS – [email protected]

https://www.instagram.com/purr.press/

SILVI | BIOGRAFIA    
SILVI è il progetto cantautorale di Federico Silvi, nato nel 1976 e cresciuto musicalmente negli anni ’90, all’interno della scena alternativa e indipendente. La sua formazione parte dalla dimensione più istintiva e fisica del rock: per anni suona in formazioni a tre, chitarra e voce, basso e batteria, attraversando punk rock, crossover, post-rock e alternative rock, con testi sempre in inglese. In questo contesto nasce SILVEREIGHT, progetto con cui realizza due dischi e sviluppa un percorso profondamente radicato nella cultura indipendente. La chitarra è il suo principale strumento espressivo: il punto di partenza di un’attitudine musicale che continua ancora oggi a evolversi attraverso esperienze e linguaggi diversi.

Tra le varie collaborazioni, porta avanti I Denti di Cane, duo strumentale chitarra e batteria in cui esplora una dimensione funk e post-rock, lasciando spazio a un modo di suonare fisico, groovy e diretto. Nei The Candydates imbraccia invece il basso e si confronta con il psycho blues di una formazione più recente, attualmente al lavoro sul primo album. Il capitolo più importante e duraturo della sua esperienza musicale è però quello con The Jackie O’s Farm, formazione indie rock dalle melodie catchy e dalle influenze West Coast. Con la band pubblica tre album, affronta lunghi tour in tutta Italia tra il 2010 e il 2012 e arriva anche sul palco del Cavern Club di Liverpool, in una serata condivisa con i Bad Love Experience. Nel 2014 il gruppo riceve inoltre una candidatura ai David di Donatello nella categoria Miglior Canzone Originale per il brano “I’m Sorry”, inserito nel film “Il capitale umano” di Paolo Virzì.

E il cantautorato? – È una storia che, prima o poi, torna a chiedere spazio. Ogni dieci anni circa, nel percorso di Silvi riaffiora il bisogno di lasciare per un momento il rumore delle band e tornare alla forma più essenziale della canzone: una voce, una chitarra, parole in italiano. Era successo nel 2008, poi di nuovo nel 2018. Oggi quella necessità è tornata con un’urgenza diversa, più consapevole e difficile da ignorare. Da quelle canzoni nasce SILVI, il progetto che prende finalmente forma con “Il peso del mondo”, EP d’esordio in uscita il 30 ottobre 2026. Non una deviazione dal percorso precedente, ma il suo naturale approdo.

SILVI: https://www.instagram.com/federico_silvi_

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