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Il Museo del Mediterraneo protagonista al Tgr Leonardo

Giovedì 28 Maggio 2026 — 10:54

Immagini tratte dal servizio Rai del 22 maggio

La troupe dello storico telegiornale Rai ha dedicato un servizio alla Banca del Germoplasma che conserva circa 200 specie vegetali locali tra colline livornesi e Arcipelago Toscano a -20°C. Il direttore del Museo, Antonio Borzatti, ha ricordato che la Banca contribuisce alla tutela della biodiversità vegetale del territorio provinciale

Una troupe del Tgr Leonardo, lo storico telegiornale della Rai dedicato ai temi della scienza e  della tecnologia, ha girato nei giorno scorsi un servizio al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, andato in onda nell’edizione del 22 maggio, per documentare le attività svolte dal Museo attraverso la Banca per la Conservazione del Germoplasma. Nell’intervista del giornalista Giorgio Giglioli, il direttore del Museo, Antonio Borzatti, ha ricordato che la Banca del Germoplasma del Museo contribuisce alla tutela della biodiversità vegetale del territorio provinciale, grazie all’applicazione di protocolli scientifici per la conservazione di semi di specie vegetali locali. Come spiegato nel servizio: “A Livorno vengono crioconservate in frigorifero, a circa meno venti gradi, circa 200 specie collinari e dell’Arcipelago Toscano, tra cui piante endemiche, autoctone e a rischio estinzione. Se una di queste venisse cancellata da specie aliene o dal cambiamento climatico, i semi custoditi qui verrebbero reimmessi in natura. Si tratta di semi al servizio della ricerca e utili per gli scambi con altre istituzioni dedicate”.
La troupe si è poi spostata sulle colline livornesi, in località Le Palazzine che per la Banca del Germoplasma è un’area di campionamento strategica perché le sue rocce contengono metalli pesanti ed è di grande interesse scientifico comprendere come la flora locale riesca a sopravvivere in un ambiente tanto ostile. Con l’aiuto di Emanuela Silvi, agronoma del Museo del Mediterraneo, il servizio documenta le caratteristiche di alcune piante,  come l’Alisso di Bertoloni, endemico nel territorio, dove trova le condizioni ideali per la crescita e la propagazione grazie alle rocce serpentiniche, “ovvero rocce scure ricche di metalli pesanti, importanti per la presenza di molti endemismi. Queste piante, come tutta la natura, trovano il loro metodo di sopravvivenza: in caso di temperature elevate possono ridurre la traspirazione delle foglie oppure crescere strisciando, senza elevarsi dal suolo”. Nel servizio si spiega, poi, come avviene il prelievo dei semi e il loro trattamento dopo la raccolta.  “I semi  – aggiunge Silvi – vengono schedati secondo standard internazionali. Una volta condotti alla Banca del Germoplasma, dopo alcuni passaggi specifici come la pulitura e la disidratazione, vengono infine stoccati nei frigoriferi. Successivamente, i campioni vengono sottoposti a prove periodiche di germinazione. Queste analisi servono a misurare la durata e la vitalità di ogni singolo seme, che può variare da pochi giorni fino ad alcuni decenni a seconda della specie”.

Il servizio integrale si può vedere sul sito di RaiNews.it a questo link:
https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2026/05/la-giornata-della-biodiversita-b04f1897-95b7-430e-a1cf-4091036da86e.html?wt_mc=2.www.wzp.rainews

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