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Calafuria, recuperata una “rete fantasma” sul fondale

La rete si trovava adagiata su un fondale roccioso compreso tra i 30 e i 40 metri di profondità, impigliata su uno scoglio. L’evidente stato di usura della rete, non ha reso semplice il recupero della stessa in quanto l’ecosistema corallino, nel tempo, ha comunque creato sulla rete il suo habitat

Giovedì 28 Maggio 2020 — 16:28

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Gli operatori subacquei, data la notevole profondità e la complessità delle operazioni di rimozione, si sono alternati in due squadre per garantire la necessaria accuratezza nell'intervento ed arrecare il minimo danno all'ecosistema

Martedì 26 maggio, il Reparto Operativo della Direzione Marittima di Livorno, con la collaborazione del personale appartenente al 5° Nucleo Operatori Subacquei – Guardia Costiera di Genova, ha coordinato un’operazione di recupero di una cosiddetta “rete fantasma” nelle acque antistanti Calafuria.
Con la definizione di “reti fantasma” si identificano tutte quelle attrezzature da pesca (quindi non solo reti ma anche ad esempio nasse, palangari e altro) che finiscono abbandonate sui fondali marini. Le cause sono molteplici, ma quelle primarie sono: ostacoli come rocce, secche o relitti dove le reti si possono incagliare oppure le forti mareggiate o forti correnti; distacchi accidentali causati dal passaggio di imbarcazioni; condizioni meteo avverse che richiedono l’abbandono per motivi di sicurezza o anche l’abbandono volontario. Come è facilmente intuibile questi attrezzi costituiscono un serio pericolo per la fauna marina che vi rimane intrappolata e per il deturpamento dell’ambiente marino.
Nel caso dell’operazione di pochi giorni fa, la rete si trovava adagiata su un fondale roccioso compreso tra i 30 e i 40 metri di profondità, impigliata su uno scoglio.
L’evidente stato di usura della rete, non ha reso semplice il recupero della stessa in quanto l’ecosistema corallino, nel tempo, ha comunque creato sulla rete il suo habitat.
Gli operatori subacquei, data la notevole profondità e la complessità delle operazioni di rimozione, si sono alternati in due squadre per garantire la necessaria accuratezza nell’intervento ed arrecare il minimo danno all’ecosistema. Per tale ultimo motivo si è ritenuto più proficuo lasciare sul posto alcuni piccoli tratti di rete oramai inglobati dalle concrezioni marine.
La rete è stata conferita alla locale ditta “Labromare” per lo smaltimento. Questa attività rientra in una più ampia campagna di intervento su scala nazionale che vede impegnata la Guardia Costiera al fine di preservare e tutelare l’ambiente marino lungo tutte le coste italiane

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