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Chi era Elisa Bonaparte? La sua impronta negli arredi in Toscana

Si conclude con la conversazione su Elisa Bonaparte il primo ciclo di incontri che Fondazione Livorno ha organizzato per parlare con la gente di argomenti connessi alla sua attività. L'appuntamento è per l'8 ottobre alle 18 a Piombino, Palazzo Appiani

Martedì 5 Ottobre 2021 — 22:24

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Si conclude con la conversazione su Elisa Bonaparte il primo ciclo di incontri che Fondazione Livorno ha organizzato nei parchi pubblici e nei palazzi storici della provincia, per parlare con la gente di argomenti connessi alla sua attività. L’appuntamento è per l’8 ottobre alle 18 a Piombino, Palazzo Appiani.

Nel primo appuntamento si è parlato del rapporto tra arte e diritto con il prof. Francesco Bosetti. Nel secondo il generale Roberto Riccardi ha invece raccontato la storia delle Paralimpiadi insieme agli atleti intervenuti nel parco di villa Mimbelli.

In questa terza conversazione, patrocinata dal Comune di Piombino, Monica Guarraccino parlerà di Elisa Bonaparte e della sua grandiosa opera di restyling di tutte le dimore di Napoleone in Toscana, nel volume promosso da Fondazione CR Firenze, il XVI della collana editoriale “I Mestieri d’Arte. Quaderni d’artigianato” prodotta da Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte, di cui anche Fondazione Livorno fa parte.

Nominata dal fratello Napoleone nel 1805 Principessa di Lucca e Piombino e nel 1809 Granduchessa di Toscana, Elisa organizzò per l’appartamento di Napoleone a Palazzo Pitti e per tutte le sue dimore in Toscana un imponente lavoro di restyling. L’obiettivo era quello di adeguare gli ambienti alle necessità del cerimoniale imperiale e, contemporaneamente, a renderli conformi ai canoni dello stile Impero, imposto dalla corte napoleonica di Parigi.

Per realizzare questa grandiosa opera vennero impiegati i migliori manifattori toscani, affiancati da alcuni artisti francesi e numerosi furono gli arredi e oggetti d’arte fatti giungere da Parigi. Da Lucca a Piombino, da Pisa a Livorno, da Firenze a Siena i palazzi di Elisa si trasformarono in straordinarie vetrine per mostrare all’aristocrazia e alla emergente borghesia toscana mobili, tessuti, porcellane, bronzi, orologi e ogni altro elemento decorativo in voga a quel tempo secondo il più aggiornato gusto di Parigi.

La storia della produzione di questi manufatti artistici promossa dai maggiori mercanti toscani è raccontata da Monica Guarraccino, nel volume promosso da Fondazione CR Firenze, il XVI della collana editoriale “I Mestieri d’Arte. Quaderni d’artigianato” prodotta da Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte, l’associazione tra fondazioni di origine bancaria, di cui anche Fondazione Livorno fa parte, che tratta dal punto di vista storico e artistico le materie della tradizione artigiana. Nata nei primi anni 2000 per volontà del professor Giampiero Maracchi, la collana si pone come concreta intermediaria tra il mondo dell’accademia e della ricerca e quello di artisti e artigiani.

Monica Guarraccino ha lavorato come imprenditrice nel settore dei beni culturali collaborando con le più prestigiose istituzioni culturali della Toscana. Ha inoltre dedicato gran parte della sua carriera alla ricerca, specializzandosi nella storia napoleonica. Attualmente sta ultimando un volume sulla storia di Napoleone all’’Elba e lavora alla pubblicazione di un carteggio inedito di Elisa Bonaparte.

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