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Collesalvetti, riapre la Pinacoteca Comunale Servolini

L’Amministrazione Comunale di Collesalvetti è lieta di annunciare la riapertura della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini e l’inaugurazione della mostra “L’incisione al tempo della Belle Epoque. Lionello Balestrieri verso Montmartre”

Mercoledì 8 Luglio 2020 — 16:43

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L’Amministrazione Comunale di Collesalvetti è lieta di annunciare la riapertura della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini e l’inaugurazione della mostra “L’incisione al tempo della Belle Epoque. Lionello Balestrieri verso Montmartre”, promossa dal Comune di Collesalvetti, ideata e curata da Francesca Cagianelli (fino al 27 agosto 2020, tutti i giovedì, ore 15.30-18.30; info: 0586/980256/980255/[email protected]/www.comune.collesalvetti.li.it; su prenotazione: [email protected]), prevista giovedì 9 luglio, ore 17.00.

L’evento sarà accompagnato dalla realizzazione di un Percorso immersivo in realtà virtuale dal titolo “Lionello Balestrieri Italien de Paris”, realizzato in occasione della mostra, dedicato alle incisioni dell’artista di proprietà della Fondazione Pisa e conservate presso Palazzo Blu.

La collaborazione instaurata in quest’occasione con Fondazione Pisa consentirà dunque al pubblico di approfondire la conoscenza della produzione grafica di Lionello Balestrieri non solo attraverso la mostra colligiana, ma anche grazie alla visione di un percorso espositivo virtuale dedicato al corpus delle opere dell’artista mai viste finora.

A distanza di 20 anni dall’ultima mostra curata da Alessandro Marabottini, questo doveroso omaggio a Lionello Balestrieri (Cetona, 1872-1958) è stato fortemente voluto per ribadire la mission della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, intimamente congiunta, per il tramite di Carlo e Luigi Servolini, alle sorti della grafica italiana e internazionale.

Fu tra l’altro proprio Luigi Servolini a censire nel suo Dizionario illustrato degli incisori italiani moderni e contemporanei (Milano 1955, ad vocem) circa 105 lastre ad acquaforte e acquatinta, stilandone un giudizio di indubbio apprezzamento: “Maneggia il bulino come i pennelli, conosce la tecnica dei processi grafici di riproduzione come i segreti del colore, tratta l’acquaforte, il pastello e il bianco e nero, come le tele ad olio”.

Consacrate da Vittorio Pica nel 1905 sulle pagine di “Emporium”, le incisioni a colori di Lionello Balestrieri, sembrano soddisfare i dettami della moda internazionale: dal Beethoven a Montmartre, dal Bacio a Notre Dame, tutti i temi più amati al tempo della Belle Epoque, vibranti di romanticismo, bohème e furor wagneriano, rifulgono grazie agli elegantissimi effetti cromatici e luminosi ottenuti dalla sapiente tecnica incisoria di Balestrieri.

Scene galanti e adunanze mondane, languidamente ambientate sullo sfondo delle incantate notti montmartroise, spasimi ineffabili drammaticamente proiettati nei foschi allestimenti mitologici del Der Ring des Nibelungen, raggiungono sempre e comunque quel diapason romantico che indusse la critica a definire Balestrieri “pittore romantico, decisamente, fatalmente, immutabilmente romantico…”.

E, a tale proposito, non bisogna dimenticare che in quello stesso 1905 che segna l’approdo di Balestrieri alla tetralogia wagneriana, il violinista-dandy Giuseppe Vannicola, amico, complice, inquilino e perfino modello dell’artista nel caso del dipinto Attendendo la gloria, esposto al Salon di Parigi del 1897, e quindi del celeberrimo Beethoven, presentato all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, pubblicava il volume De profundis clamavi ad te, esaltazione mistica del wagnerismo.

Mentre Chéret e Toulouse-Lautrec consegnavano la geografia della mondanità parigina, tra il Moulin Rouge e Les Folies-Bergères, tra Chat noir e Lapin Agile, alla magia della litografia a colori e dell’affiche, e negli stessi frangenti in cui le raccolte di stampe quali “Les Maitres de l’Affiche” e le litografie de “L’Estampe Moderne” inondavano Parigi di capolavori grafici nel segno del preraffaellismo, dell’Art Nouveau, del postimpressionismo e dei Nabis, Balestrieri scelse la via dell’acquaforte a la poupée.

Sarà Piero Scarpa, in occasione della mostra personale dell’artista promossa dal Gruppo Romano Incisori Artisti nel 1924, a descrivere tale metodo con riferimento al procedimento della distribuzione degli inchiostri colorati sulla superficie della lastra medianti diverse opzioni, dal tampone al polpastrello del dito, procedimento assai discusso a causa dell’emulazione della tecnica del pastello e dell’acquarello.

Fu comunque la personale alla Galleria Pesaro di Milano nel 1925 a consacrare la migliore produzione pittorica e incisoria di balestrieri, laddove Margherita Sarfatti ne colse la capacità di “rifare in tre o quattro anni rapidamente, ma senza bruciare neppure una tappa, il cammino percorso dalla pittura in un trentennio, impressionismo, luminismo, futurismo e pittura di stati d’animo”.

In abbinamento alla mostra dedicata a Lionello Balestrieri saranno allestiti nel Corridoio principale della Pinacoteca colligiana mostre-dossier, curate da Francesca Cagianelli, dedicate al tema della grafica italiana del Novecento, il primo dei quali si intitola “Disegni e Stampe provenienti dai depositi della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini”.

Nel corso della mostra sarà inoltre visibile sull’account della pagina facebook della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini e della Fondazione Palazzo Blu, il video dal titolo Lionello Balestrieri, Italien de Paris, realizzato in occasione della mostra e dedicato alle incisioni dell’artista di proprietà della Fondazione Pisa e conservate presso Palazzo Blu.

Sarà infine possibile approfondire la stagione dell’incisione e dell’illustrazione tra XIX e XX secolo, ascoltando le tre puntate straordinarie previste nell’ambito della rubrica “Stalattiti”, in onda sull’account della pagina facebook della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini: “L’editoria della Belle Epoque tra simbolismo, giapponismo e Art Nouveau” di Dario Matteoni; “Serafino Macchiati secondo Vittorio Pica: l’evocatore della modernità”, di Francesca Cagianelli; “Romeo Costetti, monotipista nel mondo”, di Francesca Cagianelli.

Ingresso libero – Accesso per fasce orarie (15.30-16.00; 16.00-16.30; 16.30-17.00; 17.00-17.30; 17.30-18.00; 18.00-18.30) e su prenotazione: [email protected]  Visite per piccoli gruppi su prenotazione: [email protected]

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