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“A Modì mio” tra body painting e arte ricordando Dedo

A Modì Mio. Una rievocazione in chiave performativa della «Beffa del 1984», volta al superamento delle barriere temporali che ne hanno disperso il clamore suscitato in passato

Mercoledì 5 Febbraio 2020 — 19:37

A Modì Mio. Una rievocazione in chiave performativa della «Beffa del 1984», volta al superamento delle barriere temporali che ne hanno disperso il clamore suscitato in passato. Video-art che vede come protagonisti tre busti umani dipinti con colori per body painting che emulano le varie fasi vissute dalle teste scultoree erroneamente attribuite a Modigliani durante il dragaggio del Fosso Reale di Livorno nell’estate del 1984, avvenuto in occasione del centenario della scomparsa dell’artista, con il quale si tentava di confermare il mito che narrava di un episodio di collera dell’artista, che in seguito ad offese ricevute sulle sculture prodotte nel periodo parigino, lo avrebbe condotto a gettarne alcune nel Fosso Reale, trovandosi questo vicino al bar in cui aveva chiesto un parere sulle opere ad amici artisti. Ciò che ne derivò fu solamente il ritrovamento di teste in pietra serena scolpite da giovani livornesi, che misero a dura prova l’abilità di critici , studiosi, direttori di musei e ricercatori.‘’Ho voluto compiere un’operazione estetico -culturale contro il mondo dei critici e dei media. Volevo creare un inganno ai danni di chi costruisce facilmente dei miti, di chi si interpone tra l’artista e il successo, condizionando il gusto e l’accesso al mercato di gente come me”.
Così recitava Angelo Froglia, autore di due delle “false teste” ritrovate, che ha sempre tenuto a diversificare il suo intervento artistico dal semplice scherzo di Pietro Luridiana, Michele Ghelarducci, Pierfrancesco Ferrucci e Michele Genovesi, autori di “Modì 2”.
Lo sviluppo della body-art dedicata alla “Beffa del 1984” diviene inno alla diversificazione attraverso l’adozione di due texture, una ispirata alle rocce utilizzate per la costruzione degli argini del Fosso Reale, mentre l’altra composta da colori più caldi, che ricordano le rocce della costa livornese. Sia la varietà cromatica che la scelta di modelli di diverse età si vogliono manifestare come significati universali, indici della volontà di tramandare un indimenticabile vicenda a chi c’era, chi c’è adesso e a chi ci sarà.

[Martina Tamberi] «STOICHEIA»: termine greco che indica il plurale di “elemento”, componente primo e non ulteriormente riducibile o analizzabile di un insieme. In questa serie Fuoco, Acqua e Terra si materializzano su tela come varie forme di rappresentazione grafica dell’onda sonora di 3 momenti dell’omonima melodia composta da Lorenzo Bucciantini dedicata a questi elementi. La forma d’onda trascitta attraverso rilievi in gesso e sabbia al centro dei dipinti è fedele a quella verificabile attraverso i dispositivi di ascolto e registrazione più comuni, come gli smartphone, mentre gli altri rilievi sono individuabili attraverso software di manipolazione sonora provvisti di una mappatura 3D della forma d’onda.

[Martina Tamberi] ONDE DI VITA: Genesis, Panthalassa e Pangea: tre momenti di impetuoso divenire, di esplosioni e matericità, di incontri. Una serie pittorica di acrilici su tela preparati artigianalmente, volta ad identificare situazioni di evoluzione artistica e mentale, sottolineando il carattere universale dell’impatto che queste hanno sull’ esistenza umana. L’utilizzo delle mappe geografiche digitali nella costruzione delle immagini ha permesso la combinazione di luoghi aventi coordinate diverse su una stessa piccola superficie, quella della tela, riducendo sensibilmente quelle distanze fisiche, e di conseguenza emotive, legate ai luoghi rappresentati.

√ Martina Tamberi nasce a Livorno il 16 marzo 1997. La sua curiosità verso le varie forme di arte, l’ha condotta ad una ricerca artistica interdisciplinare che spazia dalla pittura alla body art, alla fotografia, alla musica, alla video art e all’arte performativa. L’artista si è posta l’obiettivo di suscitare una riflessione sul carattere universale dei concetti di emotività, parità sociale, appartenenza e attaccamento alle origini, attraverso un connubio di tecniche tradizionali legate al mondo pittorico, come l’antica preparazione fiorentina delle tele e dei colori e di tecniche contemporanee, approcciandosi sperimentalmente all’arte dei New Media. Seppur giovanissima ha già esposto a Genova (Palazzo Saluzzo, Palazzo Ducale e al Museo del Mare), a Ferrara (Palazzo Crema e Palazzo Scroffa), a Venezia (Galleria ItinerArte e Palazzo Zenobio), a Milano (Galleria degli Artisti) e a San Baronto (PT) (residenza Sangiorgi-Feddern).

Galleria extra livorno. Inaugurazione, venerdì 7 febbraio alle 18. Opere pittoriche e fotografie di body painting progetto “A ModI’ mio” di Martina Tamberi.

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