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Calendario Estate 2021 in Pinacoteca

Al via giovedì 1 luglio 2021 alle ore 17.00, alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, la prima puntata del Calendario Culturale Estate 2021 in Pinacoteca, “Bottega d’Arte, la promozione del gusto tra arte, editoria e critica”

Venerdì 25 Giugno 2021 — 13:58

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Al via giovedì 1 luglio 2021 alle ore 17.00, alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, la prima puntata del Calendario Culturale Estate 2021 in Pinacoteca, “Bottega d’Arte, la promozione del gusto tra arte, editoria e critica” (1 LUGLIO-23 SETTEMBRE 2021), varato in occasione della mostra “Umberto Vittorini: come il mago della favola” (24 giugno – 23 settembre 2021, tutti i giovedì, ore 15.30-18.30).

Con l’obiettivo di ridisegnare nuove geografie all’interno della compagine artistica del Novecento Livornese, la Pinacoteca Comunale Carlo Servolini punta i riflettori sul fenomeno di “Bottega d’Arte”, ovvero sulla stagione culturale cittadina più motivata sotto il profilo di ambizioni di latitudine nazionale e strategie di dinamica interazione con il panorama espositivo italiano, dagli appuntamenti con le Biennali Veneziane e Quadriennali romane fino agli eventi promossi dalle più prestigiose gallerie milanesi dell’epoca, dalla Pesaro al Milione, dalla Scopinich alla Vinciana, dalla Bardi a L’Esame.

Come peraltro già egregiamente attestato dall’equipe scientifica del Professor Franco Sborgi che nel 2007, a prescindere da linee interpretative aprioristiche, riscoprì tale stagione nella formidabile mostra “Arte a Livorno tra le due guerre. Bottega d’Arte tra tradizione e avanguardie” (Museo Civico “Giovanni Fattori”, Granai di Villa Mimbelli, Livorno, 22 dicembre 2007-16 marzo 2008), è proprio nell’ambito della storica galleria livornese fondata nel 1922 da Gino Belforte che si sprigionarono per i protagonisti della compagine del Novecento Livornese, come mai prima di allora, preziose e inaspettate possibilità di dialogo culturale con gli esponenti del Novecento Italiano.

Tra capolavori di pittura, scultura, grafica e arti decorative, di ambito nazionale e internazionale, scivolano tra l’altro in sede livornese l’ascetica statuaria di Adolfo Wildt, le surreali allegorie di Alberto Martini e le acrobatiche aeropitture dei protagonisti del secondo Futurismo, contaminando l’alveo spesso ovattato della compagine afferente al Gruppo Labronico, fino a scompaginarne certe granitiche certezze.

Il Calendario colligiano si inaugura quindi con una programmatica riflessione di Cristian Tognarelli (curatore della Collezione Vittorini, Barga), dal titolo “Capitoli labronici della biografia artistica di Umberto Vittorini: da Bottega d’Arte agli Arrisicatori”, dedicata alla carriera del barghigiano Umberto Vittorini, puntando i riflettori sulla consolidata presenza di quest’ultimo nelle sale di “Bottega d’Arte”, recensita da testimonial di eccezione, quali l’amico, mentore e compagno di frangenti militari, Lorenzo Viani, ma anche il critico e romanziere ravennate Francesco Sapori (Massa Lombarda, 10 gennaio 1890 – Roma, 1 aprile 1964); così come sulla frequentazione di palcoscenici espositivi acclaratissimi in sede milanese, quali in particolare la Galleria Il Milione e la Galleria Scopinich.

Punta a ribadire il trionfo del dialogo a “Bottega d’Arte” l’intervento di Francesca Cagianelli (conservatrice della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini), “Razzaguta-Guidi: un confronto possibile” (giovedì 8 luglio, ore 17.00), concepito come un affondo metodologico sulla necessità di scompaginare geografie localistiche troppo accertate, per ricostituire finalmente un firmamento variegato e dinamico di personalità e stili, soggetti a contaminazioni costanti: in questo caso saranno di scena il promotore del Gruppo Labronico, Gastone Razzaguta, e un dannunziano doc, il ravennate Giuseppe Guidi (Castel Bolognese, 1881-1931). Di sapore emblematico risulta a tale proposito la collaborazione che ne è scaturita per così dire fisiologicamente, oltre che scientificamente, tra la Pinacoteca Comunale Carlo Servolini e il Museo Civico di Castel Bolognese, eccezionale conferma delle ragioni più intime del Calendario colligiano, concepito come piattaforma culturale tramite la quale interagire da una parte con istituzioni museali nazionali, dall’altra con archivi pubblici e privati, con l’obiettivo di procedere verso una fase più aggiornata di metodologia critica, finalizzata alla messa a fuoco di quegli incroci di destini esistenziali ed artistici spesso sommersi a causa dell’incuria storiografica.

