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Sangue cordonale, riconoscimento nazionale per Svs

Riconoscimento nazionale per SVS Gestione Servizi nella ricerca e nell'attuazione del trasporto del sangue cordonale

Giovedì 23 Gennaio 2020 — 11:08

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Il responsabile Tomei: "Orgogliosi per il ruolo avuto e per la consapevolezza che il nostro contributo va ad aumentare le potenzialità di cura e di sopravvivenza dei pazienti"

C’è un sangue più prezioso che mai. Quello cordonale, contenuto nella placenta, e prelevato subito dopo il parto dal cordone ombelicale prima che venga tagliato. Il grande valore medico di questo sangue è dato dalla presenza di una grande quantità di cellule staminali ematopoietiche, importanti per i trapianti di staminali e nel trattamento di alcune malattie genetiche. Prezioso anche per la difficoltà del suo reperimento. Si tratta, infatti, di una donazione che può avvenire solo al momento della nascita. Una premessa doverosa, questa, se vogliamo comprendere l’importanza del premio ricevuto dal progetto di ricerca dell’Asl Toscana Centro, al quale la SVS Gestione Servizi ha avuto l’onore di partecipare dando il contributo tecnico nella ricerca e nell’applicazione di metodologie di conservazione durante il trasporto dei campioni di sangue prelevato. Una fase delicatissima quella del trasporto che rischierebbe, se non ben gestita, d’invalidare tutto il lavoro che sta dietro al suo reperimento. Un premio arrivato in occasione del convegno annuale del Centro Nazionale Trapianti “Stati generali della Rete Trapiantologica”, come uno dei migliori progetti di perfezionamento del trasporto di sangue cordonale. È Piero Tomei, dirigente SVS Gestione Servizi di Livorno e responsabile di questo settore, a spiegare l’importanza della ricerca e dell’attuazione della stessa: “Prima di tutto vorrei citare e ringraziare il gruppo di lavoro composto, in prima fila, dal dottor Marco Tanini responsabile della donazione organi e tessuti della Asl Toscana; Alessandro Pacini direttore SOS Donazione Organi e Trapianti della Asl Toscana Centro: Federica Benifei ostetrica; Cecilia Bruschi coordinatrice di Firenze della donazione e trapianti; Emanuele Ginori esperto di processi donazioni organi e trapianti; Ilaria Bagnuolo e Alessandro Toccafondi psicologi ospedalieri; Stefano Giudici del Centro Regionale Sangue e Simona Carli direttrice Regionale Sangue. Il processo post prelievo è molto impegnativo, in quanto le cellule staminali contenute in questo sangue vivono poco e male quando non sono nel loro ambiente. Il trasporto è molto complesso perché deve essere garantita, contestualmente alla rapidità di trasporto, il mantenimento della temperatura di conservazione durante tutte le fasi del trasferimento dal punto nascita alla Banca del Sangue Cordonale. I mezzi che abbiamo introdotto, e che già svolgono quotidianamente il trasporto degli Emocomponenti e degli organi, permettono di avere un monitoraggio continuo sulla temperatura grazie alla tecnologia di cui sono dotate”.
Un altro aspetto fondamentale di questo lavoro è riuscire a coinvolgere tutti gli attori del processo nell’azione di tracciabilità del percorso che il sangue cordonale affronta. A partire dal momento in cui viene affidato nelle mani di un’ostetrica, fino all’arrivo a destinazione; tutto questo sottostà ad un monitoraggio informatico, realizzato attraverso una piattaforma web in grado di permettere, attraverso accessi con password personali, la continua verifica e una maggiore responsabilizzazione del personale che deve prendersi cura di questo prezioso sangue. “Prezioso – sottolinea ancora il responsabile della SVS – perché può salvare molte vite e il mantenimento degli standard di conservazione ottimali garantisce l’efficacia clinica massima, in quanto le sue potenzialità curative sono direttamente proporzionate al numero di cellule staminali vive. Ricordiamo che questo sangue è molto utilizzato nella terapia delle leucemie, in alcuni tumori solidi e in parte dei problemi in cui il sistema immunitario può incorrere. Anche i contenitori in cui il sangue è trasportato hanno una sostanziale rilevanza. Non sono semplici borse frigo, ma apparecchiature tali da garantire una chiusura ermetica, e in tutta sicurezza contribuiscono in maniera fondamentale al processo di controllo e mantenimento della temperatura. Un altro aspetto da evidenziare, anche se molto tecnico e destinato agli specialisti, è il metodo utilizzato per condurre la ricerca, che ha seguito la filosofia Learn, che nell’analisi dei flussi prevede anche l’inserimento della tempistica, un parametro che in campo medico sta assumendo sempre maggiore importanza, perché spesso salvare una vita o avere una possibilità di cura efficace, sono strettamente legati a questo”. “Un premio – conclude Tomei – che ci rende orgogliosi per il ruolo avuto e per la consapevolezza che il nostro contributo va ad aumentare le potenzialità di cura e di sopravvivenza dei pazienti, fra cui vi sono molti bambini, colpiti dalle patologie in cui le cellule staminali possono fare la differenza”.

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