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Alla Pinacoteca Servolini “La Toscana esoterica fra arte e teosofia nel segno di Édouard Schuré”

Nuovo appuntamento, giovedì 9 dicembre 2021, ore 17.00, alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini (Collesalvetti, via Umberto I, n. 63), con la 4ª Puntata del Calendario Culturale 2021/2022, “Oltre il velo di Iside”

Domenica 5 Dicembre 2021 — 18:32

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Nuovo appuntamento, giovedì 9 dicembre 2021, ore 17.00, alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini (Collesalvetti, via Umberto I, n. 63), con la 4ª Puntata del Calendario Culturale 2021/2022, “Oltre il velo di Iside”, promosso dal Comune di Collesalvetti, ideato e curato da Francesca Cagianelli, in collaborazione con Amici dei Musei e dei Monumenti Pisani e Società Teosofica Italiana, in occasione della mostra “Dans le noir. Charles Doudelet e il simbolismo a Livorno”, promossa da Comune di Collesalvetti, Fondazione Livorno, Fondazione Livorno – Arte e Cultura (fino al 20 gennaio 2022, tutti i giovedì, ore 15.30-18,30).

Si intitola La Toscana esoterica fra arte e teosofia nel segno di Édouard Schuré, la conferenza curata da Andrea Muzzi, storico dell’arte, già Direttore Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno.

Autore in catalogo di un inedito e documentato saggio dal titolo La Firenze teosofica e gli artisti stranieri: una proposta critica per Ludolf Verworner, Muzzi indaga in questa occasione le tracce della fortuna di Édouard Schuré (Strasburgo, 1841 – Parigi, 1929) nella Toscana primonovecentesca, scandita dall’eco della sua impresa letteraria più importante, Les grands initiés (I grandi iniziati), pubblicata nel 1889 e tradotta in numerose lingue, ispirata dalla straordinaria personalità di Marguerite Albana Mignaty (Corfù 1827 – Livorno 1887), esperta di misticismo indiano, e animatrice di un salotto letterario a Firenze, cui Schuré dedicò un capitolo nel suo volume Donne ispiratrici (Parigi 1930).

Scrittore, critico letterario, poeta, storico, filosofo ed esoterista, Édouard Schuré costituì una vera e propria meteora in quanto a capacità di divulgazione dell’esoterismo in orbita mondiale, tanto da attrarre lo stesso Charles Doudelet, che nell’ambito di un’inarrestabile produzione illustrativa destinata alle più prestigiose riviste dell’epoca, firmerà un ciclo di xilografie destinate a L’ombre de Rupertus, pubblicate in “L’Image” del 3 febbraio 1897: figure ieratiche cadenzate da pause compositive di dichiarata suggestione simbolista, risultano assolutamente coerenti con l’indirizzo primitivistico e la cadenza metafisica assestati a tale data dall’artista e testimonianza di una compatibilità con il versante speculativo incarnato da Schuré.
In occasione delle cinque puntate del Calendario Culturale Autunno 2021/2022 i visitatori riceveranno una copia omaggio del catalogo della mostra.

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