Fortemente voluto in quest’ottica, si prospetta il contributo di Enrico Dei (titolare dell’Archivio Lorenzo Viani e curatore dell’opera completa), dal titolo “Lorenzo Viani: un genio fra il trivio e la morgue” (giovedì 15 luglio), sorta di impeccabile raccordo rispetto all’intervento inaugurale del Calendario colligiano, proprio in quanto conclusione ad anello di un dialogo proficuo ed esteso tra due diversissimi campioni del ‘900, eppure entrambi sensibili ai sussurri dell’espressionismo kokoschkiano, Lorenzo Viani e Umberto Vittorini, entrambi fautori di una pionieristica fuoriuscita dalla temperie macchiaiola.

Conclusione diversamente aurea di un altro emblematico dialogo artistico tra due protagonisti della stagione di “Bottega d’Arte”, l’intervento di Martina Fabbri Nuccitelli (storica dell’arte, operatrice museale del Museo Civico di Castel Bolognese), dal titolo “Omaggio a Giuseppe Guidi nel centesimo anniversario del Vittoriale degli Italiani” (giovedì 22 luglio, ore 17.00), esito entusiasmante della collaborazione instauratasi in questa occasione tra la Pinacoteca Comunale Carlo Servolini e il Museo Civico di Castel Bolognese, si delinea come un appassionante e insondato scenario di prospettive storiografiche entro le quali rivedere le sorti di Gastone Razzaguta e Giuseppe Guidi.

In una vera e propria trama di narrazioni a cascata sui destini incrociati, si colloca anche l’intervento di Nicola Micieli (critico d’arte), dal titolo “Giovanni March: La riduzione della forma” (giovedì 29 luglio, ore 17.00), puntata estremamente significativa del Calendario colligiano in quando intitolata a un esponente di eccezione del Gruppo Labronico, eppure coinvolto, insieme con Umberto Vittorini, in un diverso episodio associativo di valenza nazionale, quello cioè del sodalizio afferente alla rivista “Gli Arrisicatori”, inaugurata a Livorno nel 1926, ma trasferita successivamente a Roma, stampata agli esordi presso le Officine grafiche Chiappini, con la direzione di Paolo Toschi e la collaborazione, tra gli altri, di Giovanni Papini, Angelo Conti, Cipriano Cipriani, Carlo Carrà, Albano Sorbelli, Luigi Fallacara, Ebe Palazzeschi, Silvio D’Amico, Diego Valeri, Mario Puccini, Francesco Balilla Pratella.

Coronamento esemplare di una strategia promozionale messa in campo per la ridefinizione del ruolo di Umberto Vittorini nello scacchiere del Novecento toscano e italiano, è da considerarsi l’intervento di Fabrizio Pizzanelli (incisore), dal titolo “Umberto Vittorini: la funzione espressiva del tono” (giovedì 16 settembre, ore17.00), finalizzato alla rilettura della straordinaria produzione grafica del barghigiano in relazione alle emergenze di una tecnica raffinatissima e al contempo aggiornata sui capisaldi nazionali e internazionali.

Concepita infine come vero e proprio coup de foudre, la puntata conclusiva del Calendario colligiano coincide con l’intervento di Fulvio Venturi (musicologo), dal titolo “Adolfo Wildt: artefice implacabile. Non virtuosismo ma tormento di lungo amore” (giovedì 23 settembre, ore 17.00), adombra una significativa ricognizione delle tracce di una presenza niente meno che regale a Livorno, destinata a confermare le strategie vincenti di Gino Belforte nell’allestire in sede livornese un palcoscenico della promozione del gusto rimasto tutt’oggi unico e irripetibile: quell’Adolfo Wildt che in margine all’acquaforte acquatinta “La Casa di Gesù”, firmava una dedica, rimasta finora ignota, all’amico Benvenuto Benvenuti, siglando un sodalizio esemplare di area labronica.

Ad integrare didatticamente il Calendario Culturale Estate 2021 in Pinacoteca si prevede un ciclo di Percorsi sprint, ideati e curati da Francesca Cagianelli, il cui primo appuntamento sarà doverosamente intitolato al fenomeno editoriale dell’apprezzatissimo e imitatissimo “Bollettino di Bottega d’Arte”, Livorno, concepito da Gino Belforte come “la cronaca semplice e fedele, la storia tangibile di Bottega d’Arte, della sua attività e delle sue fatiche”, impreziosito tra l’altro, almeno fino al 1929, da copertine illustrate firmate dai vip della grafica italiana del ‘900, non ultimo Luigi Servolini, spesso garantite dalla partecipazione dei militanti della rivista “L’Eroica”.

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