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Coro Garibaldi d’Assalto. Tre giornate di canto nel maggio del Risorgimento

Dieci anni dedicati alla musica ma anche alla ricerca. L'assessore alla cultura Simone Lenzi: "Un lavoro di scavo sulla tradizione dei canti risorgimentali"

Mercoledì 4 Maggio 2022 — 11:40

di Giulia Bellaveglia

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L’associazione culturale musicale Coro Garibaldi d’Assalto ovvero il Risorgimento a Livorno. Tornano, anche per quest’anno, le iniziative gratuite patrocinate dal Comune di Livorno e proposte dal gruppo canoro in memoria del periodo risorgimentale in città. “Nel 2022 ricorre il nostro decennale – dice Paolo Edoardo (per tutti Pardo, ndr) Fornaciari, presidente dell’Associazione – Abbiamo iniziato a festeggiarlo il 1° maggio a Lari dove, anche sotto la pioggia, abbiamo cantato le canzoni sociali. Mi piace sempre ricordare che il nostro nome deriva dai Partigiani delle Brigate d’Assalto, per la precisione la terza e la ventitreesima, composte in gran numero da livornesi”.
Tre gli appuntamenti in programma. Lunedì 9 maggio all’Ex cinema Aurora alle 19, durante l’aperitivo, brani ritrovati o ricostruiti a partire dal Diario Livornese di Pietro Martini. A seguire cena sociale. “Questi canti li abbiamo decriptati e ricostruiti perché Martini, come la maggior parte di coloro che scrivevano, non conosceva la musica – prosegue Fornaciari – Avevamo a disposizione tanti testi belli e divertenti senza sapere come cantarli, così abbiamo sviluppato un metodo di ricostruzione filologica del testo musicale e poetico, e abbiamo ricostruito tutto”. Secondo appuntamento domenica 15 maggio al Parco Gattai (ex Parco Centro città) alle 18 con inni noti e meno noti per rendere omaggio a Oreste Gattai, portabandiera dei Mille caduto a Calatafimi proprio il 15 maggio 1860. Giovedì 26 maggio invece, ad essere ricordato sul prato di piazza Del Pamiglione a partire dalle 18, sarà Francesco Chiusa, giovanissimo combattente ingiustamente accusato e giustiziato per aver ucciso un soldato croato. L’omaggio sarà reso di fronte alla Fortezza Vecchia, proprio dove fu condannato dal tribunale militare.
“Questo Coro ha due meriti importanti – commenta l’assessore alla cultura Simone Lenzi – Il primo è quello di far conoscere una tradizione importante. Il secondo è quello di fare un lavoro di scavo sulla tradizione dei canti risorgimentali. Una miniera che ancora deve essere conosciuta, scoperta e divulgata. Credo che mai come in questo momento sia importante conoscere da dove si viene”.

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