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Alla Villa del Presidente “Eptagoni… Poesie e altri esercizi” il nuovo libro di Marco Corbi

“La scrittura deve evocare. Si è parlato molto della relatività dei significati e della gamma infinita di possibilità che ogni poesia può significare. Ecco, in questo libro abbiamo cercato di fare proprio questo”

Domenica 21 Aprile 2019 — 11:01

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di Paolo Rognini

Presentata venerdì 19 aprile nel salone della Villa del Presidente, in via Marradi, la raccolta di poesie “Eptagoni…poesie e altri esercizi” di Marco Corbi. Oltre all’autore, di fronte ad un folto pubblico, sono intervenuti Francesco Mencacci, della scuola CarverFabio Tommasina, editore.

Si parte subito con una introduzione intorno alla brevità, argomento centrale dell’incontro: e così Mencacci, introduce  questo tema legato alla prosa e alla poesia. “Corbi è un atleta della brevità. Questa qualità necessita di allenamento e di esercizio che teniamo sempre ben presente come punto di partenza dei nostri corsi”.

Ma cosa significa essere brevi? Proviamo a darne una definizione? Intanto dovremmo spogliarci dei tipici luoghi comuni: essere brevi non vuol dire essere sciatti e superficiali; la brevità è cosa ben diversa dalla rapidità. Come diceva Cechov, “scrivere è l’arte del togliere”. “È come una scarnificazione del linguaggio”, chiosa Tommasina. “È un tentativo di scrivere una storia a 4000, 3000, 2000, 1000 battute”. L’editore, in una raffinata esposizione, prosegue sostenendo che scrivere nella brevità ti obbliga a scegliere con cura le parole che si vogliono utilizzare. “Chiunque si avvicini alla scrittura, prima o poi dovrà fare i conti con questo tipo di arte”.

Corbi estende il discorso: “Parlare di brevità obbedisce ad un principio di economicità dello stile. Perché essere brevi significa essere capaci di racchiudere una grande intensità in una grande essenzialità”.

Ed eccoci al libro. Intanto perché Eptagoni? Eptagoni (copertina con figure geometriche) “perché mi piacciono i poligoni regolari ma dell’eptagono non se ne parla quasi mai, è una figura geometrica poco utilizzata, non è possibile fare con gli eptagoni quello che si fa con le figure regolari come gli esagoni o i quadrati”. E l’Autore prosegue con tono appassionato: “Se si mettono insieme gli eptagoni si formano degli spazi e mi piace rivedere in questi spazi un luogo in cui ognuno può andare dove vuole, immaginare cosa vuole”.

Poesie brevi, brevissime nelle quali si esercita la brevità solo se, come dice Corbi, si apprezza la brevità sia per chi scrive che per chi legge. In questo caso, la brevità nella poesia lascia lo spazio alla soggettività in modo che ognuno possa interpretare il testo a modo suo.

Conclude dicendo: “La scrittura deve evocare. Si è parlato molto della relatività dei significati e della gamma infinita di possibilità che ogni poesia può significare. Ecco, in questo libro abbiamo cercato di fare proprio questo”.

Il libro: Marco Corbi, Eptagoni, poesie e altri esercizi, MdS Editore, pp. 73

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