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Filosofia e rivoluzioni, al Giardino filosofico si torna a interrogare il presente

Domenica 25 Ottobre 2026 — 12:10

Da Eraclito a Marx, dalla rivoluzione del ’68 alle proteste delle nuove generazioni: il professor Lamberto Giannini guiderà un percorso aperto a tutti per riflettere sul pensiero, sui cambiamenti sociali e sulle contraddizioni del nostro tempo

La filosofia come atto rivoluzionario, capace di nascere dalla meraviglia, mettere in discussione le certezze e sovvertire il modo in cui guardiamo il mondo. È questo il punto di partenza del nuovo percorso del Giardino filosofico, che propone una riflessione sul rapporto tra filosofia e rivoluzioni, attraversando secoli di pensiero per arrivare alle trasformazioni del presente e alle domande sollevate dalle nuove generazioni.

A condurre gli incontri sarà Lamberto Giannini, professore di storia e filosofia e regista, con un percorso rivolto a tutti, dagli appassionati di filosofia a chi desidera avvicinarsi per la prima volta alla materia. In una fase storica in cui sembra essersi risvegliata la curiosità verso le modalità del pensiero umano, il Giardino torna a offrire uno spazio di confronto e di ricerca, nel quale le grandi questioni filosofiche diventano strumenti per interrogare la realtà quotidiana.

Da Eraclito a Marx, fino alla rivoluzione del ’68 – Il viaggio partirà dall’idea che la filosofia sia, per sua stessa natura, un gesto di rottura: nasce dalla meraviglia, ma anche dalla capacità di mettere in discussione ciò che appare immutabile. Da qui si affronterà la rivoluzione del tempo, attraverso il pensiero di Eraclito, Parmenide e Bergson, per poi allargare lo sguardo alla rivoluzione astronomica e a quella scientifica.

Un passaggio centrale sarà dedicato alla rivoluzione di classe teorizzata da Karl Marx, per arrivare ai movimenti giovanili e alla stagione del Sessantotto, momento simbolico di contestazione dell’ordine sociale, culturale e politico.

Il percorso non si fermerà alla ricostruzione storica. L’obiettivo sarà provare a leggere le trasformazioni attuali, interrogandosi sul ritorno delle proteste giovanili dopo una lunga fase che sembrava caratterizzata dall’indolenza e dal disinteresse.

I giovani tornano a urlare: la protesta e la crisi del sistema – Per molto tempo, secondo la riflessione proposta dal Giardino filosofico, i giovani sono rimasti silenziosi, subendo un sistema sociale ed economico che ha cercato di mantenere un contenimento formale del dissenso. Un sistema che avrebbe mostrato un interesse spesso ipocrita verso le nuove generazioni, dando l’impressione di ascoltarne le proteste senza prenderle davvero sul serio.

Oggi, però, qualcosa sembra cambiare. I giovani tornano a farsi sentire, a protestare e a mettere in discussione gli equilibri esistenti. E il sistema, forse avviato verso una fase di collasso, sembra sempre meno capace di reggere questa contestazione, rispondendo anche con la violenza.

Una riflessione che tocca un nodo etico fondamentale: il sistema stesso, in questa lettura, avrebbe oltrepassato il limite rappresentato dal principio del non uccidere. Da qui nasce una delle domande che accompagneranno il percorso: è possibile ridurre, fino a eliminare, anche le più piccole dosi di violenza all’interno di questo processo di trasformazione?

Non si tratta soltanto di ripercorrere le rivoluzioni del passato, ma di utilizzare la filosofia per comprendere ciò che accade oggi, interrogando le forme del conflitto, le responsabilità del potere e le possibilità di cambiamento.

Un giardino dedicato alla memoria di Giacomo Del Gamba – Il Giardino filosofico è stato fortemente voluto da Giacomo Del Gamba, alla cui figura l’iniziativa rimane profondamente legata. La sua scomparsa rappresenta una perdita culturale per la città e il progetto continua a custodirne la memoria, mantenendo vivo uno spazio di incontro e di elaborazione collettiva.

Uno dei punti di forza del Giardino è stato proprio il coinvolgimento di tantissimi giovani, attraverso un circolo pensato per loro e capace di favorire l’interazione tra persone di diverse fasce d’età. Le tematiche filosofiche diventano così un’occasione per porsi domande su se stessi, sulle relazioni e sui meccanismi che regolano la società.

Un confronto aperto, senza la necessità di possedere conoscenze specialistiche, nel quale il pensiero filosofico non rimane confinato nei libri, ma torna a essere uno strumento per leggere il mondo e provare a immaginarne uno diverso.

Come partecipare – Gli incontri sono rivolti a tutti, sia a chi conosce già la filosofia sia a chi desidera avvicinarsi a questa disciplina per la prima volta.

Per gli interessati, è possibile prenotare inviando un messaggio WhatsApp al numero 320 243 6053. Il messaggio avrà valore di prenotazione.

Un invito a fermarsi, pensare e discutere: perché ogni rivoluzione, prima ancora di trasformare la società, comincia dalla capacità di mettere in discussione ciò che sembra impossibile cambiare.

